Rapunzel, Il Musical - Teatro Brancaccio (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 24 Dicembre 2014 

Giovedì 18 dicembre, in Prima nazionale ha debuttato al Teatro Brancaccio "Rapunzel", diretto da Maurizio Colombi, noto per i successi ottenuti nelle passate stagioni con "Peter Pan". Nei panni di Madre Gothel, una brava Lorella Cuccarini, per l’occasione in versione dark. Ad affiancarla Alessandra Ferrari e Giulio Corso. Di grande effetto le scene di Alessandro Chiti.

 

Luigi e Alessandro Longobardi presentano
RAPUNZEL, IL MUSICAL
con Lorella Cuccarini, Alessandra Ferrari e Giulio Corso
e con Goffredo Maria Bruno, Barbara di Bartolo, Maurizