“Shadow” di Federico Zampaglione: un viaggio horror tra realtà e finzione

Scritto da  Domenica, 16 Maggio 2010 
shadow film federico zampaglioneIl 10 Maggio del 2010 si è svolta, al Multisala Adriano di Roma, la prima italiana del film “Shadow” di Federico Zampaglione: un viaggio incredibile tra la realtà e la finzione dell’horror; due parti distinguibili, ma più vicine di ciò che sembra.
 
 

 

 

 

Qual è il vero orrore?

Leggendo i giornali  ce lo si chiede spesso poiché senza limiti è la crudeltà umana e la malattia cerebrale che ne deriva, niente in confronto al più cruento dei film horror. A volte i film sono dei buoni esempi in cui rifugiarsi per scappare da ciò che più non ci piace poiché, in essi, si sottintende la parte fondamentale: la finzione. Ma cosa succederebbe se le due parti collidessero? Sarebbe un gravissimo problema poiché non esisterebbe alcuna protezione.  A rispondere a questo tremendo quesito interviene Federico Zampaglione (cantante dei Tiromancino) con il suo ultimo film: “Shadow”, un viaggio inquietante tra il vero e il falso al quale, saltinaria.it, ha assistito in occasione dell’Antemprima Italiana al Multisala Adriano il 10 Maggio 2010.

Il film tratta della “fuga” di David (Jake Muxworthy) dalla guerra dell’Iraq per andare a fare biking in un posto in Europa consigliatogli da un suo amico; lì troverà dei cacciatori abbastanza ostili (Ottaviano Blitch e Chris Coppola) e Angeline (Karina Testa), una ragazza di cui s’innamorerà fino a venire catturato da un pazzo (Nuot Arquint) che, senza alcuna logica, tortura le sue vittime fino ad ucciderle. Una trama molto semplice finchè non si arriva al finale a sorpresa che, sicuramente, lascerà riflettere il pubblico.

Un lavoro di grande progettazione che è nato, come dice Francesco, per puro caso e in base ad una piccola esperienza avuta nei boschi con la sua compagna Claudia Gerini la quale si era nascosta in un cespuglio per fare pipì senza, però, farsi vedere da Francesco il quale si dimostrò molto preoccupato. Da qui l’idea iniziale dell’ambientazione finchè poi non si passò all’atto pratico, ovvero consegnare la sceneggiatura (scritta insieme al fratello ) a Dario Argento che è entusiasta del progetto quando, invece, altri non ne erano per nulla soddisfatti sempre per il fatto di essere una pellicola che avrebbe interessato poco. Durante le riprese poi, corre voce che Federico fu talmente turbato dal film che non dormì per giorni poiché stancanti sono state le fasi di montaggio, ma anche perché si poteva disporre di attori veramente eccellenti nell’interpretare i loro personaggi in particolare Nuot Arquint (Morthis) un attore/ballerino che sembra ricordare l’Angelo della morte de “Il Settimo Sigillo” di Bergman e che, anche senza pronunciare una parola, sa convincerci sul fatto di essere uno psicopatico recluso nei boschi e tormentato, forse anche lui, dalla guerra in particolar modo quelle mondiali e russe.

L’intero progetto ha richiesto ben due anni di lavorazione non solo perché la maggior parte delle riprese erano fatte a mano, ma anche perché il tutto costituiva un vero e proprio rischio contro il volere del pubblico che, ormai, non era più abituato a vedere un horror targato Italia. O meglio: come tutte le volte in cui si tenta di scrivere un altro capitolo di storia contemporanea del cinema, ci sono degli ostacoli che vanno superati e in questo caso si tratta di grandi big come Dario Argento o Lamberto Bava i quali, però, sembrano abbastanza soddisfatti del lavoro di Zampaglione per il semplice fatto di essere una pellicola che, pur usando lo splatter come componente non fondamentale, tenta di scavare la psicologia umana ed è proprio lì che si nasconde il vero orrore degli uomini mediato da fatti reali e cruenti come la guerra.

Il film ha fatto il giro del mondo in vari festival del cinema e ha ottenuto vari premi, si spera che, anche in Italia abbia il successo che merita per il giusto coraggio che c’è voluto nel cercare di riportare in vita un genere che, forse, in Italia vivrà per molto tempo ancora.

 

 

Articolo di: Simone Vairo

Grazie a: Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.shadowfilm.net

 

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