Settimo cielo - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 30 Marzo 2019 

Dal 19 al 31 marzo il talento registico e autoriale di Giorgina Pi torna sul palcoscenico del Teatro India con “Settimo Cielo”, scritto nel 1979 dalla controversa drammaturga londinese Caryl Churchill. Lo spettacolo, già portato alla ribalta la scorsa stagione con un enorme successo di pubblico raccogliendo due candidature ai Premi Ubu, ripercorre il viaggio di una famiglia inglese a cavallo tra due secoli, in un percorso che travalica il tempo e lo spazio e ci fa riflettere sui temi dell’identità e della libertà sessuale.

 

Un progetto Bluemotion
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale, 369gradi, in collaborazione con Angelo Mai
SETTIMO CIELO
di Caryl Churchill
traduzione Riccardo Duranti
regia Giorgina Pi
con Michele Baronio, Marco Cavalcoli, Sylvia De Fanti, Tania Garribba, Aurora Peres, Xhulio Petushi, Marco Spiga
scene Giorgina Pi
costumi Gianluca Falaschi
musica, ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai
luci Andrea Gallo
tecnico del suono Lorenzo Danesin

 

Non è semplice farsi spazio tra le persone che affollano le sedute del Teatro India questa sera ed il fumo che avvolge la sala non aiuta. Sul palcoscenico, una scarna scenografia ci attende: qualche panchina, due poltrone da teatro e una scritta al neon violacea ci fanno capire dove siamo. Africa, 1879.

In una grande residenza coloniale inglese, veniamo immediatamente catapultati in una giravolta vorticosa di relazioni e intrighi trasversali, a volte leciti a volte meno. E’ l’effetto della censura dell’epoca vittoriana che, invece di smorzare l’impeto sessuale, accresce la carica erotica dei sottotesti, trasportando ogni situazione ai limiti del proibito.

Siamo presi alla sprovvista e quasi dispiaciuti quando le luci d’un tratto si abbassano e ci chiedono di uscire dalla sala: ci siamo ormai affezionati a quei personaggi, vogliamo scoprire come andrà a finire la storia.

La vera sorpresa deve però ancora arrivare: quando rientriamo, sul palcoscenico c’è una scenografia simile a quella del primo atto, ma diversa. Le panchine e le sedie non sono più divani ottocenteschi, ma sedute costellate di scritte di un parco pubblico; la scritta che riluce sullo sfondo dice: Londra, 1979. Simili sono anche i personaggi, o forse gli stessi.

Sono passati 100 anni, ma le storie vengono riprese dagli stessi caratteri, come se il tempo trascorso fosse circa un quarto di secolo. I protagonisti sono più definiti, alcune decisioni sono state prese, le identità sessuali finalmente svelate. Quegli stessi comportamenti che venivano repressi nel primo atto ora diventano legittimi e dichiarati apertamente. C’è più consapevolezza, ma ancora incertezza e condizionamento sociale. La strada dell’emancipazione e della libertà sessuale è ancora lunga da percorrere.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero 20€, ridotto 16€, scuole e studenti €14
Durata spettacolo: 2 ore

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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