Sei personaggi in cerca d’autore - Teatro Mercadante (Napoli)

Scritto da  Domenica, 29 Ottobre 2017 

Dal 25 ottobre al 12 novembre. Debutta in prima nazionale al Teatro Mercadante il nuovo allestimento dei “Sei personaggi in cerca d’autore” a cura di Luca De Fusco, con Eros Pagni, Gaia Aprea e Angela Pagano. Una rilettura del testo pirandelliano, che ha fatto la storia del teatro del Novecento, interessante ma che non convince pienamente il pubblico in sala.

 

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
regia Luca De Fusco
con Eros Pagni, Federica Granata, Gaia Aprea, Gianluca Musiu, Silvia Biancalana, Maria Chiara Cossia, Angela Pagano, Paolo Serra, Maria Basile Scarpetta, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Cresta, Enzo Turrin, Ivano Schiavi
e con gli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli Alessandro Balletta, Sara Guardascione, Dario Rea
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
installazioni video Alessandro Papa
movimenti coreografici Alessandra Panzavolta
produzione Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale e Teatro Stabile di Genova

 

Debutta in prima nazionale uno spettacolo che ha suscitato aspettative crescenti negli ultimi mesi, i “Sei personaggi in cerca d’autore” nell’allestimento firmato dal regista Luca De Fusco, con un cast di tutto rispetto che annovera tra le proprie fila Eros Pagni, Gaia Aprea, Angela Pagano e Paolo Serra, solo per citare alcuni tra i validissimi interpreti che affollano la scena dell’opera pirandelliana.

Un testo di Pirandello esige sostanzialmente una rigida aderenza all’impianto originale, parendo impossibile anche modificare delle battute o dei gesti perché questo potrebbe andare ad alterare l’intero senso del racconto, o il significato celato che se ne vuole dare. Vale per Pirandello quindi il concetto di “tradizione ed aderenza al testo originale”, concetto che potrebbe far sorridere se si considera il fatto che si tratta di un autore che ha stravolto le regole del teatro e di tutto l’impianto scenico. De Fusco allestisce dunque una rappresentazione che, dal punto di vista drammaturgico appare fedele al capolavoro pirandelliano, rispettando in tutto e per tutto le battute, le pause e l’avvicendarsi dei vari avvenimenti che i Sei personaggi incarnano sulla scena.

Meno fedeli i costumi e talune ambientazioni sceniche che risultano essere invece care al regista De Fusco, con il consueto utilizzo delle video-proiezioni sullo sfondo e delle preziose musiche di Ran Bagno. I Sei Personaggi in questo allestimento sono per l’appunto personaggi, figure eteree rese quasi spettrali, poco umane e proprie di un universo, quello teatrale, che risulta essere per loro l’unico spazio in cui prendere vita.

Suggestiva sullo sfondo anche la resa in fotogrammi di inizio Novecento delle vicende che i personaggi raccontano sulla scena, rievocando un tempo che allo spettatore sembra lontano, ma che nella realtà dei personaggi pare accaduto ieri, essendo questi ultimi pronti a rimetterlo sulla scena.

Ma il registro stilistico caratteristico del teatro di De Fusco trova forse in questa circostanza un elemento che intacca una resa perfetta dello spettacolo, parendo che il consueto impianto registico debba ora necessariamente cedere il passo a una mera narrazione del testo, andando a ridurre sensibilmente il ricorso alle tanto gradevoli quanto preziose proiezioni sullo schermo e l’utilizzo di quelle telecamere per inquadrare i volti a cui De Fusco ci ha abituato nei suoi precedenti lavori. Tutto scorre all’insegna della narrazione che deve procedere inesorabile, ma che a tratti potrebbe essere semplificata evitando eccessive pause, fiati, sguardi e intervalli di tempo che rallentano solo il ritmo della narrazione.

Soprattutto in alcuni passaggi dello spettacolo, laddove il dramma deve essere esaltato, sarebbe parso logico evitare di rallentare troppo il testo o marcare con più decisione gli intermezzi umoristici che Pirandello pone proprio con l’intento di “spezzare” talvolta una partitura così drammatica, cosa che nello spettacolo non accade, nonostante la pregevole qualità di interpreti che riescono comunque a raccontare un testo che costituisce una prova scenica certamente ardua.

De Fusco si avvale dello strumento delle proiezioni video proprio laddove probabilmente non occorrevano, cioè nell’epilogo. Proprio quei criteri di aderenza al testo originale rigidamente rispettati per tutto lo spettacolo vengono in questo caso stracciati. Nessun riflettore verde del macchinista, nessuna comparsa sulle scene dei soli sei personaggi: resta sullo sfondo la mera proiezione di tutti e sei i personaggi non presenti fisicamente (nonostante Pirandello avesse previsto espressamente che comparissero tutti tranne il Giovinetto e la Bambina) e di conseguenza nessuna bambina correrà ridendo per la sala, ma si udirà solamente una stridula voce metallica pre-registrata. Se, come si diceva, il ritmo talora lento della messa in scena viene compensato da interpretazioni quasi tutte di pregevole livello, il finale, per come viene presentato al pubblico, non riesce a convincere pienamente.

 

Teatro Mercadante - piazza Municipio, 80133 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5524214, biglietteria 081/5513396, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 25, 27, 31 ottobre e 3, 7, 10 novembre ore 21; 26 ottobre e 1, 2, 8, 9 novembre ore 17; 28 ottobre e 4,11 novembre ore19; 29 ottobre e 5, 12 novembre ore 18

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Sergio Marra e Valeria Prestisimone, Ufficio stampa Teatro Stabile di Napoli
Sul web: www.teatrostabilenapoli.it

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