Serpe in seno - Teatro de’ Servi (Roma)

Scritto da  Venerdì, 21 Ottobre 2011 
Serpe in seno

Dall’11 al 30 ottobre. Salvatore e Sisina conducono una vita modesta ma serena, tra la costante difficoltà di sbarcare il lunario ed il conforto di legami familiari e di amicizia che riscaldano lo spirito. Ecco però sopraggiungere una manciata di numeri rivelati in sogno e una straordinaria vincita al lotto. Come cambieranno le dinamiche di quello che prima era un burrascoso ma tenero rapporto tra fratello e sorella? Una valanga di spassose risate, un’ironia dal retrogusto crudele ed un’atmosfera noir contagiosa per l’originale commedia di Cesare Belsito, impreziosita dalla comicità irresistibile di due protagonisti d’eccezione come Gianni Cannavacciuolo e Franca Abategiovanni.

 

arcAdia teatro presenta

SERPE IN SENO

di Cesare Belsito

con Franca Abategiovanni (Sisina) e Gianni Cannavacciuolo (Salvatore)

e con Davide Paciolla (Sergio) e Fabio Maffei/Giulio Cancelli (Stefano)

musiche Paolo Vivaldi

costumi Teresa Acone

scene Alessandra Ricci

regia di Nadia Baldi

 

Salvatore (Gianni Cannavacciuolo) è un onesto e dimesso impiegato di mezza età, omosessuale affascinato dalla seducente irruenza giovanile dei ragazzi con qualche anno meno di lui, solidamente ancorato a un ristretto ma rassicurante bagaglio di certezze. Tra queste l’amicizia cameratesca e solidale con Sergio (Davide Paciolla), impenitente sciupafemmine costantemente in fuga dalla persecuzione telefonica della fidanzata gelosissima, che con lui divide l’appartamento ormai da anni e l’affetto, l’ancestrale legame di sangue che lo unisce alla bizzarra sorella Sisina (Franca Abategiovanni). Agli antipodi rispetto alla serafica tranquillità del fratello, Sisina è un vero e proprio ciclone inarrestabile e travolgente: ipocondriaca, convinta di soffrire delle più atroci allergie concepite da madre Natura (il che ovviamente non pone un freno al suo appetito pantagruelico né alle abbuffate che tentano di placarlo), coinvolta in un improbabile rapporto sentimentale a distanza con il ben più giovane e attraente Stefano (in alternanza interpetato da Fabio Maffei e Giulio Cancelli), professionista in carriera che vive a Rovigo ed è decisamente insoddisfatto per un lavoro frustrante ed un rapporto sentimentale ormai logoro e senza prospettive.

A sconvolgere le carte in tavola, ecco però un misterioso evento paranormale: la defunta madre dei due fratelli appare in sogno a Sisina rivelandole dei numeri vincenti e l’irrequieta malata immaginaria corre a gambe levate da Salvatore per raccontargli la miracolosa visione e concordare immediatamente la giocata che risolverà tutti i loro travagli economici; manca però l’accordo riguardo alla ruota su cui giocare: Sisina è convinta che la scelta debba ricadere sulla loro città d’origine, Napoli, mentre Salvatore propende per la citta dove vivono, Roma. Il punto di incontro non viene trovato e così le giocate saranno due.

La sorte escogita a questo punto un tiro mancino: Salvatore vince una cifra esorbitante mentre Sisina rimane a bocca asciutta! E per lei il miraggio di una cospicua ricompensa per il suo provvidenziale sogno svanisce ben presto di fronte all’estrema oculatezza del novello milionario - chiamiamola pure avarizia -, il che scatena in lei i più sordidi istinti di vendetta, quelli che neppure i più stretti legami di sangue possono trattenere o sopire. Instaurando una solida alleanza con Sergio e Stefano, inizia a manovrare i due baldi giovani affinchè seducano Salvatore in maniera sfrontata, entrino nelle sue grazie facendo leva sulla sua solitudine affettiva così che magari la machiavellica triade riesca ad allungare i propri artigli sul malloppo. Ma si capirà ben presto che l’intuito e la vivace intelligenza di Salvatore non sono stati in alcun modo ottenebrati dal suo nuovo status di florido benestante e quindi l’ingegnoso progetto dei tre finirà inaspettatamente per ritorcersi contro di loro…

La commedia di Cesare Belsito, attore ed autore prematuramente scomparso tre anni fa, riesce a costruire un delicato equilibrio tra il saporito divertimento che scaturisce dagli scambi di battute al vetriolo tra i due irrefrenabili protagonisti, la cui comicità fulminante e sagace affonda le proprie radici nella tradizione partenopea di Totò, Scarpetta e della dinastia dei De Filippo rinvigorendola di nuova ed attuale linfa vitale, e le atmosfere noir, intriganti e fortemente grottesche che contraddistinguono in particolar modo il secondo atto, in un crescendo parossistico che esplode nel finale con il fallimento del maldestro tentativo di truffa ed il duro, amaro, velenoso confronto tra i due fratelli, in perfetto stile parenti-serpenti. E’ proprio in questo equilibrio e nella coesistenza di sentimenti diametralmente dissonanti, nella fusione di approcci drammaturgici che passano con naturalezza dal farsesco al drammatico con la medesima solidità di intenzione e forza espressiva, che risiede la sorprendente originalità dello spettacolo, la sua capacità di divertire genuinamente ma anche di indurre alla riflessione.

Scenografia ridotta all’essenziale (alcune sedie dai colori accesi, un telo che all’occorrenza si trasforma in tovaglia o in copridivano, delle lampade che penzolano dal soffitto) su uno sfondo totalmente nero, questa l’ambientazione ideata da Alessandra Ricci per porre in assoluto risalto le dinamiche psicologiche dei personaggi e le intense interpretazioni dei quattro attori in scena.

Gianni Cannavacciuolo e Franca Abategiovanni si impadroniscono del palcoscenico catalizzando l’attenzione dello spettatore, donando risate a profusione nella prima parte della commedia, più propriamente brillante ed ironica, ed intrigandolo con gli imprevedibili sviluppi paradossali ed in parte amari del segmento conclusivo, confermando il loro raro carisma recitativo in entrembi i registri. Molto convincenti anche i due giovani attori al loro fianco in quest’avventura, in particolare sorprendono l’energia e la naturale spontaneità di Davide Paciolla e l’originale chiave umoristica con cui Giulio Cancelli si accosta al suo personaggio.

Una commedia decisamente da non perdere. Per una serata di leggerezza e divertimento, impreziosita da qualche originale e profondo spunto di riflessione.

 

Teatro de' Servi - via del Mortaro 22 (angolo via del Tritone), 00187 Roma

Per informazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biglietti: platea intero € 20 - ridotto € 16 / galleria intero €17 – ridotto € 14

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio stampa Fabi & Ghinfanti Comunicazioni

Sul web: www.teatroservi.it

 

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