Rugantino - Teatro Sistina (Roma)

Scritto da  Domenica, 30 Dicembre 2018 

«Rugantino», la commedia musicale per eccellenza frutto dell’inventiva di Garinei e Giovannini, è tornato in scena il 27 dicembre al Teatro Sistina, dove sarà replicato fino al 20 gennaio. Per l’occasione, è stato riproposto l’allestimento storico originale con l’impianto scenico di Giulio Coltellacci, artefice anche dei bellissimi costumi. Ad interpretare il protagonista, a quarant’anni esatti dal debutto, è Enrico Montesano, affiancato in questa occasione da Serena Autieri, Antonello Fassari ed Edy Angelillo.

 

Il Sistina presenta
RUGANTINO
di Garinei e Giovannini
scritto con Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa
collaborazione artistica Gigi Magni
con Enrico Montesano, Serena Autieri, Antonello Fassari, Edy Angelillo
e con Giulio Farnese, Brunella Platania, Marco Rea, Matteo Montalto, Marco Valerio Montesano, Alessandro Lanzillotti, Roberto Attias, Gerry Gherardi, Tonino Tosto e Monica Guazzini
ensemble Valentina Bagnetti, Sandro Bilotta, Claudia Calesini, Alfonso Capalbo, Raffaele Cava, Marta Ciangola, Laura Contardi, Mattia Di Napoli, Anna Gargiulo, Sebastiano Lo Casto, Kevin Peci, Silvia Pedicino, Gloria Rossi, Raffaella Spina, Rocco Stifani, Rossana Vassallo
gendarmi Giuseppe Carvutto, Francesco Miniaci
scene e costumi originali Giulio Coltellacci
musica Armando Trovajoli
direzione artistica, coordinamento musicale, allestimento tecnico-scenografico, rifacimento costumi a cura del Team Creativo del Teatro Sistina
coreografie ricreate da Roberto Croce
regia della versione storica originale Pietro Garinei

 

Muore sul patibolo, seppure da innocente, per riscattare un’esistenza condotta senza troppo impegno fra uno scherzo e l’altro, una chiacchiera di troppo ed un espediente per vivacchiare alle spese del “frescone” di turno. Ma la passione per Rosetta, la bellissima popolana vista come donna da amare e non solo come femmina da conquistare, fa sì che il paìno senza voglia di lavorare abbia uno scatto di crescita che lo porta a diventare un uomo. Sì, ma a quale prezzo però?

«Rugantino», frutto dalla penna di Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa - con il contributo inconfondibile di Gigi Magni - è in scena in questo periodo natalizio al Sistina, teatro diretto da Massimo Romeo Piparo, e rimarrà in replica fino al 20 gennaio del 2019. Ad interpretarlo è Enrico Montesano, un artista che, pur avendo maturato una carriera diversificata e varia, deve molto a questa maschera romana, scanzonata e sbruffona quanto basta. Rispetto allo storico allestimento del ’78, che viene riportato in modo fedele, c’è stato uno piccolo snellimento, evidentemente funzionale al racconto. Scompare per esempio il quadro iniziale in cui il conte Bellarmino, sul letto di morte, viene a sapere del raggiro perpetrato ai suoi danni, costringendo così Rugantino alla berlina, nuovo punto di avvio della trama.

Lo spettacolo è un capolavoro. Ogni singola frase, canzone o coreografia, si inserisce nell’insieme come la semiografia di una partitura conferendo armonia al testo, che si presenta, al contempo, leggero e profondo, divertente e commovente, straripante e misurato. C’è tutto in questa rappresentazione che a giusto titolo può essere considerata una pietra miliare della commedia musicale italiana, una di quelle storie con cui qualunque attore brillante, che si muova con cognizione di causa sulle tavole di un palcoscenico, desidera cimentarsi.

Fra ruderi, osterie e palazzi nobiliari, nella Roma un po’ decadente del papa Re di inizio ‘800, si dipana la vicenda di Rugantino, un simpatico scansafatiche che, a seguito di una scommessa, si trova a dover far capitolare Rosetta (Serena Autieri), con l’effetto di essere lui per primo ad innamorarsi. Da spaccone qual è, non riesce a mantenere fede alla promessa di non raccontare il “fatto” agli amici, provocando una frattura con l’amata. Un omicidio che lo vede coinvolto per via di un equivoco e che lui non ha la prontezza di smentire, lo porta diritto verso la strada della condanna, cui cerca di sfuggire senza troppa convinzione per via di quel cambiamento interiore che nel frattempo è intervenuto.

