Rosalyn - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Sabato, 13 Gennaio 2018 

Fino al 21 gennaio “Rosalyn”, thriller psicologico scritto da Edoardo Erba e diretto da Serena Sinigaglia, è in scena al Teatro Carcano di Milano.

 

ROSALYN
di Edoardo Erba
con Marina Massironi e Alessandra Faiella
scenografia Maria Spazzi
costumi Erika Carretta
sound e light design Roberta Faiolo
regia Serena Sinigaglia
produzione Nidodiragno| Coop CMC, Sara Novarese| Teatro del Buratto

 

Lo spettacolo è la storia di Esther O' Sullivan, una scrittrice americana di successo, che viene convocata dalla polizia, perché la sua penna stilografica è stata ritrovata addosso a un cadavere. L'omicidio è avvenuto quattro anni prima a Toronto, in Canada, ed Esther scopre con sgomento di essere la principale indiziata, anche se lei non conosceva la vittima... o sì? Con riluttanza e procedendo a spizzichi e bocconi, la scrittrice racconta l'accaduto a partire dal suo viaggio nella città canadese per presentare un libro sulla vera natura del Sé, sino al suo incontro con una goffa e rozza donna delle pulizie, Rosalyn. Malgrado le evidenti differenze di cultura ed estrazione sociale, Esther rimane colpita da Rosalyn, tanto da regalarle una copia del suo libro e chiederle di farle da guida per la sua città. Tra confessioni sconcertanti e tentativi di nascondere la realtà, sarà la stessa Esther a dover scoprire l'accaduto, ancora prima della polizia.

La scenografia di “Rosalyn” è sicuramente d'effetto. Riproduce una stanza per interrogatori, con il pavimento bianco che, illuminato dalla luce che proviene dall'alto, risalta in modo quasi fastidioso sul resto dello spazio vuoto e buio. Il pavimento stesso è in realtà una grande pedana irregolare, inclinata verso il pubblico e rialzata rispetto al suolo del palco, al cui centro è fissato uno sgabello dove siede Esther. Il divario tra la pedana/pavimento e il palco è percorribile e forma qua e là dei “pozzetti” in cui sono conservati alcuni piccoli elementi di scena.

Mentre Esther è quasi sempre sotto la luce dei riflettori, Rosalyn entra ed esce di scena cambiando frequentemente abito, di fatto sostenendo il gioco di flashback su cui si basa l'impianto narrativo che raggiunge il suo climax nel momento della rivelazione della personalità dissociata di Esther. L'istante in cui la scrittrice, vittima di un amante violento, se ne rende conto è permeato di una notevole tensione che il pubblico non fatica a percepire e a condividere. 

Parafrasando le parole di Serena Sinigaglia, possiamo dire che Rosalyn” è un thriller psicologico, un gioco di specchi violento che non lascia via di scampo per nessuno. Lo spettacolo parla di violenza, sia fisica che psicologica, di oppressione e soprattutto di repressione della nostra vera natura, che d'altronde è la vera fonte di tutti i guai di Esther. Non è un caso che il romanzo della protagonista sia incentrato proprio sulla vera natura del Sé: si tratta di un indizio, il primo di una serie che è meticolosamente disposta lungo tutto l'arco narrativo. Lo spettatore non deve fare altro che cogliere questi indizi e cercare di dare loro un senso.

Lo spettacolo ha ricordato in chi scrive un libro da poco pubblicato in Italia, Una stanza piena di gente* di Daniel Keyes, e forse per questo la rivelazione finale di Rosalyn non è giunta completamente inaspettata com'era indubbiamente nelle intenzioni dell'autore. D'altronde, anche non avendo letto il libro di Keyes, il tema della dissociazione di personalità è stato sfruttato con una certa frequenza negli ultimi anni, sia in letteratura che al cinema e in televisione, e non costituisce quindi fonte di originalità. A fare la fortuna di “Rosalyn” sono dunque le due interpreti, Marina Massironi e Alessandra Faiella, che danno vita a personaggi vividi e convincenti e si muovono con fluidità lungo tutte le fasi della storia, dando il meglio di se stesse nei bruschi cambi di registro dal comico al drammatico. In fondo, non sempre una storia ha bisogno di essere completamente nuova, per essere bella.

Note:
“Una stanza piena di gente”: libro di Daniel Keyes pubblicato in Usa nel 1981 e in Italia nel 2009. Si tratta della biografia di William /Billy Milligan, il primo criminale a essere assolto in tribunale per un disturbo mentale chiamato della personalità dissociata negli anni Settanta. In Milligan furono identificate ventiquattro personalità diverse, che il soggetto stesso descrive riunite in una stanza. Sempre secondo Milligan, la personalità emergente in un dato momento si poneva al centro della stanza stessa, sotto la luce di un riflettore proveniente dall'alto.

 

Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a giovedì e sabato ore 20.30, venerdì ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: poltronissima € 34, balconata € 25, ridotto over 65 € 22/18/17/14.50, ridotto under 26 € 15/13.50 (è valido l’abbonamento “Invito a Teatro” (tagliando Teatro del Buratto))
Durata spettacolo: 80 minuti (no intervallo)

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

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