Sei personaggi in cerca d’autore - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 17 Gennaio 2016 

Tre giorni. Tanti ne servono a Pirandello per scrivere la commedia prima di leggerla personalmente alla compagnia di Dario Niccodemi. «Ma nessuno aveva capito niente», racconta lo stesso Niccodemi per spiegare uno straniamento che presto coinvolge anche il pubblico. Alla prima romana del 1921, la platea si divide tra entusiasmo convinto e chi urla “Manicomio! Manicomio!”. Prima di applaudire senza riserve, il pubblico ha bisogno di familiarizzare con lo spettacolo, il teatro di abituarsi all’idea di rappresentare se stesso. «I Sei personaggi sono una lunga avventura alla quale vado incontro», spiega Gabriele Lavia, interprete del Padre e regista di quest’edizione del 1925 arricchita con elementi del 1921: «È certamente uno degli spettacoli più difficili che abbia mai fatto. Quando ho cominciato a studiarlo ne ho avuto subito la sensazione. Siamo sempre in 21 in scena. Sempre.» L’effetto è di una costante tensione narrativa, un recitare anche solo facendo respirare il personaggio. O l’attore. O entrambi.

 

Produzione Fondazione Teatro della Toscana presenta
SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
diretto e interpretato da Gabriele Lavia (Il Padre)
con Massimiliano Aceti (Il Macchinista), Letizia Arnò (La Bambina), Alessandro Baldinotti (Il Suggeritore), Daniele Biagini (Un altro attore), Silvia Biancalana (Il Giovinetto), Maria Laura Caselli (Un’altra attrice), Michele Demaria (Il Direttore-Capocomico), Federica Di Martino (La Madre), Giulia Gallone (La Prima Attrice), Giovanna Guida (La Seconda Donna), Lucia Lavia (La Figliastra), Andrea Macaluso (Il Figlio), Luca Mascolo (L’Attor Giovane), Mario Pietramala (Il Primo Attore), Marta Pizzigallo (Madama Pace), Matteo Ramundo (L’Attore-Segretario), Malvina Ruggiano (L’Attrice Giovane), Alessio Sardelli (L’usciere), Carlo Sciaccaluga (Il Direttore di Scena), Anna Scola (Un’altra attrice)
scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Giordano Corapi
registi assistenti Giacomo Bisordi, Chiara Macinai

 

Troveranno gli spettatori, entrando nella sala del teatro, alzato il sipario, e il palcoscenico com'è di giorno, senza quinte né scena, quasi al buio e vuoto, perché abbiano fin da principio l'impressione d'uno spettacolo non preparato…

La recitazione fuori campo di Lavia delle didascalie del testo pirandelliano ci avvolge, la compagnia dal capocomico fa la sua apparizione sul palcoscenico e si dispone, nei suoi splendidi e ricercati costumi… ma tutti attendono i sei personaggi. “Chi voglia tentare una traduzione scenica di questa commedia bisogna che s'adoperi con ogni mezzo a ottenere tutto l'effetto che questi "Sei Personaggi" non si confondano con gli Attori della Compagnia…

Emergono, ad un tratto, dal fondo della sala e, in modo ineluttabile e tormentato, salgono sul palco. Inizia la danza del verosimile con il vero, del teatro che appare con il teatro che respira. Gli attori recitano e dimenticano, i personaggi vivono costantemente la loro tragedia sotto pelle, destinati a reiterare il loro dolore, i loro rimpianti, le loro vergogne, ancora ed ancora. Il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina, figurine scure, grottesche, maschere immobili fra gli abiti color sabbia degli attori, chiuse su di loro, con sguardo sgomento sull’incomprensione del capocomico per il loro dramma; Il Padre cerca invano di far capire… ma a cosa serve il suggeritore? Non lo possiamo togliere??? Come può un attore capire davvero un personaggio, come può diventare lui???

Un'empatia improbabile perché raramente cercata, non solo su di un palcoscenico ma nello scorrere delle vite degli esseri umani. Il dramma apparrà, infine, lecito anche agli occhi della compagnia quando, dopo la scena dell’annegamento, la bambina scompare davvero… la voce del capocomico simula naturalezza nel chiedersi dov’è ma l’inquietudine sale ad ogni replica della domanda.

Lavia costruisce un meccanismo scenico affascinante, ben oliato che, anche grazie ad azzeccate musiche, luci e costumi, ci fa penetrare nell’anima il dramma dei personaggi; si vive come nostro il loro spaesamento, l’invisibilità della loro sconfitta al resto del mondo, la loro solitudine al centro di una folla rivolta sempre altrove, che lascia apparire così fatua la vita che scorre in superficie. Inutile sottolineare la bravura dell'intero cast, nell'incarnare questi personaggi così bravi a vivere, nel bene e nel male, la vita che la sorte ha assegnato loro.

«Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo può ridersi anche della morte. Morrà l’uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!».

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 20, mercoledì e domenica ore 16, sabato ore 16 e ore 20
Biglietti: platea 34 €, balconata I centrale 29 €, balconata I laterale 23 €, balconata II centrale 22 €, balconata II laterale 17 €, balconata III centrale 15 €, balconata III laterale 13 €

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio Stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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