REDREADING #8 - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Domenica, 17 Luglio 2016 

“REDREADING#8” è una passeggiata virtuale e insolita alla riscoperta di Roma. Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di “Fuori Programma”, rassegna con cui il Teatro Vascello ha voluto continuare a programmare proposte di valore, com’è nella sua vocazione, anche in pieno periodo estivo. Prendendo spunto dal libro “Guida alla Roma ribelle” di Rosa Mordenti, Viola Mordenti, Lorenzo Sansonetti e Giuliano Santoro (edizioni Voland), si condividono ricordi, esperienze, racconti, con la partecipazione degli autori, del pubblico, di testimoni che hanno un ruolo nel sociale e nella cultura, scoprendo una città inaspettatamente appassionata e combattiva. I due protagonisti accolgono ospiti e spettatori anche sul palco, creando volutamente una maggiore vicinanza, e si dividono tra il reading al leggio (Tamara Bartolini) e il canto accompagnato dalla chitarra (Michele Baronio), con il contributo dell'organetto di Alessandro D'Alessandro, in una tessitura di parole e musica che ben risponde all’idea che “lo spazio è metafora della memoria”.

 

Produzione Bartolini/Baronio e 369 Gradi presentano
REDREADING #8
ROMA RIBELLE itinerari di un'altra Roma
a partire dal libro “Guida alla Roma Ribelle” (Ed. Voland)
di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio

 

Tamara Bartolini e Michele Baronio dal 2012 portano avanti un interessante progetto, efficace e coinvolgente, che consiste nella lettura teatralizzata di un libro, arricchita da una drammaturgia che prende ispirazione dal libro stesso e ne sviluppa senso e significato. Ogni appuntamento tratta quindi di un argomento diverso, secondo un modo originale di approfondire la parola letta tramite la condivisione e la partecipazione. Partito con RedReading #1 NOTTURNO PASOLINI, il dispositivo si è ormai articolato in dieci appuntamenti, di cui l’ultimo in ordine di tempo è dedicato al romanzo “Furore” di John Steinbeck. Nel RedReading #8 la scelta è caduta su una guida di Roma non proprio ortodossa e turistica, alla ricerca di luoghi meno celebrati della città, che ne rivelano il carattere insospettabilmente fiero, libertario, a volte barricadero. Un punto di vista che fa giustizia di molti luoghi comuni che mostrano la città eterna sorniona e indifferente: ripercorrendo strade ed eventi, ricordando i personaggi che a quelle strade a volte hanno dato il nome, spingendosi nelle periferie, si scopre infatti un'altra Roma.

Non a caso la dedica iniziale è per Giordano Bruno e il pensiero corre a piazza di Campo de' Fiori, un luogo da sempre simbolo di anarchia e di contestazione, dove non si affaccia alcuna chiesa. Lì il monaco ribelle fu condotto al rogo il 17 febbraio 1600 con la "mordacchia" che gli serrava la lingua, punizione infertagli per le sue parole troppo ardite, ma in quello stesso luogo il giorno 8 marzo del 1972, si svolse anche la grande manifestazione di ventimila persone per i diritti delle donne e per la legalizzazione dell'interruzione di gravidanza.

Per chi in Roma vede solo la sede dei fasti dell'impero e del Papa, la burocrazia dei ministeri e del Palazzo, Tamara evoca, calzata di scarpe rosso fuoco come la sua voce accesa di orgoglio, i luoghi della Resistenza, i martiri alle Fosse Ardeatine, il nonno partigiano ai Lotti della Garbatella e l'eroica Carla Capponi che organizzava le donne alla borgata Gordiani. Poi torna indietro al Gianicolo, all'epica Repubblica Romana, quando la città seppe conquistarsi eroicamente una stagione di indipendenza e libertà. In quei pochi mesi del 1849 il popolo riuscì a creare una società dove furono abolite la pena di morte e la tortura e si istituirono il suffragio universale e il matrimonio civile.

