Sei personaggi in cerca d’autore - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Sabato, 16 Gennaio 2010 
sei personaggi in cerca d'autore

Dal 12 al 24 gennaio. La straordinaria modernità del più grande drammaturgo a cui il nostro paese abbia regalato i natali nello scorso secolo rivive al Teatro Quirino nei due atti della commedia che rappresenta il suo più inestimabile capolavoro ed al contempo anche la summa della sua instancabile riflessione poetica e letteraria. A quasi novant’anni dalla loro prima apparizione i Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello non hanno smarrito neppure un briciolo del loro fascino, archetipi dotati di pulsante vita propria e simboli dei più viscerali vizi e virtù umane.

 

Compagnia del Teatro Carcano presenta

Antonio Salines, Edoardo Siravo, Silvia Ferretti, Nora Fuser e Marina Bonfigli in

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

Di Luigi Pirandello

Con Giovanna Rossi, Elio Aldrighetti, Anna Canzi, Umberto Terruso, Giuseppe Scordio, Vladimir Todisco Grande, Caterina Bajetta, Dario Merlini e Alessandra Salamida

Costumi di Carla Ricotti

Musiche di Giancarlo Chiaramello

Movimenti mimici di Marise Flach

Regia di Giulio Bosetti

 

Non vi è alcun dubbio che i pirandelliani “Sei personaggi in cerca d’autore” rappresentino uno dei testi cardine del teatro novecentesco italiano, oltre che un fondamentale punto di svolta nella produzione letteraria dello scrittore di Girgenti. Con questa commedia si apre difatti il prezioso capitolo della sua produzione drammaturgica rappresentato dalla cosiddetta Trilogia del teatro nel teatro (di cui fanno parte anche “Ciascuno a suo modo” e “Questa sera si recita a soggetto”), dedicato essenzialmente ad investigare gli imperituri conflitti tra gli elementi più importanti che contribuiscono a dar vita all’arte teatrale, ossia autore, regista, attori, pubblico e critici. Opera di fortissimo impatto emotivo e capace di infondere un senso di profonda inquietudine nello spettatore, tanto da indurlo alla riflessione e ad un’interiorizzazione delle molteplici tematiche affrontate, la commedia fu rappresentata per la prima volta al Teatro Valle di Roma nella primavera del 1921 suscitando immediatamente infuocate polemiche tra detrattori ed accesi sostenitori, sorte che ha poi immancabilmente accompagnato nel corso dei decenni le innumerevoli versioni, più o meno fedeli all’originale, che ne sono state proposte da compagnie di tutto il mondo.

Sostanzialmente fedele al testo pirandelliano, lo spettacolo attualmente portato in scena al Teatro Quirino dalla Compagnia del Teatro Carcano di Milano fonda la propria potenza espressiva proprio sul vigore dell’analisi psicologica delle emblematiche figure che ne sono protagoniste e sulla capacità di coinvolgere con vividezza lo spettatore nel processo creativo che rappresenta il fondamento stesso dell’arte teatrale. La trama dello spettacolo è universalmente nota: abolita la quarta parete, trasparente ed invalicabile barriera convenzionalmente esistente tra attori e pubblico, ci troviamo immediatamente trasportati con grande realismo nelle prove per la messa in scena de “Il giuoco delle parti” di Pirandello ed abbiamo inizialmente l’opportunità di assistere ai battibecchi tra capocomico e attori, nonché alle dinamiche caratteristiche della genesi di qualunque spettacolo di prosa. Ecco però sopraggiungere l’imprevisto, visto che sul palcoscenico irrompono sei figure misteriose, ombre inquietanti ed imponenti che si proiettano sul placido perbenismo borghese della compagnia di attori, scompaginando definitivamente i suoi piani. Questi oscuri individui dichiarano di essere nient’altro che dei personaggi frutto della fantasia di un autore che, dopo averli creati, non ha però completato la commedia a loro dedicata, lasciandoli in una sorta di angosciante limbo; il loro obiettivo primario, perseguito con grande passione e tenacia, è pertanto quello di trovare un regista che si offra di completare e mettere in scena questo spettacolo, in modo tale da rendere finalmente giustizia alla storia drammatica che ha segnato indelebilmente le loro esistenze. Con l’intento di convincere il capocomico ad intraprendere con loro questo cammino, ha quindi inizio il racconto di questi dolorosi avvenimenti che tra il naufragio di un matrimonio, un’alienante incomunicabilità nel rapporto con i figli, il baratro della miseria ed un fortuito incontro che quasi condurrà ad una situazione torbidamente incestuosa, sancirà la rovina di questi emblematici sei personaggi (il Padre, la Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, componenti di questo nucleo familiare devastato dal destino), sfociando addirittura nella morte dei due più giovani (si tratta di morte vera o solamente di verosimile finzione scenica? Anche questo interrogativo rimarrà avvolto nel dubbio). Il tentativo messo in atto dal capocomico e dalla sua compagnia di tradurre nel linguaggio teatrale queste dolorose vicende si rivelerà però assolutamente inefficace, poiché agli occhi dei sei personaggi questa messa in scena risulterà artificiosa, non aderente alla realtà dei fatti e in definitiva poco rispettosa della loro dignità e della loro intima e profonda sofferenza. Il sipario si chiuderà con ben poche risposte, lasciando irrisolte le domande più rilevanti e gettando l’ombra del dubbio sulla valenza stessa del teatro e sulla sua capacità di tradurre la realtà e rispecchiarla in modo concreto e veritiero.

