Regine Sorelle - Roma Fringe Festival 2017, Villa Mercede (Roma)

Scritto da  Sabato, 16 Settembre 2017 

La biografia di due sovrane raccontata con colori e leggerezza: al Roma Fringe Festival la storia di Maria Antonietta e Maria Carolina, sorelle e regine, è portata in scena in chiave pop da Mirko Di Martino con “Regine Sorelle”. Un monologo brillante, tra ricostruzione storica e leggenda, in cui Titti Nuzzolese interpreta mirabilmente le due sovrane e una moltitudine di altri personaggi, aristocratici o popolani, vividi e folcloristici.

 

Teatro dell’Osso presenta
REGINE SORELLE
con Titti Nuzzolese
drammaturgia e regia Mirko Di Martino
costumi Annalisa Ciaramella
scene Teatro dell'Osso Factory
aiuto regia Claudia Moretti

 

Ciò che di “Regine Sorelle” cattura lo spettatore curioso, già prima dell’inizio dello spettacolo, è la scenografia giocosa e coloratissima a vista sul palco. E proprio da qui cominciamo, da una scena che rappresenta fedelmente lo spirito dell’intera pièce e che Teatro dell’Osso Factory ha costruito grazie a cubi di cartone colorati i cui disegni, combinati insieme come nei puzzle-gioco dei bambini, ricreano leziosi scrittoi e poltroncine d’epoca, mentre grandi pannelli con le sagome fluo delle due regine troneggiano al centro del palco. La scenografia fa coppia con il bellissimo look della protagonista (ottimo lavoro di Annalisa Ciaramella): un ricco costume settecentesco perfettamente diviso a metà - azzurro a destra, giallo a sinistra - lunghi boccoli e ombretto deciso su metà del viso, acconciatura corta e trucco delicato sull’altra metà. Due abiti e due personaggi in uno, due donne vicine per sentimento e lontane per posizioni e destino, due ruoli (molti di più, in realtà!) per una sola attrice. Così, a seconda del profilo mostrato al pubblico, la camaleontica Titti Nuzzolese interpreta Maria Antonietta o Maria Carolina.

Due sorelle strettamente legate tra loro fin dall’infanzia e poi costrette a separarsi per obbedire alla storia, alla politica, ai doveri, al proprio destino regale. Entrambe figlie di Maria Teresa d'Austria, educate fin da bambine per diventare regine e destinate una al re di Francia Luigi XVI, l’altra al re di Napoli Ferdinando di Borbone, Maria Antonietta e Maria Carolina furono figure di spicco nell’Europa del Settecento. Ricoprirono quasi inconsapevolmente il proprio ruolo e, dietro ai fasti e gli onori della vita di corte, vissero anche scandali, noia, matrimoni deludenti, in un’epoca di continui cambiamenti storici e politici sfociati nei violenti attacchi rivoluzionari alle monarchie. Maria Antonietta finì ghigliottinata davanti ad una folla trionfante (la stessa folla che inizialmente la idolatrava), Maria Carolina morì vecchia, in solitudine, esiliata dalla città che amava. E’ la storia del legame tra due donne con caratteri e atteggiamenti opposti: vicine nell’infanzia, allontanate dalla casualità della vita, ricongiunte nel divenire il nemico agli occhi di un popolo che le aveva amate. E qui, nel poetico finale dello spettacolo, anche nuovamente sorelle, una volta liberate dalla morte dai loro obblighi di sovrane.

In “Regine Sorelle”, la riuscita soluzione di Mirko Di Martino è quella di confezionare, con una scrittura intelligente e una narrazione pop e giocosa, un monologo di teatro brillante dove la biografia di due figure storiche diventa un susseguirsi di fatti storicamente accaduti, leggende, riflessioni, umorismo e conversazioni immaginarie. Protagonista assoluta e altrettanto brillante è la poliedrica Titti Nuzzolese, capace di dare vita, grazie ad un’ottima mimica e espressività, ad una moltitudine di ruoli esilaranti e folcloristici, alternando personaggi reali e di fantasia e passando, inarrestabile, dall’inibito Luigi alle acide zie di Francia, dalla cameriera partenopea all’amante del re Madame Du Barry, dal giovane Franceschiello alla dura Maria Teresa, sino al venditore che sottobanco smercia immagini osè della regina.

Così, con credibilità e scioltezza, la Nuzzolese colora ogni personaggio con un dialetto, un intercalare, una gestualità diversi e dà vita non solo ad una galleria di personaggi pittoreschi, uomini-donne-bambini-adulti-popolani-aristocratici, ma anche ad un eccentrico spaccato storico. Un caleidoscopio di caratteri che diventa originale pretesto per raccontare con leggerezza e accurata ricostruzione un pezzo della storia francese e italiana.


Villa Mercede - Via Tiburtina 113/115, Roma (zona San Lorenzo)
Orario spettacoli: palco B 19.30 mercoledì 6 settembre, palco A 21.00 giovedì 7 settembre, palco B 19.30 venerdì 8 settembre
Biglietti: ingresso gratuito a Villa Mercede, area food & drink, area market; biglietto spettacoli 6 euro

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa Roma Fringe Festival
Sul web: www.romafringefestival.it

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