"Scompaio" - Teatro Sybaris (Castrovillari)

Scritto da  Sabato, 17 Ottobre 2015 

Testo incisivo, toccante, spiazzante. Due storie parallele che si incrociano e si scoprono profondamente intrecciate, il rapporto simbiotico per eccellenza, talora per questo un groviglio inestricabile per entrambi i poli. Storia di ordinaria incomprensione al femminile, dolore e strana, straniante poesia. Un modo originale di affrontare il disagio sociale, la gabbia dei ruoli sociali, la solitudine. Interpretazione convincente, emozionata e coinvolgente con una cura nei particolari dagli attrezzi di scena ai costumi.

È un lavoro che convince a cominciare dalla struttura con la quale è costruita la storia che volutamente scelgo di non svelare perché il gioco vale la pena scoprirlo. Buono il ritmo che tiene incollati con lo sguardo alla scena. Due donne sul palco, due postazioni distinte, due piani paralleli che sembrano non potersi incontrare. A sinistra una signora borghese sola, annoiata, preoccupata solo dei suoi pomeriggi di burraco. Sofisticata, nevrotica, sola e arida, infastidita da una donna che canta in romanesco sotto le sue finestre. Una finzione anche nel corpo, nel suo essere accessoriata come un'auto di lusso, snob fino al ridicolo, eppure fragile con il suo senso di inutilità e solitudine di un gioco che non le appartiene. Solo le bambine possono pensare di giocare a fare le signore perché essere una signora, al contrario, non è un gioco e non rende libere.

Sulla destra del palcoscenico entra in scena una clochard, si dice una strega che legge la mano, ma non una vera strega. Interagisce con il pubblico ma è un'improvvisazione appena accennata, non invasiva, mai sguaiata, assolutamente credibile. È lei che riannoda i fili e racconta la propria storia, di infanzia ovattata, coccolata, di prigionia d'amore, dell'intuizione del valore del sogno. Nella parola "scompaio" il cuore e il nodo dello spettacolo, un titolo che non suona bene perché questo testo sceglie di essere ruvido come la vita. Indovinati gli interpreti, senza sbavature i costumi, gli oggetti di scena dove sono le figure con il gioco di luci a fare da fondale. Colpisce l'essenzialità senza troppo né troppo poco dello spettacolo come la vena di ironia che non deborda e non si involgarisce. Talora riesce perfino a far sorridere ed è cantando che entrambe si affidano alla vita.

Castrovillari, V edizione del Calabbria teatro festival
Teatro Sybaris
Giovedì 15 ottobre
"Scompaio"
diretto e interpretato da Francesca Romana Miceli Picardi Manola Rotunno

Articolo di Ilaria Guidantoni

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