Una cavalcata attraverso lo spazio e il tempo che trasmette emozione, disertando volutamente i luoghi simbolo della Grande Bellezza e cercando l'anima della romanità nella sofferenza e nel marginale: impossibile non soffermarsi a questo punto sul famoso carcere di Regina Coeli, via della Lungara numero 29. Recita il detto, infatti, che non si è veri cittadini romani se non si è varcata quella soglia e di qui sono passati svariati personaggi come Pietro Valpreda, Sandro Pertini e Luchino Visconti, per citare solo alcuni tra tanti nomi noti. Dal racconto dei reietti della società al desiderio di riscatto della condizione delle periferie, il passo è brevissimo. Seguendo le antiche mura si ricordano le baracche del Mandrione degli anni ‘50, si arriva alle case occupate dagli sfrattati di oggi, fino al Centro Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria, fondato nel 1998, il più grande d'Europa, da dove spesso si alza la nuvola di fumo dei materassi bruciati dagli immigrati.

Una periferia in cui Roma si conferma non omologa ad altre metropoli, sia perché è in periferia che vive la maggior parte della sua popolazione sia perché essa convive con gli immigrati, differendo quindi, ad esempio, dalle banlieue di Parigi, popolate esclusivamente di stranieri. E proprio in quella periferia, a Portonaccio, anche la bellezza della natura anni fa sembrò ribellarsi alla cementificazione quando, durante gli scavi dell'ex SNIA VISCOSA, dove doveva nascere un centro commerciale, si formò per miracolo un lago di 10 mq di Acqua Vergine, ora diventato oasi popolata da martin pescatori e cormorani.

Oltre alle immagini, alle poesie, ai pensieri in libera associazione, tante anche le canzoni romane, mirabilmente suonate dal vivo da Baronio e D'Alessandro, tra cui Nun je da retta, Roma, cantata da Gigi Proietti e Monica Vitti nel film "La Tosca" di Luigi Magni, Te possino dà tante cortellate, che ci ha ricordato il fascino torbido delle donne trasteverine così ben impersonato dall'indimenticabile Gabriella Ferri, Roma nuda di Califano, che ben ha accompagnato la rassegna di foto in bianco e nero ma anche Cento campane di Lando Fiorini.

Tra i contributi si ricordano le testimonianze di Giancarlo Ceraudo, fotografo di National Geographic, che ha parlato della sua esperienza di reportage nelle periferie romane, di Graziella Bastelli del Grande Cocomero, direttrice del centro riabilitativo per i ragazzi di Neuropsichiatria Infantile del quartiere San Lorenzo, oggi a rischio chiusura, e del presidente di Plutilla, biblioteca gratuita di Monteverde.

La scenografia è essenziale ed efficace, fatta con sedie a semicerchio sul palco davanti alle quali, sul pavimento, corre un filo di lampadine; ma l'atmosfera è affidata soprattutto al sapiente disegno luci curato dagli stessi Bartolini e Baronio, che crea una piacevole sensazione di confidenzialità, mentre sul fondale sono proiettate le immagini della città e dei film. L'impianto di RedReading di Bartolini e Baronio è un bell'esempio di teatro collegato alla lettura di libri e crea la giusta suggestione a un approccio informale, quasi intimo. In un contesto che sembrava una casa di amici è sembrato poi naturale, per quanto fuori programma, che Tamara potesse allattare, recitando sul palco, la sua bambina di quattro mesi, che piangeva insistentemente dietro le quinte, reclamando il suo pasto.

Tutto lo spettacolo è una grande dichiarazione d'amore per questa straordinaria città, fatta però senza chiudere gli occhi, leggermente intrisa di malinconia, perché "maledetto è il core e chi ce l'ha".

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì 11 luglio 2016 ore 21
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Biglietti: intero € 15, ridotto € 12 (servizio di prenotazione €1 a biglietto)

Articolo di: Rosanna Saracino
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

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