Sarto per signora - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 11 Aprile 2015 

Dal 7 al 26 aprile. Emilio Solfrizzi è il trascinante protagonista di “Sarto per signora” di Georges Feydeau, un classico del teatro comico francese ora in scena alla Sala Umberto di Roma. Siamo in pieno stile vaudeville con macchiettistici personaggi che si infilano nelle situazioni più improbabili in un susseguirsi di bugie, tradimenti, ribaltamenti di fronte e scambi d’identità e con un ritmo sempre più serrato. Lo spettacolo, ben rappresentato e senz’altra pretesa se non quella di divertire il pubblico, si regge su un congegno drammaturgico dai perfetti tempi comici e sulla simpatia dell’attore protagonista.

 

ErreTiTeatro30 presenta
Emilio Solfrizzi in
SARTO PER SIGNORA
di Georges Feydeau
con Anita Bartolucci, Barbara Bedrina, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Simone Luglio, Fabrizia Sacchi, Giulia Weber
scena Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino
traduzione, adattamento e regia Valerio Binasco

 

E’ (sempre) tempo di leggerezza al Teatro Sala Umberto di Roma. Nessun messaggio filosofico e nessuna sperimentazione contemporanea ma solo risate e il più genuino divertimento per il pubblico in sala - che mostra di gradire. Per assicurarsi il risultato, il regista Valerio Binasco ha puntato su un testo, il “Sarto per Signora” di Georges Feydeau, che è tipico esempio della pura arte comica teatrale e su un protagonista, Emilio Solfrizzi, caro al pubblico per le sue interpretazioni, anche televisive e cinematografiche, spesso ironiche e amichevoli.

Va in scena la più classica commedia degli equivoci fatta di adulteri, scambi di persona e stratagemmi. Motore di tutta la frenetica macchina è il dottor Molineaux, fresco sposo dall’animo libertino che, per poter incontrare la sua amante, si finge sarto sistemandosi in un piccolo atelier e dando vita a una serie inesauribile di equivoci e bugie sempre più inverosimili che finiscono per coinvolgere anche tutti gli altri protagonisti.

E’ tipico di Feydeau, considerato dopo Molière una delle più importanti figure del teatro comico francese, basare i propri lavori sulla “matematica dell’effetto comico”. Tutte le sue 50 commedie sono costruite secondo un’architettura teatrale ben precisa in cui non solo ogni battuta, ma anche ogni movimento, ogni oggetto, ogni entrata e ogni uscita sono minuziosamente prestabiliti: ecco quindi che anche “Sarto per signora” si rivela un’ingegnosa composizione comica in cui tutto è accuratamente incastrato, perfetto esempio di vaudeville francese dal ritmo frenetico, le battute impeccabili, i tempi incalzanti.

Mariti, amanti e suocere entrano ed escono di scena, ciascuno con i propri segreti ma tutti senza sensi di colpa. I personaggi si incontrano, si confondono, si ritrovano nello stesso luogo (in cui naturalmente non sarebbero dovuti essere); tutti sono bugiardi e colpevoli ma divertenti malgrado la loro immoralità. Feydeau li ritrae con gradevole leggerezza e a volte li estremizza e li rende macchiette, prototipi di comportamenti e caratteri. La scelta registica di Binasco di caratterizzarli poi con cadenze dialettali, bolognesi, napoletane e pugliesi, non fa che colorire ulteriormente questa galleria di personaggi stravaganti e fumettistici. Grande responsabilità nella riuscita dello spettacolo è del cast, capeggiato da un Solfrizzi che conferma doti istrioniche e verve comica, divertendo e riscaldando il pubblico con mimica ed espressività che oramai lo contraddistinguono. Affiatati e di livello anche gli altri attori tra cui si distinguono soprattutto le divertenti interpretazioni (credibili nonostante la caricaturale caratterizzazione dei personaggi) di Fabrizio Contri nel ruolo di Bassinet, di Lisa Galantini in quello della potenziale amante Suzanne e di Fabrizia Sacchi che dà voce a Rosa, la più folcloristica di tutti.

Due sono gli ambienti ricreati nelle belle scene di Carlo De Marino. L’appartamento del dottor Molineaux con il grande atrio su cui si affacciano le tante porte da cui spuntano e dietro cui si nascondono i vari personaggi è necessario nel primo atto per presentare i personaggi e torna nel terzo per sciogliere gli imbrogli, mentre l’intricarsi della storia e il susseguirsi di malintesi si sviluppa nel secondo atto, tutto ambientato in un atelier dismesso, intimo e femminile, colmo di stoffe, manichini e abiti in cui il fedifrago Molineaux si spaccia per sarto e riceve - più o meno volontariamente - i suoi ospiti.

“Sarto per signora”, prima commedia di un Feydeau ventiquattrenne, debuttò a Parigi nel 1886. Con tono leggero criticava il perbenismo di fine Ottocento e raccontava di una società senza veri valori basata sull’apparenza: vizi segreti e pubbliche virtù. Una situazione che potrebbe senz’altro essere attuale ma è tale la leggerezza con cui il tema viene affrontato che difficilmente lo spettatore riesce a soffermarcisi col pensiero. Binasco definisce Feydeau “un poeta capace di creare esseri senza peso, immersi in situazioni pesantissime”. Il rischio è che però, pur col suo divertimento, anche lo spettacolo rischi di apparire senza peso.

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: lunedì/sabato ore 10/19 - domenica ore 10/18
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, sabato e domenica ore 17, il secondo mercoledì ore 17
Biglietti: da € 32,00 a € 16,00

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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