Riccardo III - Teatro Ambra Jovinelli (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 28 Ottobre 2015 

Al Teatro Ambra Jovinelli di Roma Massimo Ranieri interpreta "Riccardo III" nello spettacolo di cui firma anche la regia. Una nuova sfida teatrale per Ranieri, che torna in scena a Roma - per la seconda volta - con un allestimento imponente di 18 attori, la traduzione e l'adattamento di Masolino D'Amico, uno dei massimi anglisti al mondo, e le musiche composte appositamente da Ennio Morricone. Lo spettacolo che sarà in scena dal 22 ottobre al 1 novembre, si basa sull’intuizione di Ranieri di avvicinarsi all’inquietante regnante, genio della rappresentazione del potere, come fosse un attore che recita il ruolo del malvagio.

 

Rama 2000 International presenta
Massimo Ranieri in
RICCARDO III
di William Shakespeare
traduzione e adattamento di Masolino D’Amico
con Roberto Vandelli, Massimo Cimaglia, Paolo Lorimer, Carla Cassola, Margherita Di Rauso, Paolo Giovannucci, Giorgia Salari, Antonio Rampino, Gaia Bassi, Roberto Bani, Luigi Pisani, Antonio Speranza, Alessandro Parise, Mario Scerbo
scene Lorenzo Cutuli
costumi Nanà Cecchi
light designer Maurizio Fabretti
musiche originali Ennio Morricone
regia di Massimo Ranieri

 

Massimo Ranieri nei panni di Riccardo III conduce immediatamente lo spettatore nei territori della sfida e non solo quella di un Ranieri esclusivamente attore senza inflessioni dialettali, senza atteggiamenti scanzonati da guitto partenopeo, senza accenni alla sua potente vocalità e senza il sostegno di una scrittura drammaturgica che attinga alla cultura del sud Italia. Massimo Ranieri, interprete ma anche regista della tragedia di Shakespeare, si permette anche di sfidare la tradizione con scelte sceniche e attoriali non sottomesse ad alcuno stereotipo. Il testo ha infatti subito dei tagli, e un vero e proprio adattamento ad opera di Masolino D’Amico che reinventa il lavoro del grande drammaturgo e poeta inglese inserendo nella trama scritture da film noir anni ’50.

Attori maschi tutti in smoking dai colori scuri che tramano vendette nelle volte nebbiose da fumo di sigarette perennemente accese. Le signore, invece, vestono broccati d’epoca dai colori scintillanti ma freddi per marcare ancora più distintamente il contrasto con mariti e parenti. La loro passionalità fa risaltare la monotonia delle scelte maschili orientate al potere che rende tutti gli uomini simili, ugualmente crudeli, spietati mandanti o esecutori di assassinii.

Riccardo è un Signore del Male con il miraggio del trono che rende ossessiva ed esplicita la sua malattia dell’anima. Un uomo tormentato che Ranieri interpreta sottolineando una tracotanza a volte squallida, una durezza losca generata da una società che lo è altrettanto.

Una scelta impegnativa non c’è dubbio, come lo stesso Ranieri ha dichiarato: «Riccardo III, ultimo monarca della casa di York, è l’incarnazione del male, è un re crudele e ambizioso che, per la sete di potere e di rivincita, colpisce i suoi congiunti, anche se poi viene sconfitto dai Tudor. Un personaggio così affascina chi fa l’attore, interpretare “un buono” è semplice poiché la bontà è innata nell’uomo, almeno nella maggior parte, però si è attratti da personaggi come Riccardo, come Macbeth, malvagi per il loro tornaconto. Riccardo, tuttavia, è costretto a comportarsi da malvagio per difendere la sua dinastia, ma vive un momento di riscatto, un attimo di debolezza in cui è implicato il cuore quando dice “ho paura”. Questa affermazione mi ha risollevato perché essere così malvagio dall’inizio alla fine dello spettacolo è dura anche per un attore, poiché scopre, recitando, un lato negativo dell’anima, quindi per me è uno sforzo intellettuale notevole.».

Il Riccardo di Ranieri è dunque la messa in scena della meschinità dell’essere umano nella sua corsa verso il potere trasposta in un’epoca contemporanea. E’ lo stesso interprete che ammette che il suo intento è quello di farne «un dramma sociale, politico, poiché nel testo di Shakespeare ho intravisto, fin dalla prima lettura, al di là del dramma in se stesso, un groviglio di situazioni politiche, così l’ho riferito ai giorni d’oggi come un odierno intrigo politico, considerando i tempi che viviamo…».

E per realizzare il suo evento drammaturgico orchestra con sapienza un cast di 18 validi attori, sullo sfondo di un'originale scenografia, che si riduce apparentemente ad una semplice torre. Il meccanismo si trasforma invece in una complessa macchina cilindrica con vari interni, che aprendosi e chiudendosi aiuta a diffondere temporalmente le sequenze sceniche. Gli attori entrano ed escono dall’imponente meccanismo finché al termine questo si tramuta in crudele saracinesca che non riesce a chiudersi perché ostacolata dal corpo senza vita di Riccardo.

 

Teatro Ambra Jovinelli - via Gugliemo Pepe 43-47, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83082884 - 06/83082620, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 24 ottobre pomeridiana ore 16:30, lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 32 - poltrona € 26 - I galleria € 22 - II galleria € 17

Articolo di: Lia Matrone
Grazie a: Maya Amenduni e Benedetta Cappon, Ufficio stampa Teatro Ambra Jovinelli
Sul web: www.ambrajovinelli.org

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