La vicenda - che si snoda fra un evento e l’altro (La serata dei Lanternoni, la festa di Carnevale), brani musicali («Tirollallero», «Roma nun fa la stupida stasera», «E’ l’omo mio», solo per citarne alcuni) e spassosi siparietti -, vede l’alternanza di diversi personaggi: il bonario Mastro Titta (Antonello Fassari) che svolge un indicibile impiego statale “pro capite”; la burina Eusebia (Edy Angelillo), che si esprime con un linguaggio condito da “tanta cicorietta di campagna”; il possessivo e geloso Gnecco (Marco Rea), marito di Rosetta che, in una frase inserita come pretesto ideale per un rimpallo di battute - “a Ruganti’, a te è la lingua che te frega, un giorno o l’altro farai una brutta fine” - immortala il futuro del suo antagonista; il Principe Paritelli (Giulio Farnese), antipatico e distaccato come l’immaginario collettivo può intuire che sia stato un altolocato dell’Ottocento; Donna Marta (Brunella Platania), bella e ricca signora, annoiata dalla quotidianità e poco incline a considerare gli affanni di chi le gravita attorno.

La complessa struttura scenica ideata da Giulio Coltellacci, concepita come una serie di cerchi concentrici che consentono di passare rapidamente ed in modo efficace dalla piazza antistante la trattoria di Mastro Titta alla casa di Gnecco, dalla reggia dei Principi Paritelli alla bottega del barbiere «Meluccia», dal porto di Ripetta al patibolo, è perfettamente funzionale alla narrazione drammaturgica. Allo stesso modo le musiche di Armando Trovajoli conferiscono un alone di magia e di eternità a tutto l’impianto, soprattutto se proposte al pubblico da interpreti di livello come Serena Autieri (Rosetta) e Matteo Montalto (Serenante), le cui voci spiccano in modo prepotente.

Di certo Montesano, forte di una verve innata, di una lunga esperienza teatrale e di una gestualità accattivante, regge bene la scena, anche se, facendo un confronto con la versione del 1978, balzano agli occhi alcune differenze. Quarant’anni fa, pur avendo come compagni di avventura degli artisti del livello di Bice Valori ed Aldo Fabrizi, era pur sempre lui ad iniettare linfa vitale alla pièce con l’impeto e l’ardore dei suoi trent’anni, o poco più. Nell’attuale versione tiene comunque il passo, ma il ritmo in alcuni tratti è inevitabilmente più lento. Una piccola nota che diventa forse il frutto del lieve scollamento che si avverte nel rapporto con l’innamorata.

Molto brava è Serena Autieri, impegnata a vestire i panni di una Rosetta più elegante e misurata di quella proposta dalle attrici che l’hanno preceduta (fra le altre, Alida Chelli e Sabrina Ferilli). Bellissima sorpresa è la versione di Mastro Titta restituita alla platea da Antonello Fassari, meno sopra le righe in relazione al passato, ma ben calibrata e convincente. E comunque molto umana ed empatica, in linea con il carattere che la coralità del corpo attoriale disegna per questa nuova edizione dell’opera. Davvero splendida è la figura di Eusebia rappresentata da Edy Angelillo, che rivede il ruolo conferendogli una nuova e godibilissima personalità.

«Rugantino» supera la prova del tempo e sarebbe un peccato perdere l’occasione di assistere ad un allestimento così ben strutturato. Tre ore di divertimento e di emozioni che culminano nella frase che riassume lo spettacolo, commuovendo la platea: “Io moro pe’ fa’ l’omo, e c’ho paura”.

 

Teatro Sistina - Via Sistina 129, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4200711 – 392/8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 - domenica dalle 11.00 alle 19.00
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21; domenica ore 17; lunedì 31 dicembre ore 20.30;
martedì 1° gennaio ore 17
Costo biglietti: poltronissima € 69, poltrona e prima galleria € 63, seconda galleria €58, terza galleria € 48
Speciale San Silvestro 31 dicembre ore 20,30 (poltronissima €145, poltrona e I galleria €130, seconda galleria €115, terza galleria €92)

Articolo di: Simona Rubeis
Foto di: Antonio Agostini
Grazie a: Federica Fresa, Ufficio stampa Teatro Sistina
Sul web: www.ilsistina.it - www.facebook.com/teatrosistinaroma - www.twitter.com/teatrosistina

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