Scannasurice - Primavera dei Teatri 2015 (Castrovillari)

Scritto da  Venerdì, 05 Giugno 2015 

Un labirinto verticale incornicia l’ipnotico monologo di Enzo Moscato, figura di spicco della drammaturgia napoletana contemporanea. Uno spettacolo di grande impatto, finestra su una Napoli eternamente contraddittoria e affascinante. L’umanità brulicante, egoista e massificata, che perde l’identità, come succede ai topi che abitano la casa del(la) protagonista.

 

Teatro Elicantropo, Anonima Romanzi e Prospet presentano
SCANNASURICE
di Enzo Moscato
con Imma Villa
regia Carlo Cerciello
scena Roberto Crea
suono Hubert Westkemper
musiche originali Paolo Coletta
costumi Daniela Ciancio
disegno luci Cesare Accetta
aiuto regia Aniello Mallardo
direttore tecnico Marco Perrella
foto di scena Andrea Falasconi
assistenti regia Tonia Persico, Serena Mazzei
tecnico luci Fabio Faliero
tecnico audio Jack Hakim
assistente scenografia Michele Gigi
ufficio Stampa Raimondo Adamo
amministrazione Maria Luisa Martella

 

"Scannasurice" è una memoria dal sottosuolo in versione partenopea, colorata degli umori, i colori, le luci e le ombre di questa città ricca di fascino contraddittorio. A raccontare e raccontarsi è un donna/uomo, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli; alla sua voce è affidata la lingua lavica, magmatica di Moscato, un napoletano ricercato e complesso, ma denso di autenticità.

La regia di Cerciello rende questo flusso ininterrotto di parole davvero un fiume lavico, tanto che si stenta a stargli dietro: lo spettatore continuamente rincorre la voce narrante. Eppure il quadro impressionista di questa Napoli sotterranea emerge chiaramente, sotto forma di suggestioni. Ci si abbandona ai ritmi sonori di una lingua che trasuda luce e oscurità, incanto e triste realtà, leggerezza e disperazione.

Questo personaggio androgino racconta la sua vita nei bassifondi, al margine, più da spettatore che da protagonista. E la costante compagnia dei topi, razza bastarda senza bandiera, razza egoista e opportunista, è chiara metafora degli abitanti non roditori di questa città. Lei/lui vive una vita al negativo, nascosta ed emarginata, in una solitudine abitata da presenze sognate, desiderate, luminose.

Una scenografia imponente incornicia questo racconto: Imma Villa, energica e infaticabile, la percorre in lungo e in largo, rincorre topi ma vive come loro, in antri oscuri e sudici, ultima tra gli ultimi. Così questo rudere terremotato (il testo è stato scritto a ridosso del terremoto dell’80) diventa casa degli spiriti, in cui si incontrano credenze e litanie, filastrocche e dicerie popolari. Portavoce di questi spiriti, il “femminiello” senza nome parla con un candore che stride con il suo aspetto e con il luogo che abita. In questa contraddizione il suo fascino, nei meandri di una scrittura che potrebbe essere realismo magico partenopeo.

Le crepe del fondale si fanno spiragli di luce, in un bellissimo e metaforico effetto scenografico: la tragica sorte della Scannasurice non inaridisce lo spettatore, ma si colora di quella malinconia tipicamente napoletana, una cultura sul crinale tra il cielo e l’abisso, tra la gioia ed il dolore.

 

Teatro Sybaris - via S. Francesco d’Assisi, Castrovillari
Per informazioni e prenotazioni: telefono 389/2786755
Orario spettacolo: domenica 31 maggio, ore 20.30
Biglietti: posto unico € 6, ridotto (under 26 e over 66) € 5, Card 6 nominale € 30, Card 6 ridotta nominale € 25, Card 13 nominale €66, Card 13 ridotta nominale € 55 (per gli spettacoli in Sala 14 è obbligatoria la prenotazione tranne per i titolari di abbonamento Card 13)

Articolo di: Sabrina Fasanella
Grazie a: Ufficio stampa Primavera dei Teatri
Sul web: www.primaveradeiteatri.it

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