Sei personaggi in cerca d’autore - Teatro della Pergola (Firenze)

Scritto da  Domenica, 02 Novembre 2014 

La stagione 2014/2015 del Teatro della Pergola ha inizio con la prima nazionale dei "Sei personaggi in cerca d’autore", diretto e interpretato da Gabriele Lavia. Nel 1948, dopo che la guerra aveva danneggiato il palcoscenico, la Pergola fu inaugurata nuovamente proprio con i Sei personaggi. La regia era di Orazio Costa, con Tino Buazzelli nel ruolo del Padre e Rossella Falk in quello della Figliastra. Lo stesso testo inaugura oggi la nuova Stagione della Pergola e il suo nuovo cammino produttivo, prima della tournée nei teatri italiani.

 

Produzione Fondazione Teatro della Pergola presenta
Gabriele Lavia in
SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE
di Luigi Pirandello
con Massimiliano Aceti, Ludovica Apollonj Ghetti, Alessandro Baldinotti, Daniele Biagini, Rosy Bonfiglio, Maria Laura Caselli, Sveva Catelani, Michele Demaria, Giulia Gallone, Giovanna Guida, Lucia Lavia, Andrea Macaluso, Luca Mascolo, Mario Pietramala, Marta Pizzigallo, Matteo Ramundo, Malvina Ruggiano, Alessio Sardelli, Carlo Sciaccaluga, Anna Scola
scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Giordano Corapi
regia Gabriele Lavia

 

Lo considera lo spettacolo più difficile che abbia mai fatto. Alla soglia dei cinquant’anni di una carriera trascorsa sulle scene, Gabriele Lavia sceglie di aprire la stagione del teatro di cui ha assunto la direzione artistica - dopo aver lasciato il Teatro di Roma - con un’opera che “non ha paragoni”. “Ci sono opere, grandi opere, opere immortali e poi c’è I Sei Personaggi in cerca d’Autore, l’opera teatrale che non ha paragoni. Unica nella concezione, nella struttura, nell’argomento”.

Con questa affermazione - citata nelle note di regia - Lavia, regista ed interprete del dramma pirandelliano, consegna al pubblico il messaggio di universalità, la grandezza filosofica, la profondità morale di un’opera assoluta, che meglio di ogni altra affonda l’attenzione sui meccanismi fragili e crudeli degli umani istinti, e sul dramma dell’uomo moderno. Un capolavoro, intriso com’è di tutte quelle dinamiche che intrecciano rancori e ri-sentimenti, vendetta, dolore, senso di colpa, rappresentate da una famiglia che Lavia definisce “orribile” .

Con “I Sei personaggi”, gioiello drammaturgico della trilogia del “Teatro nel Teatro”, vanno in scena le contraddizioni tra l’essere attore e l’essere personaggio; la difficoltà, o - forse - l’impossibilità di unire le due entità in un’unica essenza, la complicata sovrapposizione coincidente delle emozioni, il divario tra il volerle rappresentare e il doverle vivere. Un’indagine affilata sulle contraddizioni tra l’essere e l’apparire, temi cari alla poetica pirandelliana, in quest’opera elaborate finemente al punto da mettere in discussione il significato stesso dell’esistenza, dell’essere “vivi”.

Un dramma complesso che Pirandello scrisse durante il suo soggiorno romano, nell’intimità della sua residenza nel Villino Ciangottini e che, alla prima del maggio 1921 al Teatro Valle, suscitò aspre critiche e reazioni turbolente da parte del pubblico.

Ne seguirono altre edizioni in cui Pirandello operò modifiche sostanziali, fino a quella del 1925 che ne decretò il successo internazionale: questa l’edizione scelta da Lavia per la sua messa in scena. Ma con un dettaglio distintivo che ha avuto due illustri precedenti: l’allestimento di Orazio Costa proprio alla Pergola nel 1948 alla riapertura del Teatro dopo la guerra, e quello di Strehler nel 1953. Come i suoi due illustri predecessori, Lavia - pur scegliendo la versione rivisitata del 1925 - mantiene un elemento scenico-drammaturgico della versione del 1921. E’ l’intensa scena della Bambina con la Figliastra, in cui la Bambina muore, che Lavia sceglie di mantenere all’inizio del secondo atto. Non più nel finale, così come Pirandello decise di fare, spostando la scena per dare - forse - un effetto teatrale in più. “Ho scelto di mantenere la prima versione perché mi sembra più violenta, balza subito agli occhi. Avere due precedenti così illustri mi conforta” afferma Lavia.

Rivoluzionario, nell’aderire fedelmente al testo scritto narrando all’apertura della scena e nel finale, con voce fuori campo, le didascalie che descrivono la scena stessa.

I Personaggi irrompono in sala durante le prove de “Il Giuoco delle Parti”, geniale visione di concetto metateatrale. Nati dalla penna di un autore, chiedono di poter vivere, vivere il loro dramma familiare e personale attraverso la rappresentazione: espediente attorno al quale ruota l’indagine filosofica del messaggio pirandelliano, l’eterna contrapposizione tra realtà e verità. “Nella realtà può accadere che si metta in scena un personaggio, nella verità no. La messa in scena rinuncia totalmente a una verità assoluta per entrare in una verità maldestra” afferma Lavia.

