Senza filtro - Teatro Verdi (Milano)

Scritto da  Sabato, 08 Aprile 2017 

Martedì 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale della poesia, è andato in scena, al Teatro Verdi di Milano, lo spettacolo “Senza filtro”, prodotto dalla Compagnia Eccentrici Dadarò e già ospitato in passato con successo a Milano presso Teatro Leonardo, Spazio Avirex Tertulliano, Teatro Libero e Teatro Franco Parenti. “Senza filtro” è un invito a conoscere il “dietro le pagine” di una donna che fu un inno alla Vita e all’Amore, quell’Alda Merini condannata e salvata dalla sua poesia, di cui, proprio il 21 marzo, ricorre l’anniversario della nascita.

 

SENZA FILTRO
uno spettacolo per Alda Merini
un progetto La Gare - Produzione Eccentrici Dadarò
coproduzione Arterie CIRT - Ass. Cult. Ca' Rossa
con il sostegno di Regione Lombardia - Progetto NEXT 2012
di Fabrizio Visconti, Rossella Rapisarda
con Rossella Rapisarda
musiche originali dal vivo Marco Pagani
regia Fabrizio Visconti
scene Marco Muzzolon
costumi Mirella Salvischiani
disegno luci Fabrizio Visconti

 

Strano a pensarci ma spesso le storie, quelle grandi, iniziano con una barzelletta, un solito Pierino, e finiscono sulle note di una bella canzone. Una di Celentano per esempio. E' ciò che sta nel mezzo, tra il Pierino e Celentano, che può rendere immortali. Immortali come la Alda di questa Milano e della Milano che ci portiamo tutti dentro.

Una Milano che talvolta assume le sembianze di un manicomio, altre quelle di un Amore troppo grande che sgomita per starci comodo in un corpo solo. Questo Amore troppo grande, che non doveva fare così male, il corpo lo incendia ed in esso si accumula ed in Alda si accumulava nelle sue mani grandi, che l'anello nel dito si incastrava perfettamente senza poter cadere. Ce lo racconta il suo angelo custode che appare sul palco del Teatro Verdi, di bianco vestito con una grossa rosa nera all'altezza del cuore, come fosse per lutto, come fosse per dichiararlo che la morte di Alda, un po', l'ha lasciato spezzato.

Un angelo custode immerso, nella sua bianchezza, al bar Charlie, nel bar in cui regnano le storie del caos. Le sedie rotte e i fogli sparsi, una macchina da scrivere e l'angelo che aspetta. Aspetta, come Vladimiro forse, che il suo Godot arrivi. Che Aldina ritorni.

L'angelo è sempre stata un passo indietro, ispirava quando ci riusciva, da Alda ha solo imparato. Ha imparato che si Vive e si Ama, che l'amore ha bisogno di spazio, che come si dà ad amare un'anima senza volerne baciare la carne? Ha imparato che le sigarette si fumano senza filtro. Tutto questo amore non doveva fare così male, allora scrivi, se fa male scrivi Alda, la poesia vince, la poesia resta, la poesia è quel sasso leggero che il tempo non scalfisce, ma non pesa nel petto.

Al bar Charlie c'erano tutti, tutti con le loro storie nelle tasche nude, Giancarlo serviva il caffè e faceva sempre avanti e indietro, avanti e indietro col suo vassoio per due portate e gli erano venuti i piedi grossi, si erano gonfiati, il tempo aveva gonfiato anche i piedi. E al Charlie era la musica la storia che non cessava mai di raccontarsi, com'è che si può amare se la musica non suona sempre la sua storia diversa?

La macchina da scrivere della Merini era rotta, come le sedie del bar Charlie su questo palco adesso. Il nastro non andava, allora lei scriveva con la carta a carbone, che pare si stia scrivendo bianco bianco sino a che per magia non si scopre il bacio di dio in inchiostro, e quello di Alda era un bacio col rossetto rosso e duro di sigarette. Così ce la lascia immaginare il suo angelo custode l'Alda Merini, come un finale che ci mette sempre la virgola.

Alda Merini non ha smesso di scrivere al momento in cui si spense, l'angelo lo sa che non è mica come aspettare Godot, lei non se n'è mai andata, è sempre lì come la carta carbone prima che si compia la magia, sta scrivendo bianco su bianco ed il lavoro di Fabrizio Visconti, Rossella Rapisarda e Marco Pagani, ha saputo intravedere in controluce quel che ancora c'è di lei, esattamente quello che di lei non può morire.

 

Teatro Verdi - via Pastrengo 16, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/6880038 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì 21 marzo 2017 ore 21
Biglietti: intero 20 € - ridotto 10 €

Articolo di: Carla Nigro
Grazie a: Chiara Cinelli, Ufficio Stampa Bianucci Cinelli studio
Sul web: www.teatrodelburatto.it

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