Ritratto allo specchio, incontro con Margaret Atwood - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Sabato, 20 Settembre 2014 

Un incontro speciale, l’ultimo appuntamento della stagione del festival internazionale "Letterature", così presentato e calzante per la sua originalità. Una scrittrice la cui cifra sono l’ironia e l’impegno insieme per l’ambiente e i diritti delle donne, militante della scrittura e portatrice di un messaggio di ottimismo, un inno alla fantasia, talora surreale e sfrenata.

 

LETTERATURE Festival Internazionale di Roma presenta
RITRATTO ALLO SPECCHIO
incontro con MARGARET ATWOOD



Il Festival è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, con l'ideazione e direzione artistica di Maria Ida Gaeta, direttrice della Casa delle Letterature di Roma, la regia di Fabrizio Arcuri e l'organizzazione e produzione di Zètema Progetto Cultura. L’ultima serata di "Letterature" si è svolta eccezionalmente al Teatro Argentina, in collaborazione con il Teatro di Roma. Il Festival e il Teatro di Roma hanno reso insieme omaggio a una delle più grandi scrittrici viventi, la canadese Margaret Atwood, per la prima volta in tour in Italia in occasione della pubblicazione, presso il suo editore italiano Ponte alle Grazie, del suo ultimo libro "L’Altro Inizio" (ultimo volume della trilogia dell’AdamoPazzo) e della ripubblicazione del suo capolavoro "L’Assassino Cieco".

Primo tour italiano con i suoi libri ma non nei suoi libri, dal momento che la Atwood - poetessa, narratrice e saggista - che ha vissuto un periodo in Italia, vicino a Tivoli, ambienta il suo secondo romanzo proprio in un paesino immaginario dal nome di Terremoto. Uno scambio tra finzione e realtà, un’allusione metaforica alla quale cede volentieri la scrittrice canadese, intellettuale impegnata che si presenta come una scrittrice fantastica. Le sue pagine appaiono un fantasy ecologista e di taglio sociologico, in parte anche cyber letteratura, una sorta di Benni d’Oltreoceano.

La scrittrice di Toronto, anglofona, ha alle spalle una lunga carriera, legata ad un talento precoce per la scrittura e a una lunga serie di premi conquistati, insieme a 35 paesi dove i suoi libri vengono pubblicati. Tra i temi centrali l’ambiente e la necessità di non farsi imprigionare dalla paura per la natura - è il sentimento di rispetto che deve prevalere piuttosto - ma di affrontare con creatività il futuro, superando la catastrofe che lo stesso uomo ha provocato; l’arte della scrittura, il suo potere; la violenza e perfino la crudeltà; l’amore declinato nelle sue tante forme possibili per le quali la parola inglese love è davvero troppo povera e che spesso si lega alla violenza (ma non sempre tiene a precisare Margaret) e ancora il tema del controllo della sessualità - non tanto della sua repressione - soprattutto sul corpo delle donne.

L’incontro ha alternato letture a cura di Lucia Mascino e della stessa autrice (in inglese) con gli interventi e le domande di quattro autrici italiane: Maria Rosa Cutrufelli, Lia Migale, Bia Sarasini e Giorgia Serughetti.

Centrale dalla lettura dei brani la figura dell’uomo, di Adamo il suo archetipo che dà il nome alle cose, quindi dà il senso alla natura, mentre Adamo pazzo dà il nome alle specie estinte. Rispetto alla catastrofe imminente e poi avvenuta, ci sono tutti gli ingredienti della nostra società: il cinismo, il bioterrorismo, la manipolazione genetica che portano all’estinzione della contemporaneità. L’ultimo libro affronta il futuro, ammesso che esista come possibilità, ma l’autrice sembra ottimista e viene da chiedersi quale sia la possibilità e cosa sopravviva visto che non ritroviamo nemmeno i ‘buoni’, in questo nuovo paradigma verde. Soprattutto sembra che nessuna ideologia pur corretta possa fare a meno di implodere perché probabilmente la possibilità del futuro è altrove, non nelle idee, destinate comunque a fallire. Sopravvivono i vegetariani, gli scienziati dell’Adamo pazzo e la fantasia, il linguaggio. In qualche modo la letteratura con la sua capacità di reinventare le regole e di libertà è destinata al futuro anche se - forse dovremmo dire soprattutto grazie al fatto che - tiene a precisare Margaret, è finzione e non fa profezie. In questo senso la violenza non solo fa parte della storia, come i tempi moderni ne danno prova, ma la letteratura è piena di violenza, dalla Bibbia alla favole antiche; e aggiungerei in genere nei racconti dei bambini, la crudeltà è un ingrediente centrale forse proprio perché la violenza ha un effetto catartico, paradossale, liberatorio.

