Senza Filtro - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Lunedì, 07 Dicembre 2015 

Sempre sorprendente il Teatro Libero di Milano, che costringe a salire al terzo piano di un interno milanese, ed ha ora ospitato una vera chicca proposta grazie all’idea di Fabrizio Visconti, che dirige l’opera dietro le luci da lui stesso progettate, e di Rossella Rapisarda, che invece è l’interprete di questo dolcissimo "Senza Filtro, Uno spettacolo per Alda Merini". Marco Pagani in scena alla chitarra regala musica dal vivo e include anche brani registrati, il tutto per esprimere un fortissimo sentimento di amore puro nei confronti di una donna, un’artista vera, una poetessa straordinaria che ci ha lasciati ormai da sei anni, proprio nel giorno di Ognissanti. La protagonista entra su un palco abitato da un grande, apparente disordine: fogli di carta sparpagliati un po’ ovunque, sedie poggiate qua e là, un tavolo con due sedie e una macchina da scrivere sopra. Lei ha un buffo berretto, è vestita di bianco e indossa scarponi neri lucidi.

 

SENZA FILTRO - Uno spettacolo per Alda Merini
di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda
regia Fabrizio Visconti
con Rossella Rapisarda
musiche dal vivo Marco Pagani
scene Marco Muzzolon
costumi Mirella Salvischiani
progetto luci Fabrizio Visconti
produzione Eccentrici Dadarò

 

E’ la bella e brava Rossella Rapisarda a muoversi da sola in questo che è un monologo ma pare un racconto fatato, con anime aleggianti che osservano qua e là. Dopo essersi guardata attorno come per spiegare che è normale che oggi non sia tutto a posto, inizia a parlare. “Lei è in ritardo, come al solito. Io lo so, e aspetto” dice col suo bel sorriso e chiama nomi, chiede un caffè e così almeno si capisce che siamo al Charlie Bar, il posto dove Aldina Merini andava ogni giorno per incontrarsi con amici, chiacchierare e anche scrivere. Perché nella confusione era molto facile concentrarsi sui moti dell’anima, sulle emozioni dell’umanità, non in luoghi segregati come quelli che lei aveva già dovuto frequentare, quando l’avevano rinchiusa in manicomio e, poiché non si comportava come la gente si aspettava che una donna per bene facesse, erano arrivati prima a riempirla di barbiturici, per poi addirittura sottoporla ad elettroshock. Ma ci ricorda che lei amava anche la musica, nello specifico Adriano Celentano, e la sua ‘24 mila baci’ echeggia e fa sorridere. La Merini amava il rock!

Ma qui ormai non ha paura, tutti la conoscono e lei canta l’amore… “Dov’è il Giancarlo? Dove sono il Pier, Renato, la Ginetta, l’Alda?”. Ascoltiamo brani estratti dai libri di poesie lasciatici da questa grande artista della parola, mentre chi parla gira attorno al tavolinetto con sopra la macchina da scrivere senza nessuno seduto davanti. Ci viene raccontata una barzelletta che Aldina usava raccontare per risollevare gli animi, dopo aver affrontato momenti drammatici anche solo attraverso i ricordi. Oppure sentiamo la storia della povertà abissale di quei tempi lontani, dopo la guerra a Milano, case fredde ma scaldate da arte e amore; e la voglia di scrivere così forte che quella che sembrava carta sempre bianca dentro al rullo della macchina da scrivere, anche dopo aver pestato per tanto tempo sui tasti, mostrava il trucco usato da chi, come lei, la Merini, non aveva neppure i soldi per ricomprarsi il nastro blu per dattilografare. Però ecco il trucco: un foglio di carta carbone dietro al primo foglio bianco e, miracolo!, il secondo foglio tutto scritto con le poesie e i racconti dell’Aldina…

Fin dall’inizio è entrato in scena, ma un po’ defilato, quasi sul fondo, un bravissimo Marco Pagani che imbraccia la chitarra e regala magnifica musica dal vivo, combinata con brani registrati e in perfetto sincrono con i suoi pezzi live. Non pronuncerà mai una parola ma i suoi interventi servono bene a rendere le parole di Rossella un vero spettacolo, inarrestabile come il grande cuore che ha animato l’artista invisibile di cui si parla. La ragazza in bianco sembra voler scrivere il finale, un finale degno e che ancora manca, come manca la presenza di questa donna speciale che aveva sempre seguito, un passo indietro, per tutta la vita o quasi. Quanto basta almeno per raccontarci aneddoti, scritti originali, storie commoventi e il caos di una vita vissuta intensamente, senza filtri, tutta d’un getto, profondamente e con la sigaretta sempre in mano. Ci sembra quasi di averla sul palco, tanto è potente la drammaturgia escogitata da questo bellissimo esercizio di teatro, con un finale che esplode come un colpo di scena ben congegnato e che ovviamente non posso rivelare. Anche perché, come ha detto la protagonista al termine e volgendosi chiaramente verso il pubblico: “Ma questo non ditelo a nessuno… anche perché potrebbero dirvi che siete pazzi!”.

Eccellente monologo, provoca uno sciame di applausi da parte del pubblico che sembra però non volersi smuovere e il suo desiderio è così soddisfatto. Rossella Rapisarda fa salire sul palco una donna che stava in platea e la presenta: è Luisella Veroli, l’autrice di due libri scritti sotto volontà della Merini, il che l'ha portata a frequentare la poetessa per quasi vent’anni. Il secondo volume "Ridevamo come matte" esce postumo nel 2011, poiché Aldina ci ha lasciati il primo novembre di sei anni fa, nel 2009. Forse Luisella Veroli fu la sua unica amica perché, racconta, la Merini non amava le donne, dal momento che amava troppo gli uomini; eppure era una donna divertente, colma di umorismo e autoironia, come questo libro dimostra. Ma il primo libro che ha pubblicato nel 1994 e rivisto proprio nel 2009 è stato "Reato di vita - autobiografia e poesia", sempre dedicato alla Merini e grazie al quale si è convinta di poter essere una scrittrice, mentre prima era stata solo un’insegnante. L'esistenza di Luisella è cambiata grazie all’Aldina e con semplicità ci ha regalato dal vivo un quadro ancora più intimo della grande artista milanese, che ha vissuto e tanto amato i Navigli e la gente semplice, autentica.

 

Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da lunedì a sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 21, under 26/over 60 € 15, allievi scuola Teatri Possibili con tessera associativa € 10 (prime rappresentazioni € 3), prevendita € 1,50

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Clarissa Mambrini, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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