Settanta volte Sette - Teatro Delfino (Milano)

Scritto da  Domenica, 29 Maggio 2016 

"Settanta volte Sette" è il titolo del musical andato in scena in questi giorni al Teatro Delfino di Milano, un testo inedito scritto da Marisa Della Pasqua che ne cura anche la regia, con le musiche e le liriche originali di Maurizio Desinan. Un musical importante non solo per il numero di attori in scena e per quello di musicisti che suonano dal vivo, ma soprattutto per il tema che ne costituisce il filo conduttore: il perdono.

 

Vivavoce Produzioni presenta
SETTANTA VOLTE SETTE
The drama musical
scritto e diretto da Marisa Della Pasqua
musica di Maurizio Desinan
regista assistente e acting coach Stefania Pepe
direzione musicale Filippo Bentivoglio, Gianluca Sambataro
arrangiamenti orchestrali e vocali Gianluca Sambataro, Filippo Bentivoglio
coreografie Lynn Jamieson
scene Mattia Bordoni
costumi Rosaria Giacomino, Grazia Alfonsi
disegno luci Denis Biaggi
disegno suono Alessandro D’Angelo, Giacomo Zambelloni

Personaggi e interpreti:
Shaul - Andrea Spina
Elena - Paola Della Pasqua
Ellie - Selene Demaria
Jonathan - Roberto Serafini
Avvocato - Michele Radice
Secondino - Maurizio Desinan
Uomo - Gianluca Ciatti
Benny - Natascia Fonzetti
Sarah - Elisa Filace
Cora - Alessia Punzo
Shaul Jr - Bruno Barone
Macho - Simone De Rose
Latticino - Sandro Argentieri
Smilzo - Alessandro Milone
Luìs - Emanuele Revalente
Aaron / Nathan - Aaron Desinan / Nathan Favalli

Componenti della band:
Chitarra - Simone Rozza
Basso - Andrea Leprotti
Batteria - Marco Sambataro
Tastiera - Gianluca Sambataro
Seconda tastiera e chitarra - Filippo Bentivoglio
Violino - Paola Genellini
Violoncello - Francesca Bongiorni

Chi conosce la Bibbia sa che Settanta volte sette è la risposta che Gesù dà a Pietro quando gli chiede: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte” E Gesù gli risponde: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. Ecco che chi conosce questi versi si domanda che tipo di musical sia quello che la Vivavoce Produzioni presenta per la regia di Marisa Della Pasqua.

La storia che ci viene raccontata è quella di Shaul, un uomo della malavita rinchiuso da anni nel braccio della morte. Un giorno una donna importante, un noto personaggio politico, gli comunica con cinismo e arroganza che è prossimo alla pena di morte. Questa donna, Elena, altri non è che una sua vecchia conoscenza, anzi la causa della sua prigionia. In anni passati, infatti, costei era stata una prostituta sua protetta, fino a quando lei non ha conosciuto Jonathan, un pastore con un passato di tossicodipendenza che, dopo avere incontrato Dio sul suo cammino, ha completamente cambiato vita, diventando un uomo di Chiesa, volto a soccorrere le pecorelle smarrite, come appunto Elena. I due si innamorano e desiderano sposarsi, ma la cosa non piace a Shaul che farà uccidere il pastore, scatenando l'odio di Elena, la ragazza che, divenuta donna, lo odierà sempre e ne decreterà per vendetta la pena di morte.

Protagonista in tutto questo dramma è il perdono, che Elena rifugge, laddove invece lo predicò fino al momento della morte il suo Jonathan, e che finanche lo stesso Shaul incontrerà in cella, cogliendone il significato e aiutando chiunque intorno a lui a fare lo stesso.

Il titolo del musical ci porta ad accogliere il concetto di perdono con un' accezione imprescindibilmente cattolica e questo senso della fede cristiana ci accompagna per tutto lo svolgimento dello spettacolo. Le musiche, di Maurizio Desinan, sono inequivocabilmente legate al sentimento di Dio e del perdono di fede, ma questo non preclude ad un ateo di godere della rappresentazione. Il senso del perdono è un sentimento assoluto che dovrebbe pervadere il cuore dell'essere umano, credente o meno che sia. E' chiara la matrice religiosa dello spettacolo, ma tra gli attori protagonisti uno in particolare costituisce l'anello di congiunzione tra chi crede e chi no. Si tratta di un uomo, spesso presente nelle scene seppur trasparente agli occhi degli attori. E' una voce che li guida, che li aiuta nel flusso dei pensieri... Chi è? Dio? La coscienza? Nel primo caso siamo travolti dal concetto di fede “cristiana”, nel secondo da quello di fede “nella intrinseca bontà umana”. Dunque a chi è diretto uno spettacolo che ci porta in ogni momento ad affrontare il tema del perdono? La risposta è a tutti. Il perdono è un concetto universale scevro da qualsiasi coinvolgimento religioso. Si perdona per se stessi, si perdona perché a tutti deve essere data una seconda possibilità, si perdona per poter andare avanti, si perdona per tanti motivi, anche perché ce lo insegna Gesù nella Bibbia.

E' difficile isolare il proprio pensiero personale di Dio davanti ad uno spettacolo che con grande coraggio ce lo propone come perno della nostra scelta di perdonare, ma si può andare oltre e godere di uno spettacolo che ci spiega come sia meglio perdonare che passare una vita tra la sete di rabbia e di vendetta. Ed è qui il lavoro che vale la pena lo spettatore faccia.

Per il resto, che è davvero tanto, mille lodi ai sedici attori, capaci di tenere la scena con personalità, di cantare, ballare e recitare con grande professionalità e tanta simpatia. Mille lodi anche ai musicisti che infondono vita alla preziosa partitura musicale.

Un musical che distrae per la leggerezza dei costumi e delle scenografie, tenendo al contempo tiene altissima l'attenzione sul dramma che sta andando in scena.

 

Teatro Delfino - Piazza Piero Carnelli, 20138 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 333/5730340, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero 20 €, ridotto (convenzioni e cittadini quartiere, studenti, over 60, under 25) 15 €

Articolo di: Monica Landro
Grazie a: Ufficio stampa Stefania Scarpetta
Sul web: www.teatrodelfino.it

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