Se non ci sono altre domande - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 30 Marzo 2011 
Se non ci sono altre domande

Dal 15 marzo al 15 maggio. Un progetto drammaturgico ambizioso, multimediale e sorprendente: “Se non ci sono altre domande”, in scena all’Eliseo sino a metà maggio, segna il più che convincente esordio di Paolo Virzì, tra i più originali e celebrati registi italiani, nella scrittura e direzione teatrale. Protagonista d’eccezione della pièce è l’intenso e poliedrico Silvio Orlando, affiancato da un ricchissimo ed affiatato cast di interpreti; in un incontro-scontro tra dinamiche teatrali, linguaggio espressivo cinematografico e la gretta insensibilità della televisione generalista attuale, si celebra sul palcoscenico la vivisezione mediatica dell’uomo comune, dilaniato dall’impietoso ritorno dei fantasmi del suo passato e dalla violenza di un’indagine che investe in pieno la sua intimità, i suoi affetti più cari, la più profonda essenza del suo vissuto.

Teatro Eliseo / Nuovo Teatro presentano

Silvio Orlando in

SE NON CI SONO ALTRE DOMANDE

scritto e diretto da Paolo Virzì

con Sergio Albelli (Signor Astioso, spettatore dell’incontro), Paola Balzarro (Lucilla Malacalza, della rivista Infanzia Oggi), Antonella Bavaro (Elisa, il primo amore), Francesco Brandi (Luciano, il secondogenito; Giuliano, del blog Vita Precaria), Chiara Caselli (Elisa, il primo amore), Fortunato Cerlino (Rino Mattone, amico d’infanzia; Salvatore Pizzotto, del periodico Dentro Salerno), Roberto Citran (Alberto Moliterno, conduttore dell’incontro), Salvatore D’Onofrio (Domenico Cozzolino, il padre), Evelyn Hanack (Petra, hostess), Lorenza Indovina (Cristina, la moglie), Eva Kiss (Eva, hostess), Mimma Lovoi (Vincenza Altoviti, la maestra), Edoardo Natoli (Roberto, il primogenito), Silvio Orlando (Michele Cozzolino), Antonio Petrocelli (Santonastasi, guest star), Marina Rocco (Mariapaola Cuzzocrea, la fugace relazione), Maria Laura Rondanini (Caterina Cozzolino, la madre), Chiara Sani (Mariagrazia Chiaraluce, conduttrice dell’incontro), Alessandra Stordy (Sharon MacNamara, di EWR European Women Review), Silvio Vannucci (Fabrizio Bellanca, il collega)

Il ruolo di Elisa è interpretato da Chiara Caselli fino al 21/04 e da Antonella Bavaro dal 28/04

scene Renzo Bellanca e Tonino Zera  - costumi Alessandro Lai

luci Umile Vainieri  - musiche Carlo Virzì

si ringrazia Fabrizio Donvito

aiuto regia e casting Dario Ceruti - assistente alla regia Edoardo Natoli

proiezioni e video Davide Di Nardo – Tacabanda

disegno grafico Matteo Guazzone

 

Se non ci sono altre domandeUno degli spettacoli più attesi di questa stagione teatrale: non vi è alcun dubbio sul fatto che “Se non ci sono altre domande” abbia destato notevole curiosità ed interesse sin dalla presentazione dei cartelloni di prosa che in questi mesi avrebbero allietato le platee capitoline. Molteplici le motivazioni di questo clamore: il debutto sulle scene teatrali di uno degli autori cinematografici più ricercati e stimati da critica e pubblico, un parterre di oltre venti talentuosi attori ed attrici in scena molti dei quali familiari agli spettatori per i loro trascorsi sul piccolo e grande schermo, un allestimento arricchito da tecnologie avveniristiche e multimediali, una cornice prestigiosa come quella del Teatro Eliseo da sempre in prima linea nel tentativo di conciliare ricerca artistica, sperimentazione teatrale e gusto popolare del pubblico. Le premesse erano decisamente promettenti e, a dieci giorni dal debutto, dopo aver assistito a questa entusiasmante opera corale, possiamo confermare che le aspettative non sono state affatto disattese, ma anzi superate.

Paolo Virzì affronta questo impegnativo banco di prova con energia, passione e trasporto, non cullandosi sugli allori di una luminosa carriera già fregiata da riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui Nastri d’Argento, David di Donatello ed il Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia. Ne scaturisce uno spettacolo sicuramente innovativo, fortemente coraggioso e capace di coinvolgere a trecentosessanta gradi con una consistente dose di colpi di scena ed una sapiente alternanza di toni da commedia ed episodi maggiormente sofferti e drammatici. Sin dall’ingresso in sala lo spettatore percepisce di trovarsi in una situazione insolita e straniante: vengono difatti consegnati dalle maschere dei programmi dettagliatissimi in cui vengono descritti i punti salienti della scaletta di un fantomatico programma televisivo di cui sarà protagonista un emerito sconosciuto, tale Michele Cozzolino. E ben presto si renderà conto che la platea dell’Eliseo è stata trasformata nel cuore di un avveniristico studio televisivo, dove sta per andare in onda un atteso talk-show che assumerà i connotati rituali e solenni di un vero e proprio rito di espiazione, celebrato ai danni di un protagonista inconsapevole, spaesato e tormentatamente abbandonato al fluire degli eventi.

Se non ci sono altre domandeMichele Cozzolino (Silvio Orlando) è la quintessenza del borghese medio, completamente sprofondato in una vita di assoluta mediocrità sotto ogni punto di vista. Accantonate nel cassetto le sue velleità letterarie giovanili, è diventato dirigente di medio livello in una grande azienda raggiungendo una solida stabilità economica che gli consente una vita relativamente agiata, ma soffocando al contempo ogni sua personale aspirazione ed auto-condannandosi ad un’anonima vita ancorata ad un cartellino da timbrare ogni mattina. Sul fronte affettivo la situazione è altrettanto sconfortante: al suo fianco la generosa  e devota moglie Cristina (Lorenza Indovina) che lo colma di attenzioni ma che lui non ama, ed anzi sottopone ad un continuo svilimento e ad una opprimente indifferenza che talora sconfinano in vera e propria violenza psicologica. Completano il quadro familiare due figli poco più che adolescenti, inquieti e complessi, il fiero primogenito Roberto e lo strampalato Luciano (Edoardo Natoli e Francesco Brandi), con i quali è incapace di instaurare un vero e proprio rapporto di confidenza e complicità. Sullo sfondo una relazione extraconiugale, vissuta peraltro senza eccessivo trasporto, con la romantica ed emotivamente instabile collega Mariapaola (Marina Rocco) che dopo essere stata abbandonata in maniera insensibile e sbrigativa prenderà la tragica decisione di porre fine alla propria esistenza. L’unica donna che abbia mai saputo far brillare lo spirito del glaciale e cinico protagonista è stata negli anni dell’università la fascinosa ed anticonformista Elisa (Chiara Caselli) alla quale però, confermando la sua inettitudine e proverbiale inerzia sentimentale, non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi realmente. Per un implacabile scherzo del destino ora Elisa si è fortuitamente imbattuta in Fabrizio (Silvio Vannucci), collega e migliore amico di Michele, e ne è immediatamente scaturita una fortissima attrazione ed una preziosa sintonia intellettuale che sfoceranno in un matrimonio celebrato nel giro di pochissimi mesi, suscitando un malcelato disagio nel nostro inquieto protagonista roso dal demone dell’invidia.

All’inizio della rappresentazione l’ignaro uomo comune che sarà l’epicentro del magmatico vortice di eventi dell’intreccio narrativo viene letteralmente trascinato sul palcoscenico, nonostante la sua abbacinata perplessità e i suoi ripetuti tentativi di fuga, dai due padroni di casa dello scoppiettante talk-show che sta per andare in scena, i presentatori osannatissimi dal pubblico televisivo Alberto Moliterno (Roberto Citran) e Mariagrazia Chiaraluce (Chiara Sani). Da quel momento in poi la serata si dipanerà lungo i sentieri di un flashback che percorrerà gli episodi più importanti della vita passata di Cozzolino attraverso l’incontro con i personaggi che l’hanno segnata in maniera determinante: la veracemente partenopea maestra delle elementari Vincenza Altoviti (Mimma Lovoi), i genitori scomparsi quando era soltanto un bambino in un incidente stradale (Salvatore D’Onofrio e Laura Rondanini), il bulletto che lo aveva preso di mira durante l’infanzia Rino Mattone (Fortunato Cerlino) sul quale si è vendicato con sottile ferocia, ora che ricopre una posizione di potere, negandogli la raccomandazione che quest’ultimo gli ha chiesto con il cuore in mano per sfamare i propri figli. Il tutto costantemente incalzato, provocato, commentato senza risparmiare critiche e pesanti accuse da tutta una serie di pseudo-opinionisti che tanto da vicino ricordano quelli che purtroppo invadono sempre più copiosamente i palinsesti televisivi.