Intensamente drammatico, a tratti volutamente ironico, “il Padre” di Lavia convince pienamente nel sollevare i dubbi sull’autenticità del lavoro attoriale, sull’impossibilità di riuscire ad interpretare le emozioni se non vissute in se stessi, sul divario incolmabile tra l’essere persona (l’attore) e l’essere personaggio. Sfrutta sapientemente la propria abilità interpretativa in un’impostazione registica che concede spazio e contraddistinta importanza alle pause, regalando al pubblico - incantato - una sospesa quanto realistica visione del ruolo dell’attore, e accompagnandolo verso una riflessione più profonda sulla relatività dell’essere.

Struggente e addolorata la Madre, ottimamente interpretata da Rosy Bonfiglio. Sempre velata di nero rappresenta il suo dolore, senza mai uscirne, neppure quando esprime gesti teneri alla Bambina che le si accosta vicino. Indimenticabile nella scena in cui il Padre sta per sedurre la Figliastra; nel tormento del ricordo e nel dolore mai sopito, esprime il suo dramma con un urlo muto, eloquente nell’espressione, un momento di rara intensità.

Irascibile e bizzarro è il Capocomico di Michele Demaria, diviso tra il ruolo irreprensibile e l’attrazione curiosa, che cela dietro una ostentata ironia, che i Sei Personaggi esercitano su di lui e gli altri attori della compagnia. Scarica la tensione che gli impone il ruolo passeggiando con esuberanza da un lato all’altro del palco, aggrappandosi con stravagante gestualità all’inseparabile sigaro. Perfetto contraltare pragmatico alla solennità smarrita dei Personaggi.

Lucia Lavia è una Figliastra rabbiosa, desiderosa di vendetta e di ribellione. Interpreta sapientemente il ruolo, con vigore e disperazione accesa. Giusta nel ruolo anche per caratteristica anagrafica. Né troppo giovane, né troppo adulta. Volontà precisa, una scelta registica che sottintende l’adesione sottile alla descrizione che Pirandello fece del personaggio nell’introduzione del 1925. “Se noi togliamo alla Figliastra l’essere poco più di una bambina, diventata poi prostituta, togliamo una costruzione poetica enorme” afferma Lavia. Lucia Lavia, in un ruolo così tradizionalmente difficile, forse il più importante dei Sei Personaggi, restituisce la disperazione esplosiva e il desiderio di vendetta riuscendo pienamente con un’interpretazione originale, certamente diversa dalla tradizione di chi l’ha preceduta.

Un plauso particolare al “Figlio” di Andrea Macaluso che regala un esempio virtuoso di ammirevole presenza scenica.

Sommando gli elementi in un unico quadro d’insieme, ne appare un concerto armonicamente orchestrato, un complesso artistico di ottima valenza estetica. Lavia dirige i suoi attori e se stesso con ammaliante maestria, concertando sapientemente scene e controscene tra i ventuno attori sempre sul palcoscenico. “Questo da un punto di vista tecnico e artistico è una grande complicazione: anche chi non parla deve recitare”. E così accade. Bravissimi gli attori ai quali in scena non è data parola, validissimi nell’uso della propria espressone corporea. Suggestive le interpretazioni di dolore silenzioso del “Giovinetto” di Ludovica Apollonj Ghetti e di smarrimento della “Bambina” di Sveva Catelani, entrambe chiuse nel cerchio insondabile dei loro tristi pensieri.

Un ensemble di rara bellezza, pur nella linearità discreta delle scene essenziali di Alessandro Camera. All’eleganza raffinata dei costumi a tinte neutre degli Attori si contrappongono, in un suggestivo gioco di chiaro-scuri, gli abiti neri, luttuosi, dei Personaggi. Un effetto giocato sul contrasto del colore non-colore, che si accende all’occorrenza con suggestive proiezioni di colori che inquadrano la scena.

Nel dipinto di una società borghese in decadimento, rappresentato con l’espediente metateatrale, Pirandello ci consegna un messaggio di altissimo significato esistenziale. Lanciando l’interrogativo sull’autenticità del lavoro attoriale, sull’impossibilità per l’attore di essere “quel” personaggio per non aver vissuto le stesse emozioni, Pirandello dipinge le condizioni bieche dell’attore in quanto uomo, e si innalza a decretare l’immortalità del personaggio. Perché “si nasce alla vita in tanti modi”, si nasce personaggio e si nasce uomo. Morirà l’uomo, morirà l’autore, ma il personaggio non morirà mai, egli vivrà eterno. I Personaggi vivono eterni. I Sei Personaggi vivono eterni. Questa è la magia del Teatro.

La tournée dello spettacolo:
24 ottobre | 2 novembre 2014_ Teatro della Pergola, Firenze PRIMA NAZIONALE
20 gennaio | 1 febbraio 2015_ Teatro Carignano, Torino
3 | 15 febbraio _ Teatro Elfo Puccini, Milano
17 | 22 febbraio 2015_ Teatro Morlacchi, Perugia
3 | 8 marzo 2015_ Teatro della Corte, Genova

 

Teatro della Pergola - via della Pergola 12/32, 50121 Firenze
Per informazioni e prenotazioni: centralino 055/22641, biglietteria 055/0763333 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da lunedì a sabato ore 20.45, domenica ore 15:45, mercoledì 29 riposo
Biglietti: interi platea € 32, posto palco € 24, galleria € 16; ridotti over 60 platea € 28, posto palco € 20, galleria € 14; ridotti under 26 platea € 20, posto palco € 16, galleria € 12


Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Paola Pace, Ufficio stampa Teatro della Pergola
Sul web: www.fondazioneteatrodellapergola.it

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