Scacco Pazzo - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Domenica, 31 Maggio 2015 

Millenovecentonovantuno. Un grande regista di cinema, Nanni Loy, si avvicina per la prima volta al teatro. Lo accompagnarono tre splendidi attori: Alessandro Haber, Monica Scattini, Vittorio Franceschi. Così nacque "Scacco pazzo": un successo clamoroso, confermato dai numerosi premi vinti, e ribadito dagli oltre dieci allestimenti all’estero, dalla Russia alla Scozia, dalla Spagna alla Finlandia. Più di vent’anni dopo, ecco gli inseparabili Nicola Pistoia e Paolo Triestino (accompagnati da Elisabetta De Vito) a regalarci una nuova versione del magnifico testo di Franceschi. Due fratelli, costretti da un incidente ad una grigia convivenza coatta, ci apriranno le porte della loro anima, dei loro sogni, dei loro dolori. Una donna è lì, arrivata quasi per caso. Grazie a lei, per un momento, sembra che tutto possa colorarsi di vita, ma…

 

Produzione Neraonda presenta
SCACCO PAZZO
di Vittorio Franceschi
con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito
regia Vittorio Franceschi
scene Matteo Soltanto
costumi Lucrezia Farinella
disegno luci Luigi Ascione
musiche Germano Mazzocchetti
aiuto regia Ariele Vincenti
assistente alla regia Valeria D’Orazio
trattamento pittorico Matteo Soltanto
capo elettricista Gabriele Boccacci
foto di scena Gabriele Gelsi
costruzione scena La Tecnica srl
grafica Marco Animobono

 

Follia e teatro sono andati, fin dalla notte dei tempi a braccetto. L'esaltazione dionisiaca, il raggiungimento del limite umano, il disvelamento della verità, magari di una verità indicibile e socialmente accettabile solo se pronunciata da un pazzo (Shakespeare, Pirandello, Sciascia) - perchè solo un pazzo può dire la verità - sono gli elementi principali dell'arte drammatica di ogni tempo.

"Scacco Pazzo" di Vittorio Franceschi, collaudato autore e regista classe 1936, risale alla fine degli Anni Ottanta, premio dell'Istituto del Dramma Italiano nel 1991, pluripremiato, rappresentato all'estero e di cui si ricorda una memorabile prima edizione di Nanni Loy con Haber e Monica Scattini. Diciassettesimo copione del dramaturg bolognese, "Scacco pazzo" è la cerniera tra il Franceschi autore "politico", che nella precedente produzione si era dedicato al crollo degli ideali politici (vedi ad esempio "Un sogno di sinistra" del 1969) per poi passare all'analisi dei sogni infranti del microcosmo soggettivo ("Il cavaliere finale" del 1974), al fallimento del mito di vite dedicate al teatro ("L'amleto non si può fare" del 1976) e infine con "Autoscontro" e "Scacco pazzo" alle problematiche relative al micidiale e periglioso impatto tra realtà e fantasia, tra sogno e quotidianità.

I protagonisti di "Scacco pazzo" sono i fratelli Valerio e Tonino. Quest'ultimo è afflitto da una regressione infantile con sindrome schizofrenica causata dalla morte, proprio il giorno in cui dovevano sposarsi, della promessa sposa in un incidente stradale causato dal fratello. Valerio porta il peso della responsabilità e si adatta a rivestire i panni, sulla falsa riga della corte dell'Enrico IV di Pirandello, dei ruoli familiari del padre e della madre, al fine di contenere e assecondare il "pazzo" nella sua regressione.

Ma la schizofrenia è in agguato anche per Valerio che svolge un'attività pratica di commercio fuori casa, ma che quando è tra le mura domestiche col fratello deve dar fondo alla sua dose di follia per inscenare la macabra messinscena del tempo tornato indietro che il fratello vuole rivivere addirittura pisciandosi sotto come un bebè. L'arrivo in casa di una nuova conoscenza di Valerio, Marianna, con la quale sono in atto prove d'amore e di vita insieme, porta scompiglio nella situazione dei due fratelli. Marianna infatti dapprima è atterrita dalla pazzia di Tonino, ma un po' alla volta ne viene attratta e irretita. Lei che è stata sempre sottomessa dai genitori che le hanno imposto di volare basso con la fantasia, scopre nella follia di Tonino un nuovo mondo ricchissimo di forze interiori da far brillare come dinamite. Ecco che allora il rapporto col borghesotto Valerio si incrina. Questo microcosmo di sogni e follie, di irrealtà e di richiami al quotidiano, impazzisce ed esplode: Marianna fuggirà da quella casa borghese intuendo che lì i suoi sogni non potranno mai realizzarsi. La perdita di Marianna equivale per Valerio alla morte della promessa sposa per Tonino: così i due fratelli finiranno per scambiarsi i ruoli e a travestirsi per illudere l'altro non sarà più Valerio, ma lo stesso "pazzo" Tonino.

La farsa tragica di Vittorio Franceschi è complessa, ben scritta e giustamente riproposta dall'autore anche come regista nella sua ambientazione originaria, gli Anni Ottanta dello scorso secolo, quando ancora si poteva parlare di una repressione dei sogni e degli ideali da parte di una borghesia economicamente stabile e benestante ma interiormente povera e priva di libertà: insomma il pane quotidiano di Pirandello che appunto della follia fece l'escamotage, la via di fuga verso la libertà e la verità dell'essere.

Nicola Pistoia e Paolo Triestino sono rispettivamente Valerio e Tonino, di esemplare bravura nel reiterato scontro follia-realtà-follia con cui i due fratelli si confrontano in chiave grottesca e di farsa tragica, come nello stile del teatro di Franceschi. Più realistica, come a fare da contraltare, la dimensione della Marianna di Elisabetta De Vito, brava ad esaltarsi nel suo momento - perchè tocca anche a lei dare fuori di testa - di follia. Alcuni monologhi della e sulla sindrome mentale, sui sogni, ricalcano modelli classici - anche Pirandello "riprese" il monologo famoso dell'Enrico IV da Come vi piace di Shakespeare - molto teatrali: si sente, come direbbe Pirandello stesso, il "mestiere" dello scrittore di teatro, il che è un grande pregio e al contempo un piccolo difetto.

Ma gli interpreti e la regia dell'autore sono abili a non drammatizzare troppo e a riportare il discorso nell'ambito di un gioco del teatro, di qui il riferimento agli scacchi del titolo, in cui ciascuno di noi è pedina pronta ad essere mangiata da un'altra figura.

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal mercoledì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17; il 2° mercoledì ore 17; lunedì riposo
Biglietti: da € 32 a € 16

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Ufficio stampa Silvia Signorelli
Sul web: www.salaumberto.com

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