Rumori Fuori Scena - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Lunedì, 23 Febbraio 2015 

Marco Zadra firma la regia del capolavoro di Michael Frayn, "Rumori fuori scena", approntando il proprio allestimento sul palco del Teatro Sette. Ritmo sostenuto e comicità trascinante sono gli ingredienti di questa pièce particolarmente riuscita, anche grazie all’interpretazione di una compagnia molto affiatata. Repliche fino al 29 marzo.

 

Sicilia Teatro, in collaborazione con Teatro 7 Srl, presenta
Marco Zadra in
RUMORI FUORI SCENA
di Michael Frayn
con Marco Zadra, Francesca Baragli, Francesca Bellucci, Fernanda Candrilli, Alessandra Cosimato, Maurizio Di Carmine, Matteo Finamore, Francesca Milani, Giancarlo Porcari e Tiko Rossi Vairo
disegno luci Francesco Mischitelli
scene Scenotecnica Bombardoni 2
costumi Francesca Misiti
regia Marco Zadra

 

È in cima alla lista delle commedie più rappresentate, oltre ad essere uno dei lavori comici per eccellenza del teatro internazionale. Ma "Rumori fuori scena" di Michael Frayn è anche un’opera costituita da un ingranaggio estremamente impegnativo che, mantenendo l’ambizione di svelare alcuni dei molteplici risvolti celati dietro ogni allestimento, per avere buon esito deve rispettare alcune regole di base: la perfetta preparazione degli interpreti, la loro empatia scenica, la sincronia dei movimenti, la velocità, il ritmo sostenuto delle battute. Fattori tutti presenti nella curatissima mise en scene che Marco Zadra ha realizzato per il Teatro Sette, dove lo spettacolo sperimenta la lunga tenuta con repliche che si protrarranno fino al 29 marzo.

"Noises off" - questo il titolo originale - è un testo in cui il teatro celebra se stesso, attraverso l’intreccio fra il copione da rappresentare e le vicende private di una sgangherata compagnia di attori. Il plot parte dall’idea di affidare ad un gruppo di interpreti il compito di mettere su lo spettacolo "Nothing on" ("Niente addosso"): il sipario si apre sulla governante di una abitazione di campagna che, giornale alla mano e piatto di sardine da sbocconcellare, intende approfittare dell’assenza dei datori di lavoro per godersi un po’ di riposo. Il suo proposito è interrotto dall’arrivo di un agente immobiliare che sceglie la location in questione per intrallazzare con l’amorazzo ordito con un’impiegata dell’Ufficio delle Imposte. La situazione si complica con il rientro anticipato dei padroni di casa, che hanno solamente inscenato un viaggio in Spagna per deviare il Fisco, ma che in realtà non si sono mai mossi dal paese. La vicenda, già di per sé piuttosto intricata, subisce un’ulteriore sgrammaticata evoluzione con l’irruzione di un attempato scassinatore e di uno sceicco intenzionato ad acquistare l’immobile.

Il testo, però, prevede che la vita privata degli artisti si attorcigli a quella del copione: miss Clackett, la domestica di casa Brant, è interpretata da Dotty (Francesca Milani), un’attrice non più giovanissima che ha una tresca con Garry, interprete del personaggio di Philip Brant (Tiko Rossi Vairo). Questi, in scena, è il marito di Flavia (Alessandra Cosimato), ossia Belinda, l’unica attrice della compagnia in grado di fare fronte allo stress dell’imprevisto e di reagire ai contrattempi che lo sbilenco allestimento porta con sé. Frederik, invece, veste i panni di Roger (un infaticabile Marco Zadra), l’agente immobiliare che intrattiene una relazione con la svampita Vicky, l’attrice Brooke (Francesca Bellucci), donna completamente incapace di uscire dagli schemi impostigli dal personaggio. Completa il quadro degli intrecci l’ensemble costituita dal nervosissimo regista della pièce Tim (Giancarlo Porcari), dalla snervata assistente Poppy (Francesca Baragli) e dal servo di scena Lloyd (Matteo Finamore). Estraneo a tutto questo garbuglio, ma poi neanche tanto, è l’avvinazzato e mezzo sordo Selsdon (il bravissimo Maurizio Di Carmine), chiamato in causa come topo d’appartamento, poi perfettamente inserito nel gioco di equivoci.

Tre sono gli atti di questa commedia in cui il teatro celebra e, in qualche modo, dissacra se stesso. Il secondo è forse il più complicato e, allo stesso tempo, raffinato, perché tutto ambientato nel backstage del palco, dove gli attori attendono il momento di entrare in scena con una concentrazione ridotta all’osso. La loro attenzione, infatti, per tutto il tempo è rivolta alle proprie complicate vicende personali. Il pignolissimo regista, sull’orlo di una crisi di nervi a “poche centinaia di secondi alla prima”, si ritrova a vivere in una dimensione meno professionale, svelando la sua duplice relazione sentimentale. A fare da corredo al suo ingresso in scena, un mazzolino di fiori da regalare, un microscopico cactus surrogato di un bouquet, una bottiglia di whiskey che passa di mano in mano - soprattutto in quelle di Selsdon -, offrendo pretesti per gag e risate.

Attraverso "Rumori fuori scena", Michel Frayn offre uno spaccato delle dinamiche attoriali e, in fondo umane, che si scatenano in teatro, così come in ogni altro ambiente di lavoro. Fra equivoci, isterismi, impreparazione degli interpreti, gelosie, tradimenti presunti e consumati, la commedia ha l’intento di proporre uno spettacolo da diversi punti di vista: la prova generale nel primo atto; una rappresentazione di quanto accade dietro le quinte, nel secondo; l’opera vera e propria nel terzo, con annessa alterazione della trama.

Il ritmo, serratissimo per tutta la durata della pièce, cresce costantemente fino a quando, nel finale, è tutta un’apertura e chiusura di porte, entrate sceniche errate, battute pronunciate fuori sincrono, tensioni individuali e bizzarrie umane che si ripercuotono sul testo costringendo la compagnia ad improvvisazioni spesso lontane dal quadro originario. Niente va come dovrebbe e si attende la deviazione verso una linea narrativa più chiara che però non arriva, fino a quando l’insensato epilogo chiude la vicenda. E con essa, il sipario.

La velocità sostenuta è pane per i denti di Marco Zadra - regista ed interprete - che da sempre realizza commedie il cui effetto comico è determinato dalla speditezza della storia e della cadenza serrata dello scambio di battute. Zadra vince la sfida dirigendo con mano sicura una compagine attoriale affiatata e preparata, composta da Francesca Baragli, Francesca Bellucci, Fernanda Candrilli, Alessandra Cosimato, Maurizio Di Carmine, Matteo Finamore, Francesca Milani, Giancarlo Porcari e Tiko Rossi Vairo.


Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 1030-21.00; domenica 16.00-18.00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 22, ridotto € 16 (prevendita compresa)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP