Rodolfo Laganà e Milena Miconi in scena al Teatro Sistina con la commedia musicale “Campo de’ Fiori”

Scritto da  Mercoledì, 31 Ottobre 2012 

Campo de Fiori

Presentata alla stampa, in anteprima nazionale al Teatro Sistina, la commedia musicale “Campo de’ Fiori”, scritta da Rodolfo Laganà (che ne è anche protagonista) e Gianni Quinto, giovanissimo e talentuoso autore teatrale che alla commedia partecipa anche in veste di attore. Lo spettacolo debutterà martedì prossimo 6 novembre e sarà in scena al Sistina fino al 25 novembre. Nell’atmosfera magica di Campo de’ Fiori, che è il luogo “dove tante cose accadono e tante altre si raccontano”, si rappresenta la storia di Cesare (Rodolfo Laganà), “fruttarolo” romano, e Claudia (Milena Miconi), la fioraia sua “vicina di banco”.

 

Il Sistina e AB Management presentano
Rodolfo Laganà in
CAMPO DE’ FIORI
commedia musicale di Gianni Quinto e Rodolfo Laganà
con Milena Miconi
e con Marco Passiglia, Renato Raimo, Tonino Tosto, Gianni Quinto
musica di Roberto Giglio
coreografie di Maria Luisa Rubulotta
scene di Gianluca Amodio
costumi di Patrizia Pontesilli
disegno luci Fabio Persia
regia di Pino Quartullo

 

Alla presenza di tutto il cast è il regista Pino Quartullo che prende la parola e illustra come l’idea di questo lavoro sia nata da una precisa volontà di Rodolfo Laganà e di Gianni Quinto di raccontare la romanità attraverso la scelta di un luogo simbolo di Roma, dove si fondono tradizioni consolidate e nuove tendenze: il mercato di giorno, la movida dei giovani di notte, i turisti. Una realtà animata da origini e tendenze diverse al punto da definirla più “mitteleuropea” del nord.
Una commedia corale, popolare e proletaria, così la definisce il regista, che con Laganà ha condiviso in passato l’esperienza del laboratorio di Gigi Proietti.
La scelta di rappresentare Campo de’ Fiori – aggiunge Quinto - deriva anche dal fatto che, a guardarla da una certa prospettiva, questa piazza sembra una perfetta scenografia teatrale, con la statua di Giordano Bruno, con i giovani che hanno fatto di questo luogo un punto di aggregazione dove bevono, fumano, ma parlano anche di cose serie.
Con questa commedia - afferma Laganà - si è voluto dar voce a quella romanità sana, gioiosa e giocosa, mai volgare. La definisce una commedia “alla Garinei e Giovannini”, autori che hanno fatto la storia di questo teatro. Ha poi tenuto a sottolineare quanto il romano non corrisponda affatto a quello stereotipo che lo ravvisa strillone o coatto, ed esprime il suo manifesto orgoglio di essere romano, di non sentirlo affatto come un demerito. Evidenzia come in questa commedia abbia piuttosto dato voce alle caratteristiche positive, toccando anche argomenti importanti (la disoccupazione, le separazioni) in una particolare modalità che definisce “a striscia”. 
L’idea di Laganà è quella di voler dare seguito a questa prima opera, realizzando altre commedie, rappresentando ancora Roma attraverso le sue piazze più famose, e pensa a Trastevere, Fontana di Trevi, Piazza Navona perché Roma “mi protegge, mi accoglie, mi ispira”.
Una commedia “sofferta”, la definisce ancora Laganà, riferendosi anche all’impegno della produzione in un momento che non è dei migliori per quanto riguarda gli investimenti in opere teatrali; passa allora a ringraziare la produzione, la AB Management di Andrea Bianco e Fabio Censi, presenti in sala, per lo sforzo produttivo profuso in un’opera inedita, in controtendenza alla ormai consolidata abitudine di riproporre troppo spesso titoli famosi.
Milena Miconi sottolinea la caratteristica di questa commedia di parlare di tradizioni, di tempi andati, e di sentire particolarmente vicino a sé il suo personaggio, una donna con delle difficoltà e con un lavoro modesto ma forte e determinata ad andare avanti.
Marco Passiglia, nel ruolo di Alvaro, un operatore ecologico, rileva l’aspetto “proletario” di questo lavoro, in cui si rappresenta una realtà partendo dal basso, raccontando Campo de’ Fiori in maniera un po’ “favolistica”, e delineando quella che è l’ora più bella per la piazza, le cinque di mattina, quando i topi escono dai tombini e… lo aiutano nel lavoro.
Renato Raimo interpreta Annibale: “Sono stato chiamato una sera da Quartullo perché gli serviva un bastardo, ed eccomi qua”, e prosegue evidenziando quanto si sia gradualmente affezionato al testo, uno spettacolo nuovo che ha preso vitalità e forma in divenire. Lui sarà l’antagonista, colui che sposterà l’equilibrio della storia d’amore.
Tonino Tosto è Tiberio, il padre di Cesare che dovrà destreggiarsi tra un figlio giocoso e burlone che passa il tempo inseguendo un sogno e che malgrado l’età vive ancora in famiglia, e l’esigenza di vendere casa in cambio di un bel po’ di soldi.
Grande entusiasmo, espresso dagli autori e dal regista, per le musiche composte da Roberto Giglio, che faranno da colonna sonora alla commedia. Alcuni sono brani inediti scritti da Giglio propriamente per questo spettacolo “andando incontro a nuove idee con una rapidità sorprendente di scrittura” - evidenzia con personale fervore Quinto, che si definisce completamente stregato da queste canzoni -, altri brani sono tratti dal cd “Cinecittà” e appositamente riadattati per l’occasione.
Una collaborazione nata per caso dall’ incontro avvenuto ad un concerto di Giglio in cui Laganà – lo dichiara egli stesso - si è trovato sorprendentemente a immaginare che quelle canzoni, raccolte nel cd “Cinecittà” che è un omaggio alla nostalgia e alla modernità di Roma, fossero state scritte per questo spettacolo.
Ci sarà anche la versione strumentale della famosissima canzone “Campo de’ Fiori” di Antonello Venditti, invitato alla prima, emblema di una romanità doc. “E’ una lingua nobile il romanesco, - interviene nuovamente Laganà – è la lingua parlata nel cinema degli anni Cinquanta”. “L’italiano vero non lo parla nessuno, ogni attore italiano ha il suo dialetto” -  aggiunge Quartullo - riferendosi a grandi attori e citando Roberto Benigni e Massimo Troisi.
I ballerini, Jean Michel Danquin, Danilo Aiello, Natalia de Maria, Gianfranco Gallo, Gloria Rossi e Ylenia Tocco sono diretti dalla coreografa Maria Luisa Rubulotta la quale, ringraziando il regista e auspicando l’apprezzamento del suo lavoro, sottolinea come i suoi ragazzi saranno un costante filo conduttore in tutta la commedia perché oltre a ballare, canteranno e reciteranno.
Il grande senso di coesione e sintonia che è emerso tra tutti i componenti del cast, sommato alle qualità artistiche di ognuno, lascia presagire una buona riuscita del prodotto scenico, che il pubblico romano – ce lo auguriamo -  non potrà non apprezzare.
Sarà una commedia brillante e divertente, poetica e leggera, in cui l’amore, la tradizione e il desiderio della realizzazione di un sogno saranno gli elementi portanti, un’opera che riprenderà i canoni della commedia musicale tradizionale che ha fatto la storia di questo teatro. E in chiusura la dedica a Garinei, da parte dei produttori, suscita l’applauso unanime e condiviso dalla platea e da tutto il cast.

 

Teatro Sistina - via Sistina 129, Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/4200711, mail
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Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: da martedì a venerdì poltronissima € 38, poltrona € 35, I galleria € 35, II galleria € 30, III galleria € 24; sabato e domenica poltronissima € 40, poltrona € 37, I galleria € 37, II galleria € 32, III galleria € 26

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Massimo Natale, Ufficio stampa Teatro Sistina
Sul web:
www.ilsistina.com

 

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