Schegge - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Domenica, 22 Gennaio 2017 

La piccola Sala AcomeA del Teatro Franco Parenti di Milano accoglie con entusiasmo il nuovo spettacolo di Maria Cassi, artista che questo pubblico comincia a considerare di casa. Maria Cassi si presenta da sola sul palco a monologare ma gode della compagnia di Marco Poggiolesi, un chitarrista che, seduto un po’ a distanza, l’accompagnerà gradevolmente con belle armonie di note acustiche. E’ lui il primo a entrare in scena quando si spengono le luci e suona con un ritmo spagnoleggiante. Poi entra lei, vestita di nero con stivaletti rossi a disegni bianchi, un fiore rosso all’occhiello e il suo modo buffo di sorridere, quasi fosse uno di quei pupazzi che vediamo muoversi facendo smorfie di ogni genere. Spesso anche il linguaggio con cui si esprime è del tutto inventato, ma riesce ad andare avanti per un bel po’. Ci fosse qui Dario Fo andrebbe in sollucchero.

 

Maria Cassi in
SCHEGGE
di e con Maria Cassi
e con Marco Poggiolesi alle musiche di scena
luci e suoni Diego Costanzo
produzione Teatro Franco Parenti/ compagnia Maria Cassi Circolo Teatro del Sale

 

Infine la capiamo: sta parlando di Beppe, il suo gatto rosso che le dorme in testa e le cotona i capelli durante la notte. Più che recitare un personaggio, l’artista sembra voler davvero chiacchierare col pubblico e parlarci di sè. Forse. O forse vuole solo regalare battute dal gusto surreale, proposte con smorfie facciali davvero notevoli. Dopo una sequenza di fantasie comicissime il pubblico si scalda e le risate scattano allegramente mentre Maria ci racconta di quella piazza di Ciompinella, dove si affacciano le finestre di casa sua e di quando, insonne, ebbe da osservare che fuori era… “Una notte buia e tempestosa…!. Originale? Non tantissimo, si direbbe, ma le si perdona il plagio iniziale e la si ascolta tanto quanto la si guarda, leggermente stregati.

Maria è pure il nome della protagonista del racconto e, nel corso della narrazione, la funambolica attrice interpreterà umoristicamente e con grande sarcasmo anche i tanti individui che si incontrano per strada e con cui si ha a che fare. Ci parla di amicizie, di chi vive attorno a lei, come i venditori al mercato in piazza, gli strani vecchietti che lungo le scale di casa portano fuori i cani, i ragazzi perditempo che fanno rumore in strada. Mima ogni gesto, cambia voce, cambia faccia e mostra quanto avviene in quasi tutti i quartieri popolari di molte città, paesi e periferie: c’è il tossico che canta il reggae al quale hanno rubato la bicicletta: “Eh no, le devo rubare io le bici. Ora, se mi rubano la bici a me c’è qualcosa che non va, qui…” si lamenta il giovane. Ed ecco che arriva la matta del quartiere e continuano i racconti.

Il pubblico è rapito, pende dalle sue larghe labbra che imitato i cento e più esseri umani che tutti potrebbero incontrare, se solo si guardassero bene attorno, ascoltandone i discorsi. Il suo pregio ineffabile è proprio quello di riuscire a ricostruire un mondo così pieno di voci, maschere, perfino di profumi come quello del pane amorevolmente preparato dal panettiere all’alba, dopo aver trascorso fuori tutta la notte. Alfio, il panettiere, va a lavorare quando tutti dormono”, ci ricorda.Conosce tutti in piazza e saluta prima di entrare al formo e cominciare a impastare” continua la nostra cantastorie, con accenni alla vita di tanti e a quella di Maria, sposata da oltre 20 anni con un uomo che russa troppa e che cucina. Lei, attrice spesso in tour, soffre di colon irritabile ed il suo colon strilla, ovviamente. Poi a Maria arrivano le vampate di calore causa età, con annessi calo del desiderio e fuga degli ormoni, il tutto raccontato come un fumetto esilarante.

Qui e lì ecco il contrappunto di battute pronunciate in perfetto inglese, ma pure in francese, cosa che non ci stupisce dal momento che la Cassi, attrice a autrice di testi fin dal suo esordio negli anni ’80, ha viaggiato un po’ ovunque e si è guadagnata tantissimi riconoscimenti e la partecipazione a innumerevoli festival. Eccola ora a caccia di dolci ma, non potendo leccare un cono gelato, cerca cioccolatini nascosti qua e là, in casa sua. “Scarto e incarto, scarto e incarto… nell’amore qualcosa conta: sono i preliminari”. Il talento di questa artista è grandissimo, è capace di cantare, volteggiare, interpretare mille facce e mille voci, la si vorrebbe davvero ascoltare senza sosta. Ci ha trasportati ovunque con allegria.

Io di notte col mio gatto colbaccato o colbacco gattonato, ecco, vedo la cupola del Brunelleschi e mi emoziono. C’è chi dice che sembra che respiri ed è vero… E respira assieme alle moschee del quartiere, e a quella della sinagoga, chissà, cercano forse un medesimo Paradiso”. Il giovane chitarrista, Marco Poggiolesi, l’ha sostenuta, accompagnata, ha musicato i suoi incredibili monologhi. Maria Cassi è davvero speciale e dispiace che si giunga alla fine. “Io amo i bei finali” confessa. La passione, l’energia, la poesia e l’umorismo surreale sono i suoi doni e li regala tutti generosamente a noi spettatori. Speriamo che Maria torni presto, anche col suo gatto colbaccato, ma anche no. Purché torni.

 

Teatro Franco Parenti (Sala AcomeA) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo; martedì, giovedì, sabato ore 20.45; mercoledì, venerdì ore 19.30; domenica ore 15.45
Biglietti: intero: platea 32€ / galleria 25€; over65/under26/convenzioni 18€
Durata spettacolo: 80 minuti

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

Commenti   

 
#1 ScheggeGuest 2017-01-23 17:11
Donne in gamba , Maria sarà una di queste allora,! Grazie Daniela per averla raccontata
Ondina 9
 

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