Rudens - Teatro Arcobaleno (Roma)

Scritto da  Giovedì, 24 Gennaio 2019 

Una delle commedie più affascinanti di Plauto, la cui comicità si fonde con atmosfere fiabesche dall’inconsueta ambientazione marina. Lo spettacolare allestimento di Vincenzo Zingaro restituisce tutti gli aspetti del teatro plautino, in un “gioco attoriale” che cerca di recuperare il filo che dal mondo classico si dipana fino a noi.

 

Compagnia Castalia presenta
RUDENS
di Tito Maccio Plauto
adattamento e regia Vincenzo Zingaro
con Ugo Cardinali, Piero Sarpa, Fabrizio Passerini, Rocco Militano, Annalena Lombardi, Laura De Angelis
musiche Giovanni Zappalorto
scene Lorenzo Zapelloni
costumi Emiliana Di Rubbo
disegno luci Giovanna Venzi

 

Nel saggio “L'umorismo” Pirandello, riprendendo il Leopardi dei “Pensieri di varia filosofia e bella letteratura”, cita Plauto a proposito della distinzione tra il "solido ridicolo come l'antico comico greco latino e il sottile comico moderno". Pirandello sottolinea così la distinzione:

facezia grossolana, satira volgare, derisione de' vizi e dei difetti, senza alcuna commiserazione o pietà, quello; umore, questo (il comico moderno, ndr.) cioè riso filosofico, misto di dolore, perché nato dalla comparazione del piccolo mondo finito con la idea infinita, riso pieno di tolleranza e simpatia.

E' proprio in questa dicotomia tra il "solido ridicolo" antico e il "sottile comico moderno" analizzata da Pirandello che si inserisce il lavoro di Vincenzo Zingaro su Plauto: un'operazione di traghettamento e quindi adattamento della sapida comicità del testo classico ad una più sottile comicità contemporanea. Ecco spiegato il frullatore teatrale ideato da Zingaro in cui rientrano disparati elementi del teatro dell'era moderna, dalla commedia dell'arte a Goldoni, da Shakespeare al teatro nel teatro romantico, dall'opera epica brechtiana al musical, fino ad arrivare a sprazzi di farsa sul genere del Bagaglino di Pippo Franco e Oreste Lionello, senza trascurare il grammelot e il teatro politico di Dario Fo.

In questo senso devo dire che l'elaborazione drammaturgica e di regia di Zingaro riesce compiutamente e convince: tutt'altro che caotica, filosoficamente fondata sull'idea di una trasposizione di un genere classico al moderno, Zingaro riesce a far rivivere il capolavoro latino in una dimensione nuova, senza perdere al contempo la dimensione arcaica. Un allestimento ricco di effetti scenici (bella la scena iniziale della tempesta che richiama sia “La tempesta” di Shakespeare che “Temporale” di Strindberg) e trovate (qui siamo tra commedia dell'arte, teatro nel teatro romantico e il pirandelliano “Questa sera si recita a soggetto” per poi dissacrare il tutto col genere "Martufello", mantenendo però saldamente in mano il timone drammaturgico, senza insomma buttarla in vacca). Così Zingaro costruisce i "suoi" plautini personaggi sui modelli della commedia dell'arte, includendo la "riforma" di Goldoni. Sembrano evidenti infatti gli accoppiamenti del riuscito personaggio del Pescatore con il Truffaldino goldoniano, ovvero l'accostamento tra lo spumeggiante Squalo e Matamoro, o ancora la simpatica Ombrina e Colombina, il coscienzioso e riflessivo Mormora e Pantalone.

Sembrerebbe dunque al primo giudizio uno spettacolo delizioso e apparentemente semplice, cioè di immediata presa sul pubblico, ma a rifletterci bene va detto che la semplicità in questo caso è tutt'altro che superficiale, piuttosto rivela all'occhio attento una ricerca drammaturgica complessa, profonda, articolata e fondata su solidi concetti storici e filosofici. Non si tratta così di uno spettacolo solamente intrigante e piacevole, ottimamente recitato e cantato, ma di una intelligente enciclopedia del teatro che si conclude perfino citando una linea ideologica che, a mio avviso, lega il finale della “Mandragola” di Machiavelli al “Servitore” di Goldoni e al binomio Brecht - Dario Fo del teatro politico.

Infatti il "servitore" (nel caso del Plauto-Zingaro il Pescatore servo), che non viene invitato a tavola o che non riceve abbastanza da riempire la panza come il Truffaldino di Goldoni, rischia di trasformare il manico della zappa o il remo della barca in un'arma per rivendicare i suoi diritti alla sopravvivenza.

 

Teatro Arcobaleno - Via Francesco Redi 1/a, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/44248154, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17.30

Biglietti: intero € 21, ridotto € 17, ridotto studenti € 14, ridotto bambini € 10

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Ufficio Stampa Monica Brizzi
Sul web: www.teatroarcobaleno.it

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