Scacco Pazzo - Teatro Nino Manfredi (Ostia)

Scritto da  Venerdì, 17 Ottobre 2014 

La struttura di Ostia inaugura il proprio cartellone con una commedia amara e commovente interpretata dalla collaudata, ma sempre sorprendente, coppia composta da Nicola Pistoia e Paolo Triestino. Ad affiancare i due attori in scena, la bravissima Elisabetta De Vito. Lo spettacolo, scritto e diretto da Vittorio Franceschi, ha debuttato in Prima Nazionale sul litorale romano. Repliche fino al 19 ottobre.

 

SCACCO PAZZO
di Vittorio Franceschi
con Nicola Pistoia, Paolo Triestino e Elisabetta De Vito
regia di Vittorio Franceschi

 

Un ambiente, tre personaggi. Si svolge in un contesto scarno, un po’ lugubre, la messa in scena di «Scacco Pazzo», lo spettacolo che ha debuttato in Prima Nazionale al Teatro Manfredi di Ostia, dove rimarrà fino al 19 ottobre. Il testo, scritto e diretto da Vittorio Franceschi, viene splendidamente interpretato da Paolo Triestino, Nicola Pistoia ed Elisabetta De Vito.

Sul palco ci sono due fratelli, Valerio (Nicola Pistoia) ed Antonio (Paolo Triestino), la cui vita è stata condizionata da un incidente stradale, accaduto in un momento estremamente particolare: il giorno del matrimonio di Antonio ed Elisabetta. Il drammatico avvenimento, causa della morte della promessa sposa e del papà dei ragazzi, sarà il motivo dell’insorgenza di un blocco psicologico da parte di Tonino, che a partire da quel momento vivrà in uno stato di continua regressione, fino ad arrivare all’infanzia. La condizione è aggravata dalla perdita di lucidità di Valerio sullo stato delle cose, afflitto da un persistente senso di colpa derivante dalla doppia circostanza di essere alla guida del veicolo al momento dello scontro e di essere uscito indenne dall’impatto.

Valerio accudisce il fratello, ma si ritroverà ad indulgere sulla sua malattia fino al punto di rimanerne prigioniero. Quando Marianna (Elisabetta De Vito) appare nella sua vita, comincia ad intravedere un barlume di speranza. La donna, dopo le naturali difficoltà iniziali, si innesta nel meccanismo domestico, ma tale fattore comincerà a farle uscire fuori problemi non risolti derivanti dalle psicosi della sua famiglia. Marianna si avvicina al malato ed arriva a pensare di poterlo guarire. Il passaggio ad una condizione di quasi normalità viene sottolineato anche da piccoli mutamenti in scena: Antonio toglierà il frac della cerimonia nuziale, iconograficamente rappresentativo del momento del blocco psicologico, per indossare un completo beige; la casa sembra acquistare un minimo di colore grazie alla sostituzione di una tovaglia dalla gradazione piuttosto triste con una bianca. Ma è solo un momento: un goffo tentativo di violenza messo maldestramente in atto da Antonio, scardinerà la deviazione che la vicenda stava prendendo.

Al di là dei tre personaggi in scena, la vicenda è dominata dagli assenti, ossia dal papà deceduto nell’incidente, dalla mamma scomparsa poco dopo per un tumore e dalla compianta Elisabetta, ruoli che il povero Valerio si presta a ricoprire convinto che solo assecondando le idee del fratello potrà mettere a tacere le sue ansie.

La commedia, amara e allo stesso tempo commovente, è ricca di elementi: accanto al dramma della follia, c’è la cupezza di un’esistenza che si chiude su se stessa, in quanto dominata dalla paura e dal senso di colpa; c’è la bellezza e la tenerezza dell’innocenza del bambino che alberga in Antonio; c’è la fragilità di Marianna che scopre di desiderare qualcosa di diverso da quello che ha sempre avuto, ed è certa che non potrà mai trovarlo nella vita che Valerio gli offre. I tre personaggi si parlano, ma alla fine non si capiscono, presi come sono dalle proprie esigenze: il dolore della perdita, l’inseguimento di una rassicurante normalità, la ricerca di una vita in cui la fantasia abbia ancora un ruolo.

«Scacco Pazzo» è stato portato in scena per la prima volta nel 1991, grazie alla sapiente mano registica di Nanni Loy che in questo modo si avvicinò per la prima volta al teatro. In seguito è stato tradotto in varie lingue ed è stato rappresentato in Francia, Germania, Russia, Polonia e Svizzera, ottenendo anche molti riconoscimenti.

Il buon esito dello spettacolo nella nuova versione deve molto all’affiatamento scenico creatosi negli anni fra Paolo Triestino e Nicola Pistoia, che rivestono con grande naturalezza le anomalie e le follie dei due fratelli, la cui esistenza si lega a doppio filo nel bene e nel male. Ottima l’interpretazione di Elisabetta De Vito.

 

Teatro Nino Manfredi - via dei Pallottini 10, 00121 Ostia Lido - Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.56324849, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21; domenica, secondo mercoledì e secondo sabato di programmazione ore 17.30 e ore 21
Biglietti: platea 24 euro (intero), 21 euro (ridotto); galleria 21 euro (intero), 18 euro (ridotto); prezzo speciale per gli under 25, 8 euro

Articolo di Simona Rubeis
Grazie a Emanuela Sirchia, Ufficio Stampa Teatro Nino Manfredi
Sul web: www.teatroninomanfredi.it

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