Interessante la lettura sulla sessualità contemporanea e l’ipotesi futuristica del sesso distillato dall’eros che diventa, per alcuni protagonisti dei suoi libri, puro piacere senza complicazioni, ma anche senza emozioni; oppure, come nel caso dei crackers, esercizio meramente riproduttivo mentre il mondo si orienta sempre più alla conservazione ossessiva della giovinezza del corpo che conserva la sua funzione riproduttrice. La spiegazione storica del controllo sul corpo delle donne e non tanto della sua sessualità in generale, avviene secondo la scrittrice con l’avvento dell’agricoltura che radica l’uomo sul territorio. Con la stanzialità nasce il concetto di proprietà e con essa di valore legato alla trasmissione. Questo fa sì che i figli siano una ricchezza e la riproduzione una misura della propria capacità e ricchezza, come anche il senso di un lascito (che senza destinatario perde di valore appunto). Il patriarcato prevale sul matriarcato perché la forza fisica e il coraggio restano gli strumenti principali per farsi strada nel mondo. La prospettiva cambia solo con l’avvento della tecnologia quando l’elemento della fisicità diviene del tutto secondario. Per il padre ai fini del controllo della propria ricchezza diventa fondamentale controllare di chi sono i figli e questo non può avvenire se non mettendo in condizioni di ‘prigionia’ la donna sia psicologicamente sia praticamente. La morale ha fatto il resto.

In conclusione, su note metalliche che hanno accompagnato la serata e le letterature in particolare con forte suggestione, l’immagine dell’uovo tanto amato da Margaret fin da bambina quando disegnava casette a forma di uova e si interrogava sul perché un coniglietto maschio - secondo la tradizione del suo Paese - portasse le uova a Pasqua. Ma soprattutto l’autrice è affascinata da una forma che è un microcosmo, un mondo che contiene un altro mondo in sé, un altro sé.



MARGARET ATWOOD
Margaret Eleanor Atwood, poetessa, narratrice, saggista canadese di lingua inglese, nasce ad Ottawa nel 1939. Figlia di un entomologo a causa delle ricerche del padre la piccola Margaret trascorre molti periodi dell'infanzia nelle grandi foreste del Quebec. Non frequenterà la scuola a tempo pieno fino all'età di 11 anni. Conseguito il diploma presso la Leaside High School, nel 1957 inizia gli studi accademici presso la Victoria University di Toronto. Allieva dello studioso Northtrop Frye, uno dei più importanti critici letterari canadesi, consegue la laurea con lode nel 1961. Negli anni Sessanta dello scorso secolo la Atwood ha affermato il suo precoce talento pubblicando le sue prime raccolte di poesie in cui fonde il mito e la fiaba, che sono stati uno dei suo particolari interessi fin dalla più tenera età, ad elementi autobiografici. La Atwood è stata la vincitrice del premio Arthur C. Clarke e del Premio Principe delle Asturie per la Letteratura, e anche del Booker Prize (finalista per cinque volte, vincitrice con L'assassino cieco nel 2000), ed è stata finalista anche per il Governor General's Award (Premio del Governatore Generale, un riconoscimento offerto dal Primo Ministro del Canada) vincendolo per due volte. Attivista femminista ha iniziato ad approfondire temi sociali come la liberazione della donna e il cambiamento dei ruoli sessuali già prima che questi venissero divulgati dallo stesso movimento femminista. Ecologista e ambientalista (è membro del Partito verde del Canada) ha intrecciato ai temi dell'identità sessuale le tematiche ambientali fin dai suoi esordi narrativi elaborando, con stile ironico e uno sguardo provocatoriamente visionario, una feroce critica della decadenza del sistema politico e sociale dell'Occidente, che prosegue in saggi come Dare e avere : il debito e il lato oscuro della ricchezza (Ponte alla Grazie, 2009). Tra le opere recenti i romanzi L'ultimo degli uomini, (Ponte alle Grazie, 2003), ambientato in una Terra post apocalittica con un solo sopravvissuto, Il canto di Penelope (Rizzoli, 2005), riscrittura dell'Odissea dal punto di vista femminile, L’anno del diluvio (Ponte alle Grazie, 2010), apologo sul futuro del pianeta, le raccolte di racconti Microfiction (Ponte alle Grazie, 2006), 35 racconti di soggetti disparati tra e Disordine morale (Ponte alle Grazie, 2007). Sempre nel 2007 ha pubblicato con l’editore Le Lettere la sua ultima raccolta di poesie La Porta. Ha recentemente pubblicato due romanzi, con l’editore Ponte alla Grazie: L’altro inizio, il romanzo con il quale l’autrice conclude la trilogia composta da L’ultimo degli uomini e L’anno del Diluvio e la riedizione di quello che viene definito il suo capolavoro L’assassino cieco. L’autrice si dedica con passione anche alla letteratura per bambini, scrivendo racconti e illustrandone le storie.

Bibliografia
La donna da mangiare, Longanesi, 1976,
Lady Oracolo, Giunti, 1986
Poesie, Bulzoni, 1986
Tornare a galla, Sella e Riva, 1988
Il racconto dell’ancella, Mondadori, 1988
Occhio di gatto, Mondadori, 1990
Fantasie di stupro e altri racconti, La tartaruga, 1991
Le uova di Barbablu, La tartaruga, 1995
Vera spazzatura e altri racconti, La tartaruga, 1997
L’altra Grace, Baldini&Castoldi, 1997
La donna che rubava i mariti, Baldini&Castoldi, 1998
La Principessa Prunella, Mondadori, 1998
L’assassino cieco, Ponte alle Grazie, 2001
Negoziando con le ombre, Ponte alle Grazie, 2002
L’ultimo degli uomini, Ponte alle Grazie, 2003
Il rude Ramino e Altre storie, Mondadori, 2004
Il canto di Penelope, Rizzoli, 2005
Inizi, Fandango, 2005
Microfiction, Ponte alle Grazie, 2006
Disordine morale, Ponte alle grazie, 2007
Mattino nella casa bruciata, Le lettere, 2007
Dare e avere. Il lato oscuro della ricchezza, Ponte alle Grazie, 2009
L’anno del diluvio, Ponte alle Grazie, 2010
La porta, Le lettere, 2011
Quassù sull’albero, Giralangolo, 2011
L’altro inizio, Ponte alle Grazie, 2014



LE QUATTRO INTERVISTATRICI
E’ un gruppo di quattro donne che lavorano in ambito culturale da diversi anni. Di recente hanno iniziato a lavorare insieme per avviare una serie di progetti in collaborazione con istituzioni e altri interlocutori che siano interessati a promuovere la produzione intellettuale delle donne come parte integrante e imprescindibile della nostra cultura. Ritengono , infatti, che dall’analisi e dalla riflessione sulla ricchezza dell’esperienza femminile possano derivare nuovi contenuti e nuove forme progettuali.

Maria Rosa Cutrufelli, narratrice
Lia Migale, economista e scrittrice
Bia Sarasini, giornalista culturale
Giorgia Serughetti, sociologa

Maria Rosa Cutrufelli, narratrice e saggista, ha pubblicato sette romanzi, tre libri di viaggio, un libro per ragazzi e vari saggi. Con i romanzi ha vinto cinque premi nazionali ed è entrata nella cinquina dello Strega. E' stata tradotta in ventidue paesi. Ha scritto diversi radiodrammi per la radiotelevisione italiana.

Lia Migale, economista e scrittrice, ha pubblicato numerosi saggi e racconti e romanzi tra cui “La donna del diavolo” (Voland 2009). E’ docente presso l’università di Roma 1 “La Sapienza”. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Ha svolto ricerche e portato a termine numerosi incarichi nell’ambito dell’Economia della cultura.

Bia Sarasini, giornalista e critica letteraria, ha scritto e condotto programmi di informazione e cultura per Radiotre. Per sei anni è stata la direttrice di Noi donne. Collabora con diverse testate tra cui il Secolo XIX, il quotidiano di Genova, sua città natale. E’ stata presidente della Società Italiana delle Letterate dal 2009 al 2011.

Giorgia Serughetti, studiosa di processi culturali, è assistente di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia dell'Università di Milano-Bicocca e lavora come ricercatrice sociale presso l'Associazione Parsec di Roma ed altri enti no profit. Ha pubblicato “Uomini che pagano le donne” Ediesse 2013.

Ideazione e direzione artistica Maria Ida Gaeta, direttrice della Casa delle Letterature di Roma
Casa delle Letterature www.casadelleletterature.it
info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 06 – 68134697 06 - 68134697
regia Fabrizio Arcuri
organizzazione e produzione Zètema Progetto Cultura srl www.zetema.it


Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: 060608 (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 21.00), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: mercoledi’ 17 settembre 2014, ore 21
Biglietti: ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili

Articolo di: Ilaria Gudiantoni
Grazie a: Patrizia Morici, Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura
Sul web: www.teatrodiroma.net - www.festivaldelleletterature.it

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