La versione dell’immortale capolavoro pirandelliano proposta dal regista Giulio Bosetti, direttore del Teatro Carcano per numerosi anni spentosi nello scorso mese di dicembre dopo una lunga malattia, ha un’impostazione decisamente tradizionale che sarà sicuramente apprezzata dai puristi del teatro pirandelliano. La scenografia essenziale, come peraltro richiesto dal testo stesso della commedia, viene arricchita da luci taglienti e fredde che comunicano alla perfezione la sensazione di tesa inquietudine che pervade l’intero spettacolo, luci che si aprono improvvisamente in bagliori di intensità accecante per sottolineare istanti particolarmente significativi per l’intreccio narrativo. Un cast di attori di primissimo livello rappresenta poi la carta vincente capace di catturare e tenere avvinto lo spettatore per gli interi due atti della pièce teatrale: assolutamente dirompente, aggressiva, disperata e contraddistinta da un fascino estremamente aggressivo e seducente è l’interpretazione della Figliastra proposta dall’eccellente Silvia Ferretti, a nostro parere la migliore in scena, così come merita un indiscutibile elogio il Padre, dilaniato dall’avverso destino e al contempo imperiosamente desideroso di raggiungere il tanto agognato obiettivo di vedere la propria vicenda esistenziale consacrata in un’opera teatrale, a cui da corpo e anima Antonio Salines, artista di grande esperienza e carisma. Meritano poi di essere menzionati anche Edoardo Siravo nel ruolo di un autoritario e scettico capocomico, Nora Fuser che veste i panni dell’inconsolabile Madre con raffinata e dolente compostezza e Marina Bonfigli, nel ruolo minore e fortemente caricaturale dell’ambigua e senza scrupoli Madama Pace.

Questo ambizioso esperimento metateatrale azzardato quasi un secolo fa da Luigi Pirandello colpisce ancora oggi decisamente nel segno portando in chiara evidenza le tematiche basilari della poetica del grande drammaturgo siciliano. La vera essenza e magia dell’arte teatrale consiste nel conferire vita a storie e personaggi che saranno indiscutibilmente più reali degli esseri umani in carne ed ossa, drammaticamente destinati a indossare maschere diverse a seconda dei contesti in cui si trovano a vivere e delle persone con cui hanno l’occasione di interagire. Estremamente suggestiva è, nei “Sei personaggi in cerca d’autore”, l’emozione di esplorare le misteriose dinamiche del processo creativo ed il tentativo di analizzare la difficilissima coesistenza e fusione tra realtà, arte e visioni inconciliabilmente parallele dell’esistenza e del mondo appartenenti ai singoli individui. Lo spettacolo in scena al Quirino dosa alla perfezione tutti questi ingredienti, rispettando il testo originale senza stravolgerlo o rivestirlo di orpelli e manierismi, ma piuttosto donandogli modernità e nuova linfa così da renderlo interessante ed avvincente per un pubblico di ogni età, dai più fini appassionati del teatro pirandelliano sino agli spettatori più giovani.

 

Teatro Quirino – via delle Vergini 7, 00187 Roma

Per informazioni: numero verde 800013616, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biglietteria: 06/6790616, orario 10-19 dal martedì alla domenica

Orario spettacoli: sabato 16/01 ore 20.45, domenica 17/01 ore 16.45, martedì 19/01 ore 20.45, mercoledì 20/01 ore 16.45, giovedì 21/01 ore 16.45 e 20.45, venerdì 22/01 ore 20.45, sabato 23/01 ore 20.45, domenica 24/01 ore 16.45

Biglietti: platea 30,00€ (ridotto 26,00€), I balconata 25,50€ (ridotto 23,00€), II balconata 22,00€ (ridotto 19,00€), galleria 16,00€ (ridotto 14,00€)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Paola Rotunno e Francesca Melucci, Ufficio Stampa Teatro Quirino

Sul web: www.teatroquirino.it

 

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