Scene di interni dopo il disgregamento dell’Unione Europea - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 16 Gennaio 2016 

Dal 7 al 10 gennaio, al Teatro India l'Unione Europea si è disgregata davanti ai nostri occhi nell'atto unico scritto da Michele Santeramo e diretto da Michele Sinisi, mentre due dei presunti responsabili cercano di nascondersi alle autorità - ma non possono nascondersi a se stessi.

 

SCENE DI INTERNI DOPO IL DISGREGAMENTO DELL'UNIONE EUROPEA
atto unico di Michele Santeramo
regia Michele Sinisi
con Elisa Benedetta Marinoni e Michele Sinisi
scenografia Federico Biancalani
assistente alla regia Claudio Benvenuti
tecnica Alice Mollica
fonica Antonio Castello
una produzione Bottega Rosenguild / Teatrino dei Fondi / Pierfrancesco Pisani
con il sostegno di Regione Toscana, Comune di San Miniato

 

Quel che prima era impensabile - o si voleva far passare per tale (tant'è vero che l'ipotesi dell'uscita dall'Unione Europea da parte di un Paese membro non è neanche prevista dai Trattati) - a partire dalla crisi greca è diventato argomento vivissimo: può l'Europa, questa Europa, andare avanti così? Un'Europa che, dopo aver preteso di unire sotto la propria egida Paesi in situazioni molto diverse tra loro, adesso li costringe a convivere forzatamente insieme; quello che inizialmente aveva tutta l'aria di un festoso e chiassoso condominio, col tempo, agli occhi di sempre più persone, appare oggi più simile a un rigido collegio, se non a una prigione di massima sicurezza o addirittura a un lager. Un'Europa fondata sul denaro e su alcuni principi di gestione, emersi nel tempo come fine anziché come mezzo.

Il testo di Santeramo non dà, a questa Europa, grandi chance. L'autore immagina che nel 2017 l'Unione si sia disgregata a seguito di un atto dimostrativo tanto macabro quanto disperato. Intelligentemente, però, non prende di petto la questione in sé (se non in un monologo che il regista, per dichiarate divergenze d'opinione, sceglie di affidare direttamente alla voce registrata dell'autore): l'ascesa, la decadenza e la deflagrazione dell'UE fa da sfondo - e da specchio - alle sorti di Alberto e Silvia, conosciutisi proprio il giorno dell'entrata in vigore dell'Euro.

Con una struttura che ricorda molto da vicino quella di Tradimenti di Pinter, si parte nel 2065, nel momento di massima distanza tra i due, fino ad arrivare al 2002, quando nel festoso e chiassoso Capodanno che ha portato la moneta unica lui rimorchia lei fuori da una discoteca (il passare del tempo è segnato principalmente dal progressivo evolversi a ritroso dell'identikit di Alberto). Allo stesso modo, la barbarie nelle strade che segue il disgregamento (violenze, raid nei negozi, effusioni in cambio di pezzi di pane gettati a terra) si riflette nel sostanziale abbrutimento del rapporto tra i due, che non esitano a ignorarsi, mal tollerarsi, ferirsi.

Un Michele Sinisi sanguigno, ribelle ed esplosivo è bilanciato da una più misurata e conservatrice Elisa Benedetta Marinoni. Due anime profondamente diverse, come diversi sono gli obiettivi, i temperamenti e le condizioni dei Paesi membri, e che non a caso vediamo incontrarsi per la prima volta in occasione di un classico tentativo di rimorchio, banale e privo di sentimento quanto può essere il fondamento (dichiarato) della CEE prima e dell'UE poi: il mercato unico.

E un dualismo sembra potersi percepire anche nella messa in scena: tanto appare ordinato e ficcante il testo, tanto sembra in continuo ribollio, quasi al limite dell'improvvisazione a soggetto, la scena che poi vive dinanzi agli occhi degli spettatori. Il risultato è una scossa, un continuo straniamento (che trova il suo apice nel succitato monologo registrato) che stimola, stimola, stimola.


Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21
Durata spettacolo: 60 minuti

Articolo di: Pietro Dattola
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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