Robe dell'altro mondo - Teatro Palladium (Roma)

Scritto da  Domenica, 05 Maggio 2013 

Ad un anno dalla partecipazione, salutata con grande entusiasmo da pubblico e critica, al festival Quirino Autogestito, rassegna di Teatro Indipendente Giovane Curioso Civile, con l'incandescente e creativo testo drammaturgico "Idoli", ritorna sui palcoscenici romani una delle giovani compagnie più caparbie ed originali nell'affrontare i fantasmi e le fobie del contemporaneo attraverso una contaminazione di linguaggi dalle singolari potenzialità espressive ed un'ironia caustica ed accattivante, tale da consentire di accostarsi alle più dolorose tragedie che costellano il nostro quotidiano senza sconfinare nel patetismo o nel sensazionalismo di certa cronaca deteriore. Nell'ambito della rassegna Teatri di Vetro approda al Palladium l'ultimo lavoro della compagnia Carrozzeria Orfeo, "Robe dell'altro mondo", che conferma senza riserve il suo luminoso talento e la sua concezione artigianale del teatro tale da investire tanto la scrittura drammaturgica quanto ogni aspetto della sua traduzione scenica.

  

Carrozzeria Orfeo presenta
ROBE DELL'ALTRO MONDO
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Roberto Capaldo
interpreti Gabriele Di Luca, Giulia Maulucci, Massimiliano Setti, Roberto Capaldo
musiche originali Massimiliano Setti
luci Diego Sacchi
costumi Nicole Marsano e Giovanna Ferrara
disegni e locandina Giacomo Trivellini
organizzazione Luisa Supino
prodotto da Carrozzeria Orfeo
con il sostegno produttivo di Residenza Idra
in collaborazione con Teatro Excelsior di Reggello, Benevento Città Spettacolo, La Corte Ospitale, Teatro Stabile di Napoli e Napoli Teatro Festival Italia
con il contributo di Fondazione Cariplo

 

 

Ebbene sì, gli alieni sono sbarcati sulla Terra. Nessuna malvagia invasione nello stile di una "guerra dei mondi" di wellesiana memoria. Nè tantomeno inquietanti desquamazioni di lucertoloni pronti ad inghiottirci in un sol boccone o teneri extraterrestri con il ditone puntato nostalgicamente verso una patria galattica ormai lontana. Gli alieni di Carrozzeria Orfeo sono atterrati sul nostro pianeta ormai ridotto letteralmente allo stremo, piagato da una crisi economica, sociale ed umana ottundente, per venire in nostro soccorso con i loro poteri soprannaturali. Si confondono inizialmente tra di noi, che li accogliamo come un miracolo, la salvifica panacea capace di polverizzare in un baleno tutte le nostre disgrazie; ben presto però il potere costituito, il cui strumento principe per controllare le masse è quello di lasciarle annichilite nell'ignoranza e nella sofferenza, soggiogandole grazie ai media sapientemente manipolati, comincia ad avvertire nei loro confronti una certa insofferenza, un fastidio che ben presto diverrà intollerabile. Ecco che ha allora inizio una scientifica strategia di demonizzazione di queste generose creature, che trova immediatamente terreno fecondo nell'ostinata tendenza ad ostracizzare il diverso - che sia gay, extracomunitario, zingaro o appartenente ad un'altra fazione politica -, tendenza che ormai costituisce uno dei capisaldi del nostro vivere in comunità. I salvatori poc'anzi osannati si tramutano così istantaneamente in pericolosi nemici da eliminare con efferata violenza, in una carneficina che ripristinerà il precedente, rassicurante immobilismo, con il sottofondo estenuante dei notiziari radiofonici e televisivi, affettati corifei sempre pronti ad assecondare i dictat invasivi del potere politico, confondendo fatti realmente accaduti con leziosi pettegolezzi e sordide calunnie orchestrate ad arte.
Carrozzeria Orfeo racconta l'intera parabola di queste singolari vicende suddividendola in quadri apparentemente slegati l'uno dall'altro - l'incontro di due tutt'altro che remissivi anziani sul pianerottolo di casa al ritorno dalla spesa quotidiana, una coppia di gay extracomunitari alle prese con le asperità del processo di integrazione e con un imprevisto in fasce piombato tra le loro amorevoli braccia, uno squallido imprenditore-politicante diviso tra le sollazzanti cure di una massaggiatrice cinese e gli ordini impartiti ad un portaborse tanto zelante quanto senza scrupoli, le prime tenere avvisaglie dello sbocciare del sentimento tra due fanciulli seduti su di una panchina al parco; questi quadri vengono rimontati con uno stile di chiara ispirazione cinematografica che si avvale copiosamente della tecnica dello "sfalsamento temporale", sostanziata di flashback e flashforward, che riannodano i fili della narrazione, svelando come tutti gli episodi siano in realtà tra loro concatenati, anzi come ciascun frammento inneschi il successivo in una sorta di reazione a catena.
La drammaturgia di Gabriele Di Luca è acuta, accattivante, impetuosa, rifugge con decisione dal verbosismo e da astratte elucubrazioni intellettualoidi, per affrontare piuttosto il nucleo tematico centrale, con il piacere di raccontare una storia che conquisti con semplicità ed immediatezza l'attenzione del pubblico. Obiettivo assolutamente riuscito, in virtù del calibrato equilibrio tra la carica irrisoria adottata per tratteggiare la realtà e la drammaticità degli eventi che contrappuntano l'intreccio, sprofondando senza concedere sconti in angoli oscuri della nostra esistenza, come la malattia, la povertà, l'intolleranza, la solitudine, finanche la morte. Una drammaturgia che, secondo la cifra stilistica distintiva e fortemente personale di Carrozzeria Orfeo, emerge in maniera dirompente dall'incontro tra il fascino immortale del teatro di parola e un vigoroso lavoro sul corpo attoriale.
Significativo l'utilizzo per tutti i personaggi di maschere che, se da un lato offuscano i connotati dell'interprete, generando una sensazione straniante di isolamento, spersonalizzazione, abbrutimento esistenziale e grottesca metafora del nichilismo contemporaneo, dall'altro rievocano il linguaggio caratteristico del fumetto in una fusione e contaminazione di mezzi espressivi in grado di dar vita ad atmosfere surreali, in un'affascinante sospensione tra l'atroce violenza della società attuale e il paradossale e fumettoso universo dei cartoons. Un contrasto ed una sospensione ben sottolineati dall'allestimento scenografico sostanzialmente minimalista, dall'originale alternanza di luci ed ombre (sofisticato il disegno luci di Diego Sacchi) e dai costumi colorati e sgargianti (curati da Nicole Marsano e Giovanna Ferrara); preziose e suggestive anche le musiche originali composte da Massimiliano Setti, contraddistinte da una sintesi di post-rock ed elettronica che ben si addice alle dinamiche e ai repentini passaggi narrativi della pièce.
Generose, energiche ed emozionanti le interpretazioni dei protagonisti in scena - Gabriele Di Luca, Giulia Maulucci, Massimiliano Setti, Roberto Capaldo - solamente quattro ma, grazie all'utilizzo delle maschere e soprattutto alla loro versatilità, capaci di destreggiarsi tra oltre una decina di ruoli diversi. Carrozzeria Orfeo può senz'altro annoverare tra le frecce al proprio arco, oltre ad una creatività drammaturgica di non comune sottigliezza e brillantezza, anche un ensemble di interpreti di grande solidità e affiatamento. E forse il segreto dell'originalità di questi giovani e talentuosi artisti risiede proprio nell'intesa e coesione che sembra coinvolgerli nel progetto, nonchè nella concezione squisitamente artigianale del teatro comunicata dai loro lavori, in cui tutti i membri della compagnia collaborano a trecentosessanta gradi, dalla direzione registica all'interpretazione sul palcoscenico, passando per la composizione delle musiche e gli aspetti più propriamente organizzativi.
"Robe dell'altro mondo" conferma distintamente la chiarezza di intenti e la padronanza espressiva di Carrozzeria Orfeo, una delle compagnie più interessanti ed anticonvenzionali dell'attuale panorama italiano, da tenere assolutamente d'occhio per scoprire le prossime evoluzioni del suo lavoro di ricerca. L'appuntamento con il debutto della sua nuova produzione "Thanks for vaselina" è fissato per il 29 e 30 agosto nell'ambito del festival Castel dei Mondi di Andria; nel frattempo, per ingannare l'attesa, gli spettatori milanesi potranno godersi una retrospettiva sulla sua intera trilogia al Teatro Out Off: dal 14 al 19 maggio sarà in scena proprio "Robe dell'altro mondo", il 21, 22 e 23 maggio "Sul confine" ed infine il 24, 25 e 26 maggio "Idoli".

 

 

Teatro Palladium - piazza Bartolomeo Romano 8, Roma (zona Garbatella)
Per informazioni: botteghino 06/57332768, dalle ore 17 alle 20 dal martedì alla domenica
Orario spettacolo: domenica 28 aprile ore 22.30

 

 

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Marialuisa Giordano e Raffaella Ilari, Ufficio stampa compagnia Carrozzeria Orfeo
Sul web: www.carrozzeriaorfeo.it - www.teatro-palladium.it

 

 

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