Sale - Teatro Eutheca (Roma)

Scritto da  Domenica, 04 Dicembre 2011 
Sale

Uno degli appuntamenti più importanti a Roma per gli appassionati di quello che viene definito “terzo teatro” è quello con l’Odin Teatret dal 2 al 4 dicembre.

 

 

Teatro Eutheca presenta

SALE

di Eugenio Barba

con Roberta Carreri e Jan Ferslev

musiche Jan Ferslev

scenografia Antonella Diana e Odin Teatret

costumi Odin Teatret

consulente letterario Nando Taviani

 

Sale” viene presentato nella capitale per la primissima volta ed attualmente non si prevedono altre tappe nel nostro Paese. Un lavoro al femminile, quello interpretato da uno dei componenti storici dell’Odin Teatret, Roberta Carreri. Una vera e propria odissea la cui protagonista è un’anima femminile, una donna che viaggia da un luogo all’altro, da un’isola all’altra del Mediterraneo alla ricerca dell’amato scomparso. E’ condotta in questo viaggio reale e al contempo immaginario, interno, da un fantasma che con lo scorrere del tempo sembra condurla alla dura consapevolezza di una lontananza ormai definitiva.

L’opera prende spunto da un testo non scritto per il teatro, Lettera al vento”, l'ultima lettera del romanzo epistolare di Antonio Tabucchi “Si sta facendo sempre più tardi.

Il sale simbolo delle lacrime versate, di quelle trattenute che accompagnano l’anima della donna. Il sale versato dei ricordi, delle emozioni e delle sensazioni che non si possono più vivere ma che bruciano ancora ferite aperte che il tempo non riesce a chiudere. Il sale del mare, la percezione del viaggio nel labirinto di sé, nelle viscere di un’anima stanca, invecchiata che non si dà pace, che continua a vagare tra i ricordi del passato, la distanza con il presente e l’impossibilità del futuro. Il sale del vissuto e del non vissuto, di ciò che era e non è più, ma anche di quello che mai è riuscito ad essere, di quel fiore che forse non è mai sbocciato.

Lo spettacolo scorre come il sale, come la sabbia nella clessidra, granello dopo granello e portando con sé un “colare” di emozioni, di segni, parole, movimenti, sguardi, che si impossessano del volto dell’attrice, che diviene quasi una maschera che fissa il dolore del tempo passato, del sale che scende dalle lacrime versate, dai ricordi che mai abbandonano, dal vuoto che non lascia scampo. All’interno dello spazio sacro del palcoscenico, ma fuori del cerchio di sale, un uomo, il musicista, Jan Ferslev, la sua musica che non accompagna ma diviene interlocutore, spettro, amico, guida della donna che si aggroviglia e si inabissa per poi emergere e trovare una via nelle proprie emozioni.

Impossibile non riconoscere in questo lavoro i tratti tipici e peculiari della ricerca dell’Odin, della poetica su cui si fonda. Uno spettacolo rituale, un’azione scenica in cui ogni singolo elemento è essenziale e funzionale e acquista un significato e una magia al contatto con l’attrice. Una padronanza corporea e vocale, una bellezza che viene da dentro e che ha solo chi vive nella propria struttura e ne conosce limiti e possibilità, un rispetto per la sacralità del palcoscenico che generano nello spettatore una linea di tensione impercettibile e sottile e che trovano la massima espressione nella scena finale dove gli occhi dell’attrice incontrano il pubblico dietro e attraverso una pioggia di sale.

Lo spettacolo, prodotto nel 2002 dalla Fondazione Pontedera Teatro e dal Nordisk Teaterlaboratorium Odin Teatret, ha partecipato a nove Festival Internazionali ed è stato messo in scena in oltre dodici i paesi nel mondo tra cui Bulgaria, Francia, Brasile, Germania, Spagna, Colombia.

 

Teatro Eutheca - Cinecittà Campus, via Quinto Publicio 90, 00173 Roma

Per informazioni: telefono 06/95945400, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal 2 al 4 dicembre ore 21

Biglietti: intero 28 €, ridotto studenti universitari 22 €

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Aurora Lo Schiavo, Ufficio Stampa Accademia Eutheca

Sul web: www.eutheca.eu - www.odinteatret.dk

 

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