Romeo e Giulietta - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 26 Febbraio 2017 

Dal 14 febbraio al 5 marzo. La storia d'amore più famosa di sempre, che Shakespeare raccontò più di 400 anni fa, oggi si veste di nero, di graffiti e di sigarette, nel nuovo “Romeo e Giulietta” diretto da Andrea Baracco. Alessandro Preziosi (eccezionale Mercuzio ambiguo e mattatore), Antonio Folletto (inquieto, giovane, appassionato Romeo) e Lucia Lavia (una Giulietta matura e disperata) sono protagonisti di uno spettacolo di contrasti, in cui l'impatto visivo non snatura l'immortale anima shakespeariana.

 

KHORA.teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo presentano
ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare
traduzione Salvatore Quasimodo
con Antonio Folletto, Lucia Lavia e Alessandro Preziosi
e con Gabriele Portoghese, Elisa Di Eusanio, Woody Neri, Roberta Zanardo, Giacomo Vezzani, Mauro Conte, Dario Iubatti, Laurence Mazzoni, Daniele Paoloni, Alessia Pellegrino
scene Marta Crisolini Malatesta
costumi Irene Monti
luci Pietro Sperduti
musiche Giacomo Vezzani
regia Andrea Baracco

 

Mercuzio indossa un gilet di pelle luccicante di borchie e pietre. La balia fuma in scena. La writer Giulietta scrive sul muro. Romeo, adolescente come tanti, canta chiuso nella sua cameretta. Ecco il Romeo e Giulietta” contemporaneo e un po’ dark nel nuovo allestimento di Andrea Baracco. Tra le opere di William Shakespeare, la tragedia dei due innamorati nati sotto contraria stella è forse la più rappresentata, citata, copiata, cantata, di certo la più conosciuta. E dopo 400 anni di repliche e adattamenti, che sia proposta fedele al testo originale o irrispettosamente stravolta, rappresentarla diventa difficilissimo, a forte rischio noia o snaturamento. Baracco riesce invece in uno spettacolo visivamente d’impatto, con slanci creativi e giochi di contrasti. Contamina la traduzione purista di Salvatore Quasimodo con elementi moderni, mescola musiche di David Bowie con lo Stabat Mater e De Andrè, decora abiti contemporanei con gorgiere seicentesche, veste Giulietta con un abito a metà tra etereo tutù e armatura argentata. Il risultato è un Romeo e Giulietta fedele all’intenzione di Shakespeare ma di cui il regista esalta l’anima moderna. Ora, dopo il successo dell’anteprima nazionale della scorsa estate nell’ambito della rassegna dell’Estate Teatrale Veronese per il quarto centenario della morte di Shakespeare, lo spettacolo è al Teatro Eliseo di Roma: debutto la sera di San Valentino e repliche fino al 5 marzo.

Per raccontare la tragica storia dei due giovani che si amano e nel loro amore si consumano, Baracco sceglie di aprire con il prologo in inglese, omaggio alla tradizione shakespeariana. Ma ciò che subito dopo colpisce è l'efficace scenografia, opera di Marta Crisolini Malatesta. Le dimore dei Capuleti e dei Montecchi sono due grandi teche di vetro e metallo che si fronteggiano sul palco, fredde e trasparenti. L'antico odio da cui sgorgano nuovi tumulti. Come in vetrina, i personaggi si muovono all'interno delle loro scatole di vetro, ora con irruenza ora con altezzosità, e anche chi di loro non parla mai, come la madre di Romeo (Alessia Pellegrino), mantiene espressioni, gesti e non-movimenti sempre glacialmente eleganti e pesati. E' evocativa rappresentazione di uno scontro generazionale in cui gli adulti, ingabbiati nel loro rancore, protetti dietro al vetro come in acquario o affacciati alla balaustra, osservano i giovani occupare con slancio il centro del palco e correre per tutto lo spazio fino alla platea. Eppure saranno proprio loro, i giovani, i Romeo-Giulietta-Mercuzio-Tebaldo-Paride a morire, mentre gli adulti sopravviveranno nella loro fortezza.

