Riccardo III - Silvano Toti Globe Theatre (Roma)

Scritto da  Venerdì, 09 Settembre 2011 
Riccardo III

Dal 2 al 18 settembre. Una chiusura in grande stile per la nona stagione del Globe Theatre: debutta in prima assoluta un sontuoso, moderno ed emozionante “Riccardo III”, adattamento e regia di Marco Carniti. La tragedia giovanile di William Shakespeare, epilogo della tetralogia minore dedicata alle più tormentate ed oscure vicende della storia inglese, racconta l’implacabile ascesa al potere di Riccardo III, duca di Gloucester, segnata da infinite nefandezze, sordidi inganni ed efferati omicidi. Una compagnia di attori animati da un talento luminoso e capaci di coniugare tecnica ricercata ed evidente passione per il teatro scespiriano, originalissime ed intriganti soluzioni sceniche dal sorprendente impatto visivo, ricchissimi costumi e una regia precisa, dinamica ed accattivante rappresentano i segreti di un appuntamento assolutamente da non perdere.

 

 

Produzione Politeama Srl presenta

RICCARDO III

regia di Marco Carniti

la traduzione di Enrico Groppali

adattamento di Marco Carniti

Interpreti (in ordine alfabetico)

Lady Anna - Federica Bern

Duca di Clarence - Tommaso Cardarelli

Lord Hastings - Patrizio Cigliano

Lord Stanley - Massimo Cimaglia

Elisabetta moglie di Re Edoardo - Sandra Collodel

Re Edoardo - Nicola D'Eramo

Conte di Richmond - Pier Giuseppe Di Tanno

Riccardo III  Duca di Gloucester - Maurizio Donadoni

Duca di Buckingham - Gianluigi Fogacci

Margherita d’Anjou - Melania Giglio

Duca di York - Gabriele Granito

Conte di Rivers - Raffaele Latagliata

Principe Edward - Sebastian Morosini

Duchessa di York - Paila Pavese

Cittadino - Raffaele Proietti

Sir William Catesby - Emanuele Salce  

Sir Brackenbury - Alessio Sardelli

Scene Marco Carniti

Costumi Maria Filippi

Musiche di David Barittoni e Giacomo De Caterini

Disegno Luci Umile Vainieri

Assistente Scenografo Fabiana Di Marco

Assistente Costumista Camilla Marcelli

Aiuto Regia Adamo Lerenzetti

Disegno Audio Franco Patimo

 

Si trattava indubbiamente dello spettacolo più atteso della stagione di quest’anno dell’affascinante teatro elisabettiano incastonato nel cuore dei lussureggianti giardini della romana Villa Borghese e non ha assolutamente tradito le aspettative. Il regista milanese Marco Carniti, dopo gli unanimi consensi riscossi dalla sua impetuosa rilettura de “La bisbetica domata”, torna in scena con un nuovo magistrale progetto artistico focalizzando la propria attenzione su uno dei personaggi più violenti, tenebrosi e malvagi della copiosa produzione drammaturgica del bardo di Stratford upon Avon. L’inarrestabile cammino che condusse lo spietato, deforme e riprovevole Riccardo III, duca di Gloucester, sino all’incoronazione al trono britannico viene dipinto in un affresco a tinte fosche e atrocemente sanginose, seguendo il ritmo sempre più incalzante di rocambolesche strategie, brutali assassinii e tradimenti senza scrupoli che costellarono questa vorticosa ascesa.

