Remote Milano - Zona K (Milano)

Scritto da  Venerdì, 09 Ottobre 2015 

Dal 17 settembre al 25 ottobre. C’è chi l’ha già visto lo scorso anno a Milano ma non in molti, visto che solo 50 persone alla volta possono ‘partecipare’ a questo che non può realmente essere definito uno ‘spettacolo’. Come mai? Perché non c’è palcoscenico, non ci sono poltrone, non c’è platea né galleria, non ci sono luci o effetti speciali… in realtà gli spettatori di "Remote Milano" dei Rimini-Protokoll, compagnia berlinese di enorme successo in tutta Europa e ora in scena a New York, fanno parte integrante dello spettacolo costruito con attenzione al computer e ‘proiettato’ nelle nostre menti grazie a una cuffia da indossare per tutta la durata dell’evento.

 

Rimini-Protokoll presenta
REMOTE MILANO
idea, testo e regia Stefan Kaegi
co-regia Jörg Karrenbauer
sound design Nikolas Neecke
drammaturgia Juliane Männel, Aljoscha Begrich
sound editing e assistenza alla regia Ilona Marti
direzione di produzione Caroline Gentz
“Remote X” è una produzione di Rimini Apparat
in coproduzione con HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Maria Matos Teatro Municipal e Goethe-Institut Portogallo, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival di Avignone, Theater Spektakel di Zurigo, Kaserne Basel
con il sostegno di Hauptstadtkulturfonds Berlin, la fondazione svizzera Pro Helvetia.
in coproduzione con House on Fire e con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea
voci di Acapela Group
Per Milano, assistente alla regia Federica Di Rosa; direttore di produzione e traduzione italiana Valentina Kastlunger (ZONA K); traduzione inglese Eva Oltivanyi
con il contributo di Comune di Milano, Regione Lombardia; con il patrocinio e sostegno del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano; con il patrocinio di Goethe-Institut Milano; un’iniziativa ExpoInCittà



Già, io ho partecipato al ‘viaggio’ del 20 settembre, una giornata limpida, cielo azzurro senza nuvole, clima ancora caldo e appuntamento sullo spiazzo dell’Ossario, all’interno del Cimitero Monumentale di Milano. Qui ci sono sculture create da artisti famosi come Manzù e tanti altri, avevo visto molte volte articoli con foto a dimostrare come questo cimitero sia luogo per turisti, che in effetti vengono a fotografare le incredibili dimore eterne con statue in bronzo o in pietra dalle dimensioni notevoli di angeli o personaggi vari. In un angolo c’e un tavolo con le cuffie e gli apparecchi che dobbiamo indossare tutti quanti, dovremo seguire la guida data dalle apparecchiature a nostra disposizione.

I Rimini-Protokoll, nonostante il nome, sono tedeschi a parte il regista e ideatore, Stefan Kaegi, di origine svizzera ma ormai da tempo a Berlino. Per quanto ci siano solo 50 spettatori-protagonisti devono essere seguiti da tre direttrici, Sabrina e due Valeria, oltre a Silvia Orlando che si occupa dell’organizzazione.

A breve cominceremo a camminare seguendo le indicazioni forniteci in cuffia e nessuno vuole che accadano incidenti lungo il percorso. Ma ecco si inizia, prima con della musica avvolgente a ricreare un' ambientazione tranquilla, con profondi tamburi, tastiere e flauti, infine ascoltiamo una voce femminile che si presenta dicendo: “Salve, sono Fabiana…”. Le nostre cuffie sono collegate via wi-fi con guide elettroniche preparate in città dalla compagnia che ha trascorso qui circa tre settimane per costruire una drammaturgia, comprensiva di musiche e di uno specifico itinerario, ogni volta differente a seconda dei luoghi proposti. Dopo Berlino, nel 2014 Milano ospitò 22 repliche, poi prolungate a 27 visto l’incredibile successo con tanto di tutto esaurito, poi arrivarono le nuove versioni svoltesi ad Avignone, Tokyo, Tallin, Santiago, New York, San Pietroburgo e Parigi.