Giulietta colora le pareti trasparenti con un pennarello rosso, con i nomi delle rispettive casate o con i bei versi del sonetto 147 “il mio amore è come una febbre”. E davvero è folle come una malattia, l’amore dei due adolescenti che nell’arco breve di soli quattro giorni li fa incontrare, innamorare, cercare, sposare, amare, allontanare, struggere e poi distruggere. Quattro giorni in cui Romeo e Giulietta crescono tragicamente e da bambini diventano adulti. Romeo è certo il più impulsivo, fresco e appassionato tra i due. Si strugge d'amore per Rosalina e un momento dopo fa lo stesso per Giulietta; è il tipico adolescente inquieto, spontaneo negli scherzi, istintivo nei sentimenti. Ed è una bellissima rivelazione Antonio Folletto che riesce e infondere nel personaggio quell’enfasi adolescenziale che lo rende reale e moderno, grazie ad un’interpretazione nervosa, viva e appassionata, nei toni come nei movimenti (per tutto lo spettacolo Romeo corre, si agita, spinge, si muove). Decisamente più tradizionale è invece Lucia Lavia nel ruolo di Giulietta, forse volutamente fuori dal coro, a partire dal suo tenue abito adolescenziale che stride con gli altri, aggressivi in pelle, scollature profonde e colori scuri, fino alla sua recitazione più impostata, in mezzo alle altre più spontanee. Ciò che purtroppo si avverte è un'interpretazione troppo monocorde, ed è un peccato, perché invece Giulietta, lungi dall’essere solo la quattordicenne dolce e romantica, è il personaggio che nel corso del racconto più si evolve e vive stati d’animo e esperienze diverse. Da fanciulla ingenua e figlia modello si trasforma in eroina determinata e consapevole, innamorata ma razionale - in grado di rifiutare gli sperticati giuramenti di Romeo riconoscendo troppo impeto e repentinità nel loro amore.

Poi naturalmente c’è Mercuzio, istrionico funambolo di parole, spirito libero, sfacciato ammaliatore, amico sincero, beffardo verso l’amore di cui lui stesso si ritrova vittima. Alessandro Preziosi è bravissimo, nonostante lo scarto generazionale che potrebbe lasciare scettici ma che sul palco viene immediatamente annullato. Dal suo ingresso, appariscente e luccicante sotto i riflettori, fino alla scenografica uscita di scena, diventa protagonista della scena. Mercuzio è ironico, volgare, aggressivo, ambiguo e Preziosi lo interpreta con forte carisma e un'interpretazione ironica e camaleontica, virando registro di continuo e creando una figura enigmatica, virile e femminile allo stesso tempo. Tra doppi sensi e ammiccamenti, strizzando inevitabilmente l'occhio al personaggio del film di Baz Luhrman, l'attore veste il suo Mercuzio di un amore e una gelosia nuovi verso Romeo.

Tra gli altri, fluide e naturali sono le interpretazioni di Dario Iubatti come fidato e quieto Benvolio e di Woody Neri, dispotico Padre di Giulietta e carismatico padrone di casa che accoglie gli invitati alla sua festa con il piglio di uno show-man. Ma soprattutto quella di Elisa Di Eusanio, ottima, che dà alla Balia un taglio nuovo e con sicurezza e talento propone una nutrice atipica, forte, maliziosa e concreta.

Quasi tre ore di spettacolo scorrono senza pesantezza e il regista può dare un taglio cinematografico a scene fondamentali come quella del primo incontro tra i due (durante la festa in casa Capuleti in cui tutti ballano, come in una discoteca, Giulietta e Romeo si vedono e si avvicinano al rallentatore, centrati da un fascio di luce bianca - che li sospende nel loro amore spegnendo tutti gli altri intorno - e si conoscono in un bacio). Può concedersi (ma peccato lo faccia!) tagli alla traduzione di Salvatore Quasimodo (il primo celebre scambio di battute tra Romeo e Giulietta che qui viene appunto riassunto e racchiuso nel bacio). Può concedersi libertà poetiche tali da far incrociare gli sguardi dei due amanti un'ultima volta, nella cripta, giusto per il tempo di un'ultima sigaretta insieme prima dell'ineluttabile destino, sulle note di David Bowie, in un finale che colpisce e stimola commenti.

Molto efficaci le luci di Pietro Sperduti per tutto lo spettacolo; i ricercati costumi sono di Irene Monti, la toccante commistione di brani musicali è curata da Giacomo Vezzani.

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì/giovedì/venerdì/sabato ore 20 – mercoledì e domenica ore 17
Botteghino: lunedì ore 13/19 – dal martedì al sabato ore 10/20 – domenica ore 10/17
Biglietti: platea 40€ - I balconata 35€ - II balconata 27€ - III balconata 20€

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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