Riccardo IIIIl deforme, orrido e ripugnante Riccardo, fratello del sovrano d’Inghilterra Edoardo IV, trama instancabilmente alle spalle della sua famiglia per conquistare l’agognata rivincita dall’esistenza di isolamento ed emarginazione a cui una natura maligna ed ostile l’ha condannato sin dai più teneri anni dell’infanzia: le prime vittime di questo determinato e pervicace inseguimento del potere assoluto sono suo fratello Giorgio duca di Clarence, rinchiuso in una segreta della Torre di Londra e poi trucidato solamente in quanto lo precede nella linea di successione al trono, ed il principe di Galles Edoardo di Westminster, del quale subito dopo Riccardo corteggia con sfrontata impudenza la giovane ed innocente vedova Lady Anna. All’improvvisa morte per malattia del re, si dispiega dinanzi a lui l’agognata opportunità di realizzare il suo malato sogno di riscatto: tutti i possibili oppositori verranno estirpati con ferrea risolutezza, persino i suoi giovani nipoti Edoardo e Riccardo, e a nulla varranno, nel tentativo di arginare la sua incontrollabile bramosia di dominio, le accorate implorazioni di sua madre, la duchessa di York, inorridita per aver generato dal proprio grembo un tale mostro di perfidia, né le taglienti maledizioni della regina Elisabetta Woodville, da poco vedova e da lui deprivata del potere e dell’amore dei suoi figli, e di quelle ancor più furibonde e velenose di Margherita d'Anjou, vedova di Enrico VI. Neppure la corona sazierà la sua follia omicida: resosi conto di non poter fare affidamento su alcun alleato fedele ed essendo perfettamente consapevole che venti di ribellione sempre più decisi stanno iniziando a spirare con l’intento di destituirlo e ristabilire l’ordine della giustizia, innesca un meccanismo programmatico di delitti, un rituale macabro di eliminazione progressiva di ogni oppositore, ogni voce contraria che osi solo scalfire la magniloquente egemonia del tiranno assoluto, arrivando ad ammazzare brutalmente non solo i sostenitori dei sovrani suoi predecessori come il conte Rivers e lord Hastings ma persino coloro che erano stati suoi devoti seguaci, come suo cugino il Duca di Buckingham, colpevoli solo di non assecondare più ogni suo esorbitante capriccio. Mentre i ribelli capitanati dal Conte di Richmond avanzano sempre più velocemente verso Londra e le defezioni tra le fila dell’esercito divengono sempre più allarmanti, la mente allucinata di Riccardo comincia a perdere gli ultimi barlumi di razionalità e freddezza, travolta da incubi in cui gli spiriti delle sue innumerevoli vittime gli annunciano l’imminente disfatta e la dannazione eterna. La parabola del suo potere è ormai esaurita e, mentre tenta di opporre l’ultima strenua resistenza assieme alle poche truppe rimaste al suo fianco, viene trafitto dalla spada di Richmond che pone fine al suo dominio scellerato e sanguinario, donando nuova speranza all’Inghilterra.

La messinscena proposta da Marco Carniti rispetta il testo originale shakespeariano, ma vestendolo di modernità, ritmo e dinamismo in modo tale da renderlo estremamente godibile ed appassionante, nonostante la considerevole durata di circa tre ore e mezza, per il pubblico multigenerazionale che consuetamente affolla il Globe Theatre; di particolare suggestione in numerosi passaggi l’accompagnamento musicale curato da David Barittoni e Giacomo De Caterini, all’insegna di un rock ruvido e aggressivo che si addice alla perfezione alla dissoluta condotta di vita del protagonista e alle innumerevoli nefandezze di cui si macchia nel corso della sua vicenda esistenziale. Di notevolissimo fascino ed impatto la scenografia, ideata dallo stesso Carniti: fulcro della scena, immersa in un’oscurità incombente e densa di inquietudine, una lunga passerella rosso vermiglio che attraversa l’intero palcoscenico dal fondoscena sino ad insinuarsi all’interno della platea, sorretta da corde e catene a simboleggiare un opprimente ponte levatoio, uno squarcio che si spalanca come una ferita infetta nella psiche malata del protagonista svelandone i più sordidi recessi e costringendo tutti i personaggi ad un movimento perpetuo lungo questa strada a senso unico che li proietta tra le asperità dell’esistenza, nel vortice di macabri omicidi, torture e fantasmagoriche visioni in cui si aggroviglia inestricabilmente la trama. L’ingresso sul palco avviene attraverso una porta verticale a scorrimento, feritoia che collega un mondo avvolto in una nube dalla consistenza onirica ed impalpabile con la livida e agghiacciante realtà della corte di Londra e degli orridi delitti che vi vengono perpetrati: la passerella viene percorsa con un elaborato sistema di carrelli metallici che di volta in volta assumono le sembianze di letti funebri, troni, gabbie invalicabili o terrificanti macchine di tortura medievali dal grande realismo (in talune occasioni anche lievemente eccessivo; forse la decapitazione di Lord Hastings con tanto di testa di manichino rotolante sul palcoscenico poteva essere evitata…).

