Sarto per signora - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Giovedì, 20 Ottobre 2016 

Dal 13 al 30 ottobre il Teatro Manzoni apre la sua stagione di Prosa con un testo di Feydeau, “Sarto per signora”, ritenuto un capolavoro di leggerezza e comicità, costruito come una macchina in cui ogni meccanismo trova la sua collocazione più adeguata per ottenere una storia che diverta il pubblico sorprendendolo con mille trovate.

 

ErreTiTeatro30 presenta
SARTO PER SIGNORA
di Georges Feydeau
traduzione, adattamento teatrale e regia Valerio Binasco
con Emilio Solfrizzi, Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Barbara Bedrina, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari
scena Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino

 

I personaggi delle opere di Feydeau agiscono, per raggiungere lo scopo prefissato, in maniera inusuale, e sono capaci di “imbrogliare le carte” per non mettere a repentaglio i propri intrighi, riuscendo però alla fine sempre a salvarsi in corner e a uscire dalle situazioni imbarazzanti in cui sono andati a cacciarsi.

È quanto accade al Dottor Moulineaux, protagonista di questa commedia, ambientata a Parigi, e sposato da poco con Yvonne, il quale non ha perso per questo l'abitudine di essere attratto da altre donne e imbastire relazioni adulterine: in questo caso si tratta della bella Susanna Aubin e, per incontrarla, prende in affitto dall'amico Bassinet un appartamento che prima era stato occupato da una sarta. Quando nell'appartamento irrompe il Sig. Aubin, il dottor Moulineaux per non ingenerare sospetti si finge sarto. Da questo momento comincia la commedia degli equivoci, che si complica quando sul luogo arrivano, con varie motivazioni, gli altri personaggi: la signora Moulineaux, accompagnata da sua madre, dal Sig. Bassinet e da sua moglie che si scopre essere l’amante di Aubin.

Comincia da parte dei personaggi la sarabanda degli equivoci, delle bugie, delle fughe repentine per non farsi trovare. E per fare ciò utilizzano gli elementi riconoscibili in tutte le commedie di Feydeau: i discorsi iperrealistici (fatti di nonsense, neologismi, calembour, pronunciati velocissimamente per sviare sospetti o spiegare cose che in realtà non vengono chiarite) e le porte, che si aprono e chiudono opportunamente, introducendo sulla scena o facendoli scappare via a seconda delle circostanze, i vari personaggi perché tra loro c’è chi si deve nascondere e chi deve scoprire le malefatte.

Feydeau era un maestro eccezionale nel costruire situazioni all'apparenza irrisolvibili, riuscendo con un’ottima tecnica dal congegno geometrico ad ottenere esilaranti momenti teatrali che appassionavano il pubblico. Il tutto per mettere alla berlina la classe borghese che ricorre a mille sotterfugi per nascondere i propri vizi e salvare una facciata di falso perbenismo.

Ma quello che succedeva nelle commedie di Feydeau avviene ancora adesso, sia pure in forme diverse. Il pubblico che si diverte a crepapelle nell'assistere a certe “pochade” del commediografo coglie un’evidente analogia con quanto accade nella società di oggi e, ridendo di fronte a quelle trovate da vaudeville, crede di poter giustificare più bonariamente le proprie “marachelle”. In realtà Feydeau usava la satira non applicata alla politica bensì alla società, ma non per questo meno corrosiva. E, a dimostrazione di ciò è la scelta del regista Valerio Binasco che ha lasciato costumi e scene di fine Ottocento, non per “allontanare” la vicenda a un’epoca lontana, ma, se mai, per avvicinare quell'epoca alla nostra, con tutti i significati più o meno reconditi che questo comporta.

Emilio Solfrizzi si mostra perfettamente a proprio agio nel ruolo interpretato, rendendolo a volte un simpatico filibustiere, altre una candida vittima degli imbrogli altrui. Colpisce se si pensa che un attore come lui, che si è misurato con grande successo anche in ruoli drammatici, riesca poi a indossare con estrema naturalezza i panni di un personaggio capace di suscitare grande ilarità nel pubblico.

L'adattamento teatrale di Valerio Binasco è stato realizzato in due parti, incastonando i primi due atti della commedia nel primo segmento ed il terzo atto nel secondo. Binasco dirige con grande maestria una compagnia di attori che sono sembrati al meglio delle loro prestazioni, cogliendo perfettamente lo spirito delle opere di Feydeau, dove bisogna saper correre opportunamente, in una tempistica perfetta, sia con la presenza scenica sia con le battute veloci.

Molto indovinate, nonché piacevoli, anche le musiche di Pasquale Mari in tema con l'epoca rappresentata.

Teatro pieno alla settima recita, pubblico molto partecipativo con le sue risate nei momenti più esilaranti e plaudente anche a scena aperta. Grande successo.

 

Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 800914350, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20,45; domenica ore 15,30; lunedì riposo
Biglietti: poltronissima Prestige € 35; poltronissima € 32; poltrona € 23; poltronissima under 26 € 15

Articolo di: Carlo Tomeo
Grazie a: Rita Cicero Santalena, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

Commenti   

 
#5 RecensioneGuest 2016-11-09 16:13
Ottima recensione sig. Tomeo.Grazie
 
 
#4 GrandeGuest 2016-10-22 11:48
Grazie sig. Tomeo. Per queste bellissime recensioni.
 
 
#3 Auguri!Guest 2016-10-22 04:13
Applausi, sig. Tomeo, per la bellisima recensione, ricca in dettagli.

Doris Castro
 
 
#2 Ottima recensioneGuest 2016-10-21 17:27
Bellissima recensione, come sempre, del resto. Le tue parole invogliano ad andare a vedere ogni spettacolo di cui parli.
Grazie.
Dario Gay
 
 
#1 COMPLIMENTI CARLOGuest 2016-10-21 15:49
Complimenti Carlo!
Complimenti per le tue recensioni sempre puntuali ed interessanti. Aiuti il Teatro a vivere meglio. Naturalmente, questo articolo riferito a "Sarto per signora" mi ha incuriosito, e andrò al Manzoni

Grazie

Angelo Gioia
Direzione Base Teatro, Milano
 
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