Il regista e ideatore un tempo faceva il giornalista e amava ricercare a fondo argomenti da trattare, così ora pure combina queste indagini con aspetti ludici che rendono leggeri argomenti anche molto seri, come l’identità, la vita e la morte, la società e il nostro rapporto con la realtà. Tutto questo è di nuovo qui grazie a Zona K, un’associazione culturale con uno spazio nel quartiere milanese Isola che ha già ospitato vari artisti e considera i Rimini-Protokoll, teatralmente parlando, come uno tra i gruppi più celebri d’Europa tanto da corteggiarli per molto tempo prima di riuscire a farli venire in Italia. Da tempo Zona K ama lavorare con gruppi che interagiscano con la città. Questo spettacolo dura un’ora e mezza e noi stiamo attraversando parte del cimitero, seguendo le precisissime indicazioni della voce che si chiama Fabiana, voce non umana ma puramente elettronica costituita da sillabe inserite in un computer. Il luogo è, inutile dirlo, impressionante e suggestivo, anche un po’ inquietante.

“Voglio che lei viva per sempre” dice Fabiana col suo tono un po’ metallico, scusandosi per non essere perfetta. Però c’è la stereofonia e ce la fa sentire, poi diventa più personale. “Guarda gli altri attorno a te… chi ti somiglia? Il 99% dei nostri geni è del tutto uguale a quello degli altri… io so parlare ma non ho forma, le sculture qui attorno hanno forma ma non sanno parlare… Tu sei vivo!”. Ovviamente non intendo riprodurre l’intera sceneggiatura, ma riportare alcuni pezzetti di quanto ascoltato mi permette di darvi un’idea migliore di quanto fosse profondo, minuto dopo minuto, il rapporto con la voce, che ci paragona a un corteo funebre e ci costringe a fermarci davanti a un muro di morti. “Vedi le foto? Cosa resterà di te se nessuno si ricorderà di te dopo la tua morte?” insinua Fabiana. “Io mi ricorderò di te sempre” afferma quindi, per poi indicare un nuovo sentiero che ci porterà finalmente fuori dal cimitero, non prima di esserci fermati davanti allo specchietto tondo che permette l’uscita senza intoppi ai grandi carri.

Siamo invitati a fotografarci tutti nello specchio poi si esce. “Siete un flusso, un’orda, ma a differenza di questi gruppi voi pensate, ecco la differenza”. Come sottolineato dalla voce, ora ci sono rumori, cartelli, semafori, cantieri. Dopo aver attraversato un parcheggio, scendiamo nella metropolitana di Porta Garibaldi, che è pure una stazione ferroviaria. La cinquantina di persone con una cuffia in testa che si muove in gruppo silenzioso non sembra fare molto effetto. La gente pensa ai fatti suoi. Usciremo infine sui binari della TreNord per dirigerci verso l’ingresso principale della stazione Garibaldi, accompagnati dalla gradevole voce di Paolo Conte che ci consola e canta ‘Il treno va’. Qui c’è tanta gente che va e viene o in attesa di partire e la voce trasforma il tutto in un teatro. Noi siamo gli attori, loro pure, cioè la gente qui presente. Li osserviamo, hanno valigie, sono stanchi, guardano gli orari, ci scrutano curiosi ma sempre più preoccupati per i loro problemi, si stupiscono quando si interagisce: ci mettiamo infatti ad applaudire, Fabiana ci invita ad essere gentili per lo spettacolo appena visto, era bello no?