Riccardo IIIA suggellare l’effetto di conturbante e magica seduzione dell’originale apparato scenografico contribuiscono poi i sontuosi, preziosissimi costumi realizzati con maestria da Maria Filippi che ci immergono fulmineamente nei tempi oscuri di Riccardo Plantageneto con un gusto fiabesco di matrice gotica che si sposa con innovative trovate che catturano l’attenzione dello spettatore (ad esempio i cavalieri in guerra anziché indossare le classiche armature medievali si tramutano in moderni schermidori mentre, a simboleggiare la grottesca deformità del perfido sovrano, i suoi arti assumono sembianze cibernetiche, propaggini robotiche del suo animo vile e corrotto). In particolare magnifici gli opulenti abiti e le roboanti parrucche indossati dai principali personaggi femminili, la regina Elisabetta Woodville, Margherita d'Anjou, la Duchessa di York e Lady Anna Neville, perfetti per caratterizzare in maniera decisa e visivamente dirompente queste donne dal carisma e dalla personalità fortemente appassionata e moderna.

Sono proprio i personaggi femminili a imporsi all’attenzione dello spettatore con particolare forza espressiva, merito delle lucenti interpretazioni fornite da attrici di primissimo livello: come non rimanere conquistati dalla delicata ma volitiva Lady Anna (Federica Bern), dall’elegante regina Elisabetta tanto austera e raffinata nell’indossare la corona del potere assoluto quanto vibrante e dolente dopo la dolorosa perdita dei suoi affetti più cari (Sandra Collodel), dalla severa e viscerale Duchessa di York dilaniata dal disgregarsi della sua famiglia provocato dal frutto del suo stesso grembo (Paila Pavese) e soprattutto dall’irruente, torrenziale, dolorosa e venefica invettiva della regina Margherita d’Anjou, personaggio minore che nell’interpretazione sublime e potentissima della sempre ottima Melania Giglio rapisce letteralmente il pubblico, che ricambia con scroscianti applausi al termine della rappresentazione. Nel folto gruppo di interpreti maschili particolarmente pregevole Gianluigi Fogacci, attore già numerose volte apprezzato dai più attenti estimatori del teatro shakespeariano proposto al Globe, nel ruolo del Duca di Buckingham e ovviamente l’istrionico, solido, instancabile, trascinante e vigoroso Maurizio Donadoni che riesce a plasmare il complesso personaggio di Riccardo III attraverso innumerevoli sfumature di accenti, dal visionario desiderio di potere da conquistare ad ogni costo al di là di ogni scrupolo morale sino al raggiungimento della più totale alienazione, sprofondato tra il terrore di essere tradito finanche dai pochi sgherri a lui rimasti fedeli e l’incubo angosciante dei fantasmi che popolano la sua psiche deviata.

Un’opera realmente imperdibile con la quale il sipario cala su una stagione di grandissimo teatro scespiriano; uno spettacolo ambizioso, intenso ed emozionante per salutare il pubblico romano in attesa della prossima stagione, con cui verrà celebrato senza dubbio in maniera memorabile il primo decennale del Globe Theatre, realtà culturale tra le più preziose ed amate della città eterna.

 

Silvano Toti Globe Theatre – Largo Aqua Felix (Piazza di Siena) Villa Borghese, Roma

Orari spettacoli: dal 2 al 18 settembre, dal martedì alla domenica ore 21.15, lunedì riposo

Per informazioni: telefono 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

Botteghino: viale Pietro Canonica, tutti i giorni dalle 14 alle 19, nei giorni di spettacolo fino alle

21.30; prevendite circuito Box Office Lazio – Greenticket

Biglietti: Platea posti in piedi intero €10, ridotto under 25 €8, ridotto Globecard €7

Balconate: intero da €13 a €23, ridotto da €11 a €20, ridotto Globecard da €9 a €18

Diritto di prevendita (applicabile fino a 2 ore prima dello spettacolo) da €1,50 a €2,00

Con la Globe Card (€5,00 valida per la stagione 2011, in vendita esclusivamente presso il

botteghino del Teatro, nominale e non cedibile): riduzione da €3 a €4 sul costo del biglietto ordinario.

Con la Globe card si può accedere, con ingresso ridotto, ai Musei del Sistema Musei in Comune e usufruire di uno sconto del 10% al Globar.

Tutte le domeniche continua l’iniziativa “i fidanzati di Villa Borghese”. I “fidanzati” di tutte le età avranno diritto a una riduzione sul biglietto di ingresso.

Il mercoledì per gli over 65 speciale promozione “biglietto 2×1”.

Il venerdì per gli under 20 ingresso ridotto. Riduzioni non applicabili ai biglietti di platea.

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Giusi Alessio, Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura

Sul web: www.globetheatreroma.com

 

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