RossinTesta - Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Domenica, 30 Ottobre 2016 

Nel buio del Teatro Menotti allaga la sala la voce autentica di Gianmaria Testa, cantautore dolce e schivo eppure amatissimo da chiunque lo abbia anche solo sfiorato; siamo tutti ancora dolenti per la sua precoce scomparsa lo scorso 30 marzo, a soli 58 anni. Dal 19 al 22 ottobre si è esibito in uno show di teatro-musica Paolo Rossi, in forma smagliante nonostante l’apparente aspetto da clochard, accompagnato da un grandioso Emanuele Dell’Aquila alla chitarra e da un gruppo di musicisti che si paleseranno solo dopo un po’, gli straordinari Virtuosi del Carso.

 

Produzioni Fuorivia in collaborazione con Teatro Colosseo di Torino presenta
ROSSINTESTA
Paolo Rossi canta Gianmaria Testa
prima milanese
con Paolo Rossi - voce
Emanuele Dell'Aquila - chitarre
e i Virtuosi del Carso
coordinamento scenico Paola Farinetti
disegno luci Andrea Violato
fonica Francesco Groppo
canzoni originali di Gianmaria Testa

 

Mentre la voce di Gianmaria ha colmato i cuori della platea milanese, entra in scena Paolo Rossi, tutto stropicciato, coi capelli grigi arruffati, la barba incolta e ispida, non lunga ma neppure rasata bene. Solo gli occhi azzurri e taglienti come lame sono sempre quelli, salvo quando li spalanca fingendo stupore o stupidità, cose che fanno sbellicare dalle risa il pubblico caldissimo. “Non è un ricordo, non è una commemorazione o un omaggio” inizia a dire, “ma una festa, perché Gianmaria è ancora qui. Non avrebbe bisogno di presentazioni ma di soldi…”. Inutile dire che è cominciata la parte divertente dello spettacolo che ci porterà tutti prima a sorridere e poi a ridere e sganasciarsi, per poi di nuovo tacere, commossi.

Paolino Rossi presenta quindi Emanuele Dell’Aquila, che è stato il capo orchestra di Testa e ora lavora qui e suona la chitarra magistralmente, cantando e rispondendo a Rossi facendogli da spalla. “Perché a noi la santa muerte non ci spaventa” sta continuando a dire Paolo, “e così siamo qui sul palco anche senza Gianmaria perché lui non c’è più. Abbiamo perso giorni fa Dario Fo e voglio dedicare un ricordo a Enzo Jannacci” e a questo punto vengono citati i tantissimi grandi artisti oggi scomparsi che hanno lavorato assieme a Rossi, anche facendogli da maestri o da compagni di strada, insomma grandi amici. “Ma noi comici andiamo avanti! Ho conosciuto ben due cantautori, Enzo e Gianmaria, che era un uomo mite, tranquillo… Enzo no” e qui partono gli aneddoti che suscitano allegre risate.

Infine viene presentato lo spettacolo di stasera, che sarebbe suddiviso in tre capitoli: uno sull’arte dell’attore, il secondo porta degli inediti e racconti sulle donne e il terzo tocca la politica. “Poi c’è il bis. Lo diciamo prima così non perdiamo tempo. Noi alla fine usciamo, voi gridate bis e noi torniamo”. La prima canzone parla di un Arlecchino ma dei giorni nostri: Paolo sempre davanti al microfono e Dell’Aquila accanto a lui con la chitarra e, mentre la musica ci avvolge, ecco la magia di un sipario invisibile che si alza alle loro spalle e mostra una intera orchestra, i Virtuosi del Carso, che attacca delicatamente a suonare assieme a loro, mentre la voce di una donna si intreccia a quella di Rossi. E’ quella di Bika Blasko, una bella donna giovane dai capelli neri che suona, seduta alla destra del gruppo di musicisti, un bel violoncello elettrico e talvolta delle percussioni, oltre a cantare con voce purissima.

Sulla sinistra ci sono Stefano Bembi alla fisarmonica, Roberto Paglieri alla batteria e Alex Orciari al contrabbasso che talvolta scambia con un basso elettrico. Sono meravigliosi e mescolano suoni mediterranei con tonalità balcaniche visti i loro diversi luoghi di origine. Il duetto tra Paolo e Bika sarà descritto come ‘il duetto da circo’, ma raggiunge uno splendido effetto. Segue uno spazio focalizzato sulla maschera di Arlecchino, cui Rossi ha dedicato anni di vita teatrale. “Arlecchino nell’antichità si chiamava Arlequin” annuncia il nostro protagonista, offrendo varie versioni che ha condiviso con Gianmaria Testa sui palchi di mezza Italia. Il capitolo dedicato alle donne comincia con con un ballabile che I Virtuosi del Carso rendono affascinante, “Sotto le stelle del mare”.