Se non ci sono altre domandeIl primo atto dello spettacolo percorre costantemente questo archetipo finendo per dar vita ad una denuncia ironica e grottesca, ma al contempo assolutamente sferzante e vigorosa, degli squallidi meccanismi dei talk show odierni, di quei processi mediatici che con avida ingordigia cannibalizzano l’individualità dell’essere umano senza alcun rispetto per i più basilari valori etici e morali e rappresentano le gogne del nuovo millennio. Un attacco sicuramente efficace e coinvolgente, che forse però poteva tradursi in un atto di minore durata, evitando talune cadute di tensione e ripetizioni che smorzano il ritmo della narrazione, costituendo forse l’unico tallone di Achille di questo sontuoso progetto teatrale. Di ben più ampio respiro risulta invece il secondo atto, in cui l’attenzione viene focalizzata sulle dinamiche emozionali e i più significativi rapporti affettivi che hanno costellato la vita di Michele Cozzolino, sino al colpo di scena finale (che in realtà però risultava prevedibile e suggerito con evidenza sin dagli istanti iniziali della messa in scena): il protagonista ha ripercorso in un fulmineo flusso di coscienza tutti gli episodi basilari della sua vita terrena in quanto è sospeso in un limbo indefinito tra la vita e la morte, dopo essere stato colpito da un violento aneurisma. Particolarmente toccante la scena immediatamente precedente al disvelamento della realtà, quando dal centro della platea irrompono in scena dapprima i due figli Roberto e Luciano e poi la premurosa e sempre innamorata moglie Cristina, per quello che ha tutto il sapore di un doloroso addio; immediatamente dopo, svanita fulmineamente l’illusione della tumultuosa baraonda televisiva, ci ritroviamo catapultati in una stanza di ospedale dove tutti i familiari sono amorevolmente riuniti al capezzale di Michele. Il sipario cala sulle umanissime vicende di questa famiglia comune ed il circolo si chiude: sul maxischermo posto sullo sfondo compare il medesimo effetto audio-video delle pulsazioni di un elettrocardiogramma che aveva sancito l’inizio della rappresentazione, verdi onde che propagano il battito di un cuore che combatte per resistere ed ha finalmente compreso il valore di ciò che realmente conta nella vita.

Se non ci sono altre domandeUna regia impeccabile, raffinata e trascinante quella con cui Virzì ci conduce alla scoperta dei più reconditi e sordidi segreti celati tra le pieghe dell’esistenza del protagonista, delle emozioni che affiorano dal passato ad accarezzarlo o turbarlo: estremamente ricco, futuristico e tecnologico l’allestimento che prevede un abbondante ma mai invasivo utilizzo di videoproiezioni (curate da Davide Di Nardo), un’elegante alternanza tra luci soffuse e squarci brillanti ad accompagnare gli stati d’animo dei diversi segmenti del racconto grazie al sofisticato disegno luci (opera di Umile Vainieri) e tutto un apparato di effetti speciali e telecamere che consentono di proiettare sugli schermi le immagini in primo piano dei volti dei protagonisti, catturando ogni sfumatura dei loro pensieri, gioie ed inquietudini.

Evidente la commistione tra diversi linguaggi espressivi: teatro, cinema e televisione si incontrano dando vita ad un organismo che, essendo armonizzato in maniera equilibrata da un testo drammaturgico di notevole spessore e da una padronanza tecnica cristallina, rimane un’opera squisitamente e preziosamente teatrale, moderna e godibile da un pubblico di ogni età. A rendere “Se non ci sono altre domande” un evento realmente imperdibile sono però le magistrali interpretazioni offerte dall’intero cast di attori in scena, tra i quali, oltre naturalmente al protagonista indiscusso Silvio Orlando, attore tra i più rappresentativi e carismatici della nuova generazione cinematografica italiana, è doveroso menzionare anche l’intensa e commovente interpretazione di Lorenza Indovina nei panni della moglie Cristina, la seducente ed incisiva Chiara Caselli in quelli dell’amore di gioventù Elisa e, nonostante il suo ruolo minore, l’ottimo Edoardo Natoli che in pochi minuti nella sequenza finale del secondo atto riesce a regalare al suo personaggio Roberto una ricchezza di accenti e una forza emozionale veramente sorprendenti.

Lo spettacolo rimarrà in scena al Teatro Eliseo sino al 15 maggio, suggeriamo pertanto al pubblico romano di non lasciarselo sfuggire; in attesa che lo spettacolo raggiunga anche altre città, magari durante la prossima stagione teatrale, il 12 e il 13 aprile oltre cento cinema italiani saranno collegati in diretta via satellite con l’Eliseo per permettere al pubblico di sedersi in prima fila e scoprire in alta definizione cinematografica l’identità, le passioni e i segreti di Michele Cozzolino in contemporanea con gli spettatori del teatro così da creare un’unica grande platea diffusa sul territorio. Un esperimento estremamente innovativo, per offrire al maggior numero di persone possibile l’opportunità di godere di un’opera di così speciale valore artistico e, magari, avvicinare in questa occasione qualche spettatore alle platee dei nostri teatri.

 

Teatro Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma

Per informazioni: telefono 06/48872222 – 06/4882114

Orario di apertura del botteghino: dalle 9.30 alle 15.00 e dalle 15.30 alle 19.30, lunedì chiuso

Orario spettacoli:  martedì, giovedì, venerdì ore 20.45, mercoledì, domenica ore 17.00

(eccetto: mercoledì 4 e 11 maggio ore 20.45), sabato ore 20.45 (sabato 19, 26 marzo e 2 aprile ore 16.30 e 20.45), riposo dal 22 al 27 aprile e 1 maggio

Biglietti: I° Platea € 32 – II° Platea € 30 – Balconata € 28 - I° Galleria € 17 – II° Galleria € 11

Ridotto giovani e gruppi: fino al 36%

Ridotto over 65 (mercoledì e sabato pomeriggio): fino al 22%

Durata dello spettacolo: 2h e 30' + intervallo

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Benedetta Cappon, Ufficio Stampa Teatro Eliseo

Sul web: www.teatroeliseo.it

 

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