Scende giù per Toledo - Teatro Verdi (Milano)

Scritto da  Sabato, 28 Novembre 2015 

Si respira la poesia di un autore visionario e lucidissimo, si coglie il ricordo di una eroina fragile che nella spasmodica ricerca di amore raccoglie violente delusioni, si assapora l’atmosfera di un’Italia candida e crudele di cui abbiamo forse conservato la barbarie dimenticando la purezza, in Scende giù per Toledo di e con Arturo Cirillo.

 

SCENDE GIÙ PER TOLEDO
di Giuseppe Patroni Griffi
con e regia di Arturo Cirillo
scene di Dario Gessati
costumi di Gianluca Falaschi
musiche originali di Francesco De Melis
luci di Mauro Marasà
regista assistente Roberto Capasso
scene Dario Gessati
direttore di produzione Marta Morico
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo
produzione Marche Teatro - Teatro di rilevante interesse culturale e TieffeTeatro Milano
in collaborazione con Fondazione Campania Festival Italia / Napoli Teatro Festival Italia

 

Con i suoi boccoli dorati Rosalinda Sprint sembra quasi un putto più che un travestito, sebbene il top blu elettrico e la minigonna che lascia in bella vista due gambe lunghe e affusolate appartengano ad un guardaroba audace. Eppure la cura del corpo, dell’abbigliamento e i riferimenti alla vita sessuale non appaiono mai volgari e lasciano intatta la natura angelica del femminiello che vive nei quartieri spagnoli di Napoli.

La voce registrata di Rosalinda accoglie il pubblico, una cornice che conferisce un’atmosfera onirica al monologo che Cirillo ha ricavato dal romanzo di Patroni Griffi, e a cui pochi minuti dopo darà voce. Una voce calda, concitata, dolcissima, pura e capace di esprimere sprazzi di poesia e profonda disperazione.

Inizia un racconto che tocca diverse corde dell’animo umano: si ride della vanità di Rosalinda, della sue avventure, della sua sete d’amore; poi arriva il boccone amaro: il padre che la rinnega, gli uomini di cui si innamora che puntualmente la deludono e la umiliano nel corpo e nell’animo.

La prostituzione di cui ha ripugnanza e che pratica solo per sopravvivere, i rapporti con la madre, unico residuo dei legami familiari, l’amore prima per il giovane Gaetano e poi per il cugino Gennaro. Le violenze nel corpo e nell’animo in risposta alla sua richiesta d’amore.

E un momento di grandissima poesia arriva ad acquietare questa anima fragile come una foglia. Dopo la violenza sente il vento ed osserva: “Che sapore ha il vento, un sapore di pace, un sapore di eterno.”

Ci sono la prosa di Patroni Griffi e il suo amore per Napoli in queste parole soffici come una nuvola e azzurre come il cielo della città che fa da sfondo alla vicenda, in cui si sentono gli echi di un’altra pièce napoletana “La morte della bellezza”.

Nel ping pong tra speranze, illusioni e delusioni nella vita della protagonista sono queste ultime ad avere la meglio. E dopo l’ultima cocente delusione d’amore, distrutta nell’intimo Rosalinda parte per Londra. Il viaggio però non avviene come aveva sperato, circondata da ammirazione e affetto, è una fuga dal dolore, è la ricerca di una terra migliore in cui risanare le ferite. Un ultimo anelito alla purezza e al candore a cui si richiamano anche i bianchi vestiti dell’ultima scena.

Arturo Cirillo compie un’operazione teatrale coraggiosa. Adatta il testo di Patroni Griffi alla scena, valorizzando la musicalità della lingua, esaltandone la poesia, rendendogli giustizia. Crea un’atmosfera onirica ed evanescente senza rinunciare al colore, con un letto ovale, uno specchio tondo e della carta da parati a fiori siamo negli anni ’70 ma anche dentro un sogno. Non interpreta Rosalinda Sprint, è Rosalinda Sprint, curando tutto nei minimi dettagli e con estrema passionalità: la voce, i movimenti del corpo, il modo di soffrire, di gioire, di amare.

 

Teatro Verdi - via Pastrengo 16, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/27002476 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: ore 20.30, domenica 16.30
Biglietti: intero 20 €, convenzioni (Associazioni, Cral, Card9, Invito a Teatro) 14 €, riduzione (over 65, studenti under 25) 10 €, mercoledì 10 €, Abbonamento 72 € (valido per 6 ingressi singoli o in coppia 3 ingressi)
Durata: 75 minuti

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Giulia Tatulli, Ufficio Stampa Teatro Menotti
Sul web: www.teatrodelburatto.it - www.teatromenotti.org

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