Ritratto di Signora - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Venerdì, 08 Gennaio 2016 

Al Teatro Libero di Milano, dal 5 al 10 gennaio, va in scena una prima nazionale, “Ritratto di Signora”, tratto dall'omonimo romanzo di Henry James (New York, 15 aprile 1843 - Londra, 28 febbraio 1916), scrittore e critico letterario statunitense. L'adattamento e la regia sono di Antonio Mingarelli, che ha modificato, in positivo, il finale. Silvia Giulia Mendola, bravissima come sempre, ci racconta con sentimento e trepidazione una storia tristemente vera, sempre attuale.



RITRATTO DI SIGNORA
da Henry James
adattamento e regia Antonio Mingarelli
con Silvia Giulia Mendola
movimenti di scena Elena Rolla
musiche Sara D’Angelo
suoni Alberto Onofrietti
produzione PianoinBilico/Teatri Della Plebe e Fondazione Egri-Bianco danza



Quando si accendono le luci, Silvia Giulia Mendola è già in scena, sul palco raccolto del Teatro Libero. E' seduta, in abito ottocentesco, al suo scrittoio. Il silenzio è rotto da un corpo maschile che avanza rumoroso a passi di danza. C'è qualcosa in lui di sgraziato, non armonioso, che lascia presagire un brutto sogno. Poi scompare.

La storia, di per sè, non è nuova, ieri come oggi. Lei è giovane, bella, sensibile, con la curiosità tra i moti dell'anima e un che di indefinito sempre in valigia. E con una grande valigia arriva infatti dagli Stati Uniti in Inghilterra, in compagnia di una vecchia zia. Crede di conoscere il mondo perché, nonostante la sua giovane età, tanto ha letto ed imparato. Ma si accorge di non conoscere nulla della vecchia Europa e ne è rapita.

La brava attrice è sola sul palco ma tutto è una polifonia di suoni, voci registrate e gesti, cosicchè il pubblico del Libero vede, grazie alla sua capacità evocativa e recitativa, tutti i personaggi che incontra: la zia, lo zio malato, i loro conoscenti. Arriva perfino a vedere la galleria dei quadri che una sera, al lume di candela, la bella attrice ammira in compagnia del cugino malato, segretamente innamorato di lei. E non è l'unico uomo ad amarla. Isabel è assediata dai pretendenti: c'è il ricco industriale, il nobile, il raffinato borghese; tutti la chiedono in moglie. Ma lei vuole la sua libertà, vuole vivere da indipendente, senza un uomo, coltivando il suo giardino interiore, tra impulsi felici ed aspirazioni. Meschinità, arroganza, paura? Ma come mai, dopo aver costretto uomini che l'amavano a non amarla più, si concede e sposa il più meschino, misogino, povero, un uomo che non ama la vita e che spegne quella che pulsa in lei?

Silvia Giulia Mendola si muove con grazia su una scena semi-vuota; pochi gli oggetti: uno scrittoio, un ombrellino, una valigia, una candela, una poltrona. Dei tanti personaggi, solo l'uomo che spegne una ad una le sue luci, ha un corpo, una voce vera e un egoismo tangibile.

Spettacolo attualissimo che spinge uomini e donne ad interrogarsi sui propri comportamenti culturali.


Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da lunedì a sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 21, under 26/over 60 € 15, allievi scuola Teatri Possibili con TPCard € 10 (prime rappresentazioni € 3), studenti universitari con tesserino € 10, prevendita € 1,50

Articolo di: Raffaella Roversi
Foto di: Marina Spironetti
Grazie a: Clarissa Mambrini, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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