Rossi elenca le quattro regole per un sano e duraturo matrimonio. “Primo: una persona che ti accetti così come sei. Secondo: una persona che ti stimoli, creativamente e culturalmente. Terzo: una che ti stimoli anche fisicamente. Quarta regola: che queste tre persone non si incontrino mai! Inoltre, mai dimenticare che il matrimonio è un’istituzione sacra che è nata quando l’aspettativa di vita era di 30 anni… io infatti l’ho fatto tre volte”. Segue una ironica parodia sul gruppo misto balcanico mentre il fisarmonicista viene chiamato ‘Igor’ perché sa anche ballare mentre suona, ma di fatto proviene dall’Istria. Quindi niente di meglio che raccontare cosa c’è “Dentro la maschera di Arlecchino” per dire che il pover’uomo non era servo di nessuno e che per tutta la vita ogni attore abita un altro: “e da tutta la vita” afferma Paolo Rossi “mi chiedo quell’altro cosa pensa di me…”.

Ancora un omaggio a Enzo Jannacci pensato assieme a Gianmaria Testa, quando assieme hanno scoperto che Enzo aveva dedicato una bellissima canzone a Fred Buscaglione: è quella del palo della banda dell’Ortica, che fa arrestare tutta la banda perché non ci vede per niente e resta per giorni e giorni in mezzo alla strada a chiedersi perché non tornino gli altri suoi compagni. “Entriamo nella parte giuridica” esclama l’artista dal palco. “Torino, io ci ho fatto il militare” e qui partono altre battute sul fatto che sia stato sergente dell’esercito “anche se molti non ci credono… ero carrista e nei carri armati bisogna esseri piccoli e io stavo su un carro con sette sardi, tutti piccoli”. La storia che lui avrebbe sfondato un muretto a un contadino sbagliando strada per poi fuggire nel quartiere dei bordelli del capoluogo piemontese fa troppo ridere e non finisce qui.

E’ doveroso spendere una parola a proposito di Paola Farinetti che si occupa in modo eccellente del coordinamento scenico, di Andrea Violato col suo disegno luci che ha saputo rendere gradevole agli occhi ogni singolo minuto dello spettacolo e di Francesco Groppo, che si è occupato della fonica permettendo che neppure per un istante ci fosse una nota fuori posto. E con questo intendo sottolineare quanto questo RossinTesta” sia un spettacolo di altissimo livello professionale oltre che musicale, magnifico e comico, teatrale… c’è davvero tanta roba, come il brano dedicato alla ‘Secessione delle acque’, tremendamente attuale e anche tenero, sebbene da brivido. Per parlare di politica infine Rossi dice poche cose, affermando che “è una missione impossibile fare la parodia di una parodia…” per cui ha raggiunto la conclusione che “i nostri politici sono solo psicopatici, ecco perché non ne parliamo volentieri”, ma le battute sono arrivate comunque e le risate pure.

Tutti i testi di Gianmaria Testa ci hanno fatto sognare, come ‘La giostra’ del finale e per concludere un ‘Post-moderno rock’. Come da copione, c’è un bis alla fine ed è una vera e propria sfida tra musicisti sul virtuosismo di ciascuno, partendo con un inizio di polka che si trasforma in momenti indimenticabili. E, a sorpresa, il bis dopo il bis è un omaggio a Lucio Battisti con ‘I giardini di marzo’ eseguita però in modo tale da farne una canzone di lotta. Si finisce per davvero con solo Paolo ed Emanuele sul palco a eseguire ‘Ho visto un Re’, che parte in la, sì, il re in la…

E per chi non volesse perdersi questo straordinario show, ecco la lista delle prossime tappe del tour:
4 novembre GENOVA, Politeama Genovese
15 novembre VERCELLI, Teatro Civico
16 novembre, CADELBOSCO DI SOPRA (RE), L’Altro Teatro
17 novembre PADOVA, Cinema Teatro MPX
19 novembre RIMINI, Teatro Ermete Novelli
1 dicembre CASALMAGGIORE (CR), Teatro Comunale
2 dicembre BOLOGNA, Teatro delle Celebrazioni
28 marzo 2017 CERTALDO (FI), Cinema Teatro Boccaccio
29 marzo 2017 MASSA, Teatro Guglielmi
8 aprile 2017 VARESE. Teatro di Varese
9 aprile 2017 ALBA (CN), Teatro Sociale G Busca
Il calendario è in continuo aggiornamento con nuove date in via di definizione. Per ogni informazione consultate l'Agenda Spettacoli sul sito ProduzioniFuorivia.it

 

Teatro Menotti - via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20.30, domenica ore 16.30
Biglietti: intero 26,50 € (25,00 € + 1,50 € prevendita), ridotto over/under 14,00 € (12,50 € + 1,50 € prevendita), ridotto convenzionato aziende, cral etc.16,50 € (15,00 € + 1,50 € prevendita), ridotto studenti e associazioni 11,50 € (10,00 € + 1,50 € prevendita), ridotto operatori 6,00 € (5,00 € + 1,00 € prevendita), ridotto scolastiche mattinée 10,00 € (9,00 € + 1,00 € prevendita), ridotto scolastiche serale 11,50 € (10,00 € +1,50 € prevendita)
Durata: 75 minuti senza intervallo

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Giulia Tatulli, Ufficio stampa Teatro Menotti
Sul web: www.teatromenotti.org

TOP