Sei personaggi in cerca d’autore - Pirandelliana 2011, Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino (Roma)

Scritto da  Venerdì, 08 Luglio 2011 
Marcello Amici

Arrivata alla sua XIII edizione “La Pirandelliana” è divenuta sempre più nel tempo un appuntamento fisso dell’estate romana. La rassegna che sarà in scena dal 5 luglio al 7 agosto viene valorizzata dalla cornice nella quale si svolge, il magnifico giardino della Basilica di Sant’Alessio che conferisce all’intero spettacolo ulteriore emozione e prestigio. E’ dal lontano 1981 che Marcello Amici, curatore della rassegna e regista degli spettacoli, con l’Associazione “La Bottega delle maschere” porta avanti il suo progetto drammaturgico basato sulla rinuncia ad un apparato scenografico “naturalistico” a favore della “parola”, sempre più fagocitata dall’oppressione delle chiacchiere e delle urla.

 

 

La Compagnia Teatrale La Bottega delle Maschere presenta

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

di Luigi Pirandello

con Marcello Amici, Marco Vincenzetti, Antonella Alfieri, Linda Sessa, Anna Varlese, Umberto Quadraroli, Andrea Carpinteri, Simone Destrero,Giorgia Serrao, Maria Lovetti, Stefano Capecchi, Marco Tonetti, Simona Giaimo, Francesca Del Vicario, Carlo Bari

scene Marcello de Lu Vrau

costumi Natalia Adriani

regia Marcello Amici

 

L’Associazione quest’anno festeggia i suoi trent’anni di attività, mentre la “Pirandelliana” è iniziata con l’Estate Romana del 1997 contando fino ad oggi circa 100.000 spettatori. Quest’estate, la compagnia La bottega delle maschere rappresenterà, a sere alterne, due tra le più celebri opere di Luigi Pirandello, “Sei personaggi in cerca d’autore” e “I giganti della montagna”.

L’inaugurazione della rassegna viene affidata a “Sei personaggi in cerca d’autore”, grande classico della drammaturgia del ‘900, in cui la tradizionale dicotomia tra finzione e realtà e la formula del teatro nel teatro e del giuoco dei ruoli, costituiscono i paradigmi su cui si sviluppa la trama.

L’irruzione improvvisa di sei personaggi smarriti alla ricerca di un autore che li possa mettere in scena, in un teatro in cui si stanno svolgendo le prove di una compagnia teatrale, genera scompiglio tra gli attori presenti e genera comprensibili domande, apparentemente ingenue, ma che in realtà nascondono i profondi enigmi dell’identità umana.

I personaggi, apparentemente costituiti di materia effimera essendo frutto dell’immaginazione di un autore, esigono di poter essere rappresentati per poter “vivere” il loro dramma, dimostrando di essere “tragicamente” più veri di quanto possano sentirsi quegli attori “persone reali” che si prefiggono di poterli rappresentare.

Il dramma di cui i personaggi reclamano la rappresentazione è quello di una Madre che ha avuto un Figlio dal marito ed altri tre (la “Figliastra”, il “Giovinetto” e la “Bambina”) da un amante; morto quest’ultimo, la figliastra viene indirizzata da Madama Pace a prostituirsi, ed incontra, inconsapevole della sua identità, il Padre. Venuta a conoscenza di questa terribile coincidenza la Madre rimane sconvolta e così il Padre, venutone a conoscenza, si pente e cerca di ritrovare l’equilibrio familiare, ma viene deriso dalla Figliastra, contrastato dal Figlio, tutto questo mentre la Bambina e il Giovinetto, vittime innocenti, muoiono.

Il confine tra finzione e realtà si dimostra essere labile e di difficile definizione in un giuoco di rimandi in cui le maschere consegnate dai personaggi smarriti agli attori della compagnia forse sottendono l’esigenza di potersi manifestare nel loro reale e drammatico vissuto o che forse quelle stesse maschere in fondo appartengono anche a coloro che in quel momento vivono nella convinzione di essere reali.

L’esito di questi dubbi di difficile risposta coinvolge gli stessi spettatori in un circolo “perverso” che non risparmia nessuno e le cui risposte rimandano ad altre domande in una spirale per certi versi senza fine.

La versione proposta da Marcello Amici riesce a colpire per un allestimento scenografico essenziale di ispirazione cubista che, non basandosi su di una collocazione temporale ben definita, facilita una trasversalità temporale in cui il passato si immerge nel presente confondendosi nel futuro, privilegiando e ponendo al centro drammaturgico “le parole” con la loro forza dirompente, usate come fendenti che penetrano nella mente e nella carne lasciando il senso di incertezza e inadeguatezza che la precarietà umana porta con sè.

Tuttavia risultano particolarmente efficaci gli effetti illuminotecnici che riescono, con l’utilizzo di velatini posti in fondo al palcoscenico, a creare una suggestiva atmosfera evocativa conferendo ai personaggi alla ricerca del proprio senso, quell’apparenza effimera ma al tempo stesso drammaticamente presente.

Le interpretazioni da parte di tutti gli attori sono risultate particolarmente incisive, credibili e di grande spessore; particolarmente apprezzabile Marco Vincenzetti nel ruolo del Direttore Capocomico, per il suo riuscire con estrema naturalezza a interpretare i dubbi, le angosce e le istanze di un personaggio che risulterà essere il punto di contatto tra gli “attori” della compagnia e i “personaggi” in cerca di quell’autore che li possa far vivere, senza purtroppo raggiungere alcun esito essendo sopraffatto dal dirompente dramma espresso nel confine tra finzione e realtà.

Ulteriore menzione va rivolta a Mariuccia Lovetti nella parte di Madama Pace, personaggio forse meno presente in scena ma altrettanto efficace nella sua interpretazione, dando prova di grande vitalità interpretativa ed invidiabile presenza scenica, che unite ad una pregevole capacità espressiva, esaltano le sue preziose doti recitative.

Bravo Andrea Carpinteri nel ruolo del Figlio che riesce a fornire un’interpretazione di grande intensità emotiva, arrivando a chiudere la pièce raggiungendo l’acme del livello drammatico e generando nel pubblico l’appassionata emozione che si sprigiona nell’applauso finale.

 

Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino – Piazza Sant’Alessio 23, Roma

Informazioni e prenotazioni: telefono 06/6620982, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì alla domenica ore 21.15, lunedì riposo

Inizio spettacoli ore 21.15 - apertura botteghino ore 20

- martedì, giovedì e sabato va in scena “Sei personaggi in cerca d’autore”

- mercoledì, venerdì e domenica va in scena “I giganti della montagna”

Biglietti: €12,00 (ridotto per convenzioni €10,00)

 

Articolo di: Dino De Bernardis

Grazie a: Ufficio Stampa Valeria Buffoni

Sul web: www.labottegadellemaschere.it

 

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