Sì, e ora si esce in strada per poi salire le scale che portano verso la grande piazza Gae Aulenti che si trova fra i più impressionanti grattacieli del comprensorio attorno al palazzo di Regione Lombardia. Sosta a una sbarra usata dagli anziani per tenersi, a noi invece serve per fare esercizi di danza tutti assieme. Ormai i sorrisi aleggiano sulle labbra di tutti, è liberatorio girare in città in tanti, senza conoscersi e senza avere idea di dove si stia andando eppure sapere che tutto è perfettamente organizzato e, sinceramente, davvero bello. Milano come non l’avevo vista mai, potrei aggiungere, io che sono milanese di nascita, quindi doc! Ci troviamo al centro del piazzale dove svettano getti d’acqua provenienti da decine di fontanelle, poi ci si dirige verso un calcetto, un autentico calcio balilla solo che ha una quarantina di manopole, ci si può giocare quasi tutti contemporaneamente e lo facciamo, ognuno una mano! Molto divertente ma ora siamo invitati a fare sport e, sempre seguendo la voce, si parte per una corsa. Stanchi? Per fortuna che ci sono le macchine per aiutarci, ci ricorda Fabiana invitandoci a guardare giù dal ponte su cui ci troviamo.

“Avranno il navigatore?” si chiede la voce, che ci invita a osservare chi guida tutte quelle auto là sotto. “5 su 6 preferiscono apparecchi con una voce femminile, come la mia. In futuro però dovrai lasciare a me anche la guida. Sarà molto meglio, io sarò sempre in contatto con i semafori, non ci saranno più errori…”. Inquietante? Ma probabilmente vero. E ora, passato il ponte, una gradinata ci riporterà in città e già si vede l’Arco di Porta Garibaldi. “Vedi una porta antica… ritorni al passato. Girati e cammina all’indietro, lascia il futuro dei grattacieli, lascia il teatro dietro di te, lascia i morti dietro di te. Ora girati e prosegui, la città è ai tuoi piedi: ristoranti, cibo, eventi, vai fino all’arco. Balliamo! Ancora in strada, l’orda sempre unita”. Senza accorgercene siamo finiti nella chiesetta dell’ospedale Fatebenefratelli… ma non vorrete davvero che vi racconti proprio tutto? Eh no, dovete faticare per riuscire a vederlo da qualche parte, prima o poi! Volete sapere quali altre parole mi hanno colpito?

“Preferiresti essere da solo adesso? E di te, cosa resterà? Se lasciassi le tue idee su un hard disk, resterebbero vive per sempre. Ti fidi di me? Ora mi trasformerò in Vittorio… sei pronto? Inizia la metamorfosi…” e in pochi istanti la voce si trasforma in quella maschile di qualcuno che si presenta così: “Sono Vittorio. Non temere, è tutto archiviato. Fabiana vi voleva sempre uniti, io invece voglio dividervi, perché il movimento è più complesso del pensiero. L’orda si sfascia, quelli rimasti non sono più l’orda ma il tuo gregge…” e difatti le voci nelle cuffie devono aver dato indicazioni differenti, siamo ora in 15 e non sappiamo dove siano andati gli altri. Quando la fine sarà vicina, sapremo di dover pagare, per i peccati commessi, ma siamo fortunati: si sono dimenticati di noi! Giriamo in gallerie buie all’interno dei seminterrati dell’ospedale, poi prendiamo un ascensore e di colpo siamo in una grande terrazza, a vedere di nuovo il cielo azzurro e uno splendido skyline milanese. Ecco la nostra città e anche tutta l’orda, tutti quei compagni che sembrano così simpatici e forse non rivedremo mai più. E voi che mi leggete, vi fidate di me? Anche io non vi dimenticherò mai…

 

Zona K - via Spalato 11, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/97378443, cellulare 393/8767162,
mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La performance ha una versione inglese ogni domenica alle 11.30
Biglietti: intero €18.00 + prevendita, ridotto €13.00 + prevendita (studenti, under 18, over 60)
Luogo di partenza: Ossario del Cimitero Monumentale (dall’ingresso principale)
Orari: giovedì e venerdì ore 15.00
sabato e domenica ore 11.30 e ore 15.00
NB: Lo spettacolo è itinerante, dura circa 80 minuti e sarà percorso a piedi

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Renata Viola, Ufficio stampa Zona K
Sul web: www.zonak.it

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