Senza Glutine - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Sabato, 04 Maggio 2019 

Commedia agrodolce sulla fine dell’amore e l’inizio di un’altra storia: la difficoltà di lasciarsi, la facilità di incontrarsi, forse eccessiva. Un male universale che il mondo contemporaneo ha esasperato. La coppia nel lungo periodo sembra non funzionare ma nessuno vuole stare solo e così, tra equivoci e sotterfugi, si diventa prigionieri dell’altro e di se stessi. Il Teatro Filodrammatici, senza perdere il suo stile, il gusto per il linguaggio a volte un po’ troppo diretto e per la fotografia della società che ci circonda, sceglie questa volta, in modo insolito, un po’ di intrattenimento con “Senza glutine” di Giuseppe Tantillo, prodotto dall’Argot di Roma.

 

Argot Produzioni presenta
SENZA GLUTINE
di Giuseppe Tantillo
regia Giuseppe Tantillo, Daniele Muratore
con Valentina Carli, Vincenzo De Michele, Orsetta De Rossi, Giuseppe Tantillo
immagini e proiezioni Antonio Panzuto
scenografia Francesco Ghisu
costumi Alessandro Lai
disegno luci Daria Grispino
prima milanese

 

La cosa più difficile in assoluto è lasciarsi. Anche se non ci si ama più. E in un certo senso non è neanche un male. Se non fosse così non si farebbero un sacco di cose. E non si conoscerebbero veramente le persone. In fondo cominciamo davvero a conoscere la persona che ci sta accanto quando smettiamo di provare qualcosa per lei. Solo allora riusciamo a vederla per quello che è. E a quel punto viene fuori tutto quell’insieme di senso di colpa, malinconia, tenerezza e gratitudine che prende il nome di rapporto stabile. Dove il sesso è una chimera e la dermatite atopica una triste realtà”.

Il testo non ha grandi pretese letterarie ma fotografa in modo spietato la difficoltà che anche chi non ne può più e ha un’altra vita parallela incontra nel separarsi dall’altro. Non si capisce se sia paura della solitudine o convinzione che comunque l’altro è sempre un altro che, dopo un certo periodo, riprodurrà stilemi, vizi e virtù del precedente amore.

“Senza Glutine” è la storia di Fran e Lisa che hanno trent’anni e stanno insieme da cinque, e di Paolo e Felicia, che di anni ne hanno quasi cinquanta - decisamente più maturi, disincantati, ironici, e anche professionalmente più calzanti nell’interpretazione - e stanno insieme da quindici. Ma soprattutto è la storia di quattro persone che non hanno la forza di andarsene. Perché incontrarsi è facile ma lasciarsi è la cosa più difficile del mondo. Così, bloccati in questo limbo, ognuno prigioniero delle proprie ossessioni e di invalidanti disturbi di natura psicosomatica, scopriranno che forse essere audaci non è la risposta. E che la vita, checché ne dicano i manuali su come accrescere la propria autostima, può essere sorprendente anche in assenza di coraggio.

Forse è proprio questo il segreto dello scambio di coppia: non un gesto trasgressivo, ma un altro accomodamento tra i cosiddetti ‘migliori amici’, uno scambio reciproco che nel suo bilanciamento perde perfino il senso. Diventa quasi patetico. Così come lo è il matrimonio, la ricerca di un figlio o di un’adozione quando un amore è finito o forse non è mai cominciato, perlomeno non è decollato. Se la mente si può forzare, ingannare, il corpo no. Con tutti i suoi pensieri e desideri che prima o poi cercano una via di fuga.

“Senza Glutine” racconta l’effetto allergenico dell’amore quando implode e il sesso diventa una chimera, mentre il nostro corpo si ribella. Curioso l’inizio nel quale la vecchia massima marxista per cui l’uomo è ciò che mangia torna in primo piano, per raccontarci che ci trasformiamo e siamo soggetti all’evoluzione della nostra flora intestinale. In effetti quest’ultima non è che il risultato delle nostre frustrazioni, dei disagi che non riescono a trovare la quadra. C’è chi nelle situazioni nelle quali è emozionato parla improvvisamente in latino e chi avverte l’esigenza improrogabile di andare in bagno ma il senso non cambia.

Simpatica la scenografia pop, fissa, che all’interno si modifica in almeno tre diversi ambienti. Forse questo linguaggio così esplicito nel parlare di sesso banalizza. Si sarebbe potuto giocare di più sull’ironia.

 

Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 21; mercoledì e venerdì ore 19.30; domenica ore 16
Biglietti: intero 22€, ridotto convenzionati 18€, ridotto under 30 16€, ridotto over 65 e under 18 11€, online con prezzo dinamico da 11€
Durata spettacolo: 80 minuti

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP