Road Movie - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 01 Aprile 2017 

Torna in scena per il terzo anno consecutivo “Road Movie” dopo il tutto esaurito delle stagioni precedenti. Angelo Di Genio è l’unico interprete di tutti i personaggi di un capolavoro diretto da Sandro Mabellini, in conferma del suo premiato talento. Un viaggio coast to coast di cinque giorni, di sentimenti e di paure, nell’America degli anni Novanta. Emoziona, fa riflettere, eccita, fa partire anche lo spettatore per una strada che rimane impressa nella memoria per molto tempo. Fino al 9 aprile.

 

Produzione Teatro dell'Elfo presenta
ROAD MOVIE
di Godfrey Hamilton
traduzione Gian Maria Cervo
regia Sandro Mabellini
musiche Daniele Rotella
pianoforte e violoncello Antony Kevin Montanari
con Angelo Di Genio

 

Ho difeso, ho difeso, il mio amore, viene alla mente la cover di Nights in White Satin dei Moody Blues (la più famosa è quella dei Nomadi) canzone degli anni Sessanta, sette minuti e passa di un dolce e combattivo inno all’amore. Adattata e riadattata, disco d’oro, seconda in classifica dopo Hey Jude dei Beatles, indimenticata nel corso del tempo che passa, cinematografica al punto giusto, Nights in White Satin l’ha voluta anche Tim Burton per cominciare una delle sue pellicole più recenti.

Ecco, non siamo poi così distanti da quel piccolo capolavoro di Godfrey Hamilton, per la regia di Sandro Mabellini, dove a difendere un amore c’è Angelo Di Genio (Premio Mariangela Melato al Miglior Attore Emergente). Di Genio difende il suo talento, adattandolo e riadattandolo a ogni personaggio di cui veste o sveste i panni. È solo lui che interpreta ogni singola figura di questo viaggio coast to coast disarmante, che dura cinque giorni di incontri, sofferenze e disperazioni, negli States degli anni Novanta quando Joel, gay, trentenne, parte per rincontrare il suo amore Scott. Di Genio difende il suo talento con una disinvoltura inspiegabile a parole: è molto di più di chi semplicemente ha studiato un testo e lo porta in giro da qualche anno nei teatri. Lo ama, lo vive, lo brama, quel testo, Di Genio, mentre recita, lo difende.

Angelo Di GenioSulla scena c’è qualcosa di schizofrenico, intimo, provocatorio e dolcissimo. Sullo sfondo, c’è una società che vive un profondo disagio: è l’America materialista che sta facendo i conti con le ferite della guerra del Vietnam che bruciano ancora o con la piaga dilagante dell’Aids, forse il leitmotiv dell’intero viaggio (non solo coast to coast ma anche dell’anima), che invita a riflettere, a conoscere, ad abbattere con un calcio prepotente preconcetti e paure. O forse la luce guida di questo percorso è soltanto l’amore, nella sua spiazzante totalità, non importa di chi, come o se dichiarato fino in fondo, è quell’amore che ho difeso, come si cantava all’inizio.

Il viaggio di Joel sono chilometri guidati in fretta e riflessioni, risate o colpi al cuore, anche nella testa dello spettatore. È un viaggio di ricordi di cose preziose, come accade nella dolcezza delle pagine di Leavitt tra La lingua perduta delle gru, per fare un esempio. Rievocazioni, non intenzionali, forse solo suggestioni agli occhi di chi vi scrive, ma che spero siano concesse. Mai banali, sempre ricercate, non sarete d’accordo, poco importa, il punto è che quel viaggio l’ho compiuto, in quei novanta minuti di spettacolo, ho percorso chilometri anche io, ricordi, persone, deliri, paure, sempre incantato e piacevolmente perduto in quello che in un certo senso, nonostante la disperazione, potrebbe essere inteso come un inno alla vita.

Due ultime osservazioni. Insieme a talento, coinvolgimento e sensibilizzazione, questo spettacolo gode di un altro termine che gli appartiene: intelligenza. La sua scrittura passa dal supplizio al cardiopalma, dall’eccitazione carnale alla poesia e, non ultimo, dalla risata al colpo al cuore, per la risata attraverso il colpo al cuore, un tourbillon emotivo composto dagli argomenti più difficili e importanti, e lo fa con estrema spigliatezza. Merito di un’ intelligenza studiata e che si palesa manifestamente quando si vogliono toccare alcune corde, riuscendoci in chiunque. Intelligenza dello scrittore, del regista, dell’attore.

Infine. Di Genio, riconoscente, tra i meritati, infiniti applausi finali, sorride. Parla al pubblico (lo spettacolo lancia appelli di prevenzione, anche in collaborazione con la LILA), ma mette da parte i personaggi, per quanto possibile, per rimanere l’artista di fronte al suo pubblico. Molti attori restano ancorati al proprio personaggio anche mentre si sta chiudendo il sipario ma spesso, il pubblico, ha bisogno di notare che a interpretare qualcosa c’è qualcuno. È la bellezza del teatro, dove l’uomo seduto in platea può accorgersi di un uomo che sta sul palco, dal sudore che ha sulla fronte mentre recita a un sorriso di riconoscimento finale mentre viene acclamato. Lo spettacolo in questione? Consigliatissimo. Necessario.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Bausch) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 19.30, domenica ore 15.30
Biglietti: intero € 32.50 / martedì posto unico € 21.50 / ridotto <25 anni - >65 anni € 17
Durata spettacolo: 90 minuti

Articolo di: Andrea Dispenza
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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