Sei Gradi - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Lunedì, 08 Dicembre 2014 

Purtroppo solo per pochi giorni, dal 2 al 4 dicembre, il Teatro Manzoni di Milano ha ospitato il grandissimo Giobbe Covatta, che ha presentato il suo nuovo monologo intitolato "6° (Sei Gradi)". E’ un vero peccato perché si tratta di uno spettacolo davvero eccellente che aiuta, fra risate e sghignazzi, a capire molto meglio quali siano le reali condizioni del nostro pianeta a causa del cosiddetto riscaldamento globale. E così il pubblico si accomoda lentamente mentre dal palco arriva una gradevole musica dal vivo grazie a due musicisti, un simpatico personaggio alla chitarra vestito da clown e un altro che suona le tastiere anche a fiato, ovvero Mario Porfito e Ugo Gangheri. Quando il pubblico è ben sistemato sulle sue poltrone si abbassano le luci ed entra Giobbe, in bianco con sopra un pastrano marrone lungo da pseudo-generale. La prima cosa che dice è che questo spettacolo si svolge nel 2114. Tra un secolo, davvero.

 

Papero srl presenta
Giobbe Covatta in
6° (SEI GRADI)
uno spettacolo di Giobbe Covatta e Paola Catella
con Mario Porfito e con la partecipazione di Ugo Gangheri
regia di Giobbe Covatta
costumi Chiara Defant

 

“Cos’è successo in questo ultimo secolo?” domanda il noto attore comico facendo leva sulla curiosità del futuro. “Per fortuna teniamo dei libri di storia” prosegue con la sua curiosa voce da ‘mò vi sfotto a tutti’. “Vediamo che succedeva nel 2019…”. Seguono battute a raffica sulla politica presunta futura, da sbellicarsi veramente, oltre a prese in giro sul possibile versante sociale del nostro futuro tra soli cinque anni, finché arriva la spiegazione del concetto dei 6°. “L’uomo vive con una temperatura media di 36,5° e a 38 già l’uomo piange la sua fine imminente mentre la donna continua a lavorare…” e le battute ancora si sprecano. “Ma a 42,5° anche il più forte degli uomini probabilmente muore, come pure la donna. Lo stesso accade per il nostro pianeta, la cui temperatura media sarebbe di 14°. La Terra, infatti, è protetta dai gas serra contro le radiazioni solari, che potrebbero altrimenti bruciare tutti i continenti, trasformati velocemente in vulcani aridi con aria colma di anidride solforosa e anidride carbonica…”.

Giobbe alterna le notizie drammatiche quanto precise con battute e coinvolgimento del pubblico, che può rilassarsi e ridere senza sentire troppo la tensione delle rivelazioni nefaste. “Da milioni di anni le radiazioni solari arrivano e ci riscaldano, oppure rimbalzano nello spazio proprio grazie ai gas serra: “Esiste un precario equilibrio che ha tenuto tutto a posto finché… di Mogol, Battisti e Foriero, una canzone per tutti” e attacca a cantare. “Obsolescenze programmate, montagne di rifiuti, il mercato impone”; recita quindi un brano di Bertolt Brecht per poi proseguire parlandoci del 2060, quando ormai c’erano 3° in più. E ci ricorda che superata la soglia dei 2° di troppo, per un fenomeno di inerzia termica il progredire dell’aumento non si poteva più fermare. “La gente correva terrorizzata gridando all’apocalisse… noi italiani eravamo molto orgogliosi perché gli altri hanno bisogno di 4 cavalieri, noi con uno solo abbiamo fatto tutti ‘sti disastri! Non c’erano più ghiacciai, nel 2060, mai più neve, nessun fiume per via dell’aridità, niente acqua e quindi niente riso, niente sorgenti, quindi crisi alimentare e alla gente erano rimaste solo la fame e la sete, che provocavano le migrazioni, a causa della desertificazione dell’Asia, dell’Africa, della Cina, delle Filippine… per non parlare di bestiali uragani!”.

A questo punto Giobbe si immagina cosa avrebbe potuto dire il Padreterno: “Pietro, che si fa? Mandiamo giù qualcuno? Gesù? Antonio?” ma gli interpellati rifiutano categoricamente, non intendono rimettere piede su questo pianeta di matti e crudeli. Finché Gesù è messo alle strette e torna, ma viene fermato da alcuni poliziotti che lo scambiano per un hippy senza documenti e lo mettono in carcere, volendolo rimpatriare in Africa perché ritenuto extracomunitario; dopo tre volte che tenta di tornare a Roma decide che è un’impresa senza risultato e torna dal Padreterno, che si informa sulle condizioni della Terra. “E come va?” “Eh, L’Amazzonia è una savana, niente più animali, c’è l’estinzione…” e Giobbe canta ancora. Ricordandoci che solo il collasso dell’Amazzonia ha provocato l’aumento di un altro grado e nel 2080 c’erano già 4° di troppo. Il pianeta era diviso da un enorme muro al 57° meridiano, al nord ci stavano i bianchi, ricchi ma vecchi, al sud tutti gli altri, giovani ma senza speranza di vita.

Beh, sarebbe spietato rivelare tutte le gag, tra l’altro impossibili da riferire senza plagiare il tutto ma posso assicurare che si esce da teatro con la mascella semibloccata dalle eccessive risate, lacrimano gli occhi e il caldo anomalo di questo dicembre comincia a farci venire i brividi… Una serata straordinaria, intelligente come il comico appena visto che, con un libro scritto nel 1991, riuscì nel miracolo di vendere oltre un milione di copie in pochissimo tempo, dopo poche apparizioni in tv da Maurizio Costanzo e con un titolo imprevedibile ma efficace, ‘Parola di Giobbe’ in cui il doppio senso biblico servì a creare occasioni di comicità irresistibile. Covatta, il napoletano che ha sfondato nel mondo dello spettacolo con teatro, cinema, libri di successo e televisione aiuta da anni la Fondazione per la Medicina e la Ricerca, cioè l’AMREF di cui è stato a lungo testimonial, ha collaborato con Greenpeace e tutto ciò che dice e fa lo pensa, lo conosce a fondo e si impegna sempre in prima persona per aiutare concretamente il mondo a diventare, si spera, un posto migliore per tutti.


Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 800914350, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 2 al 4 dicembre ore 20.45
Biglietti: poltronissima € 25, poltrona € 18, giovani fino a 26 anni € 12,50

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Rita Cicero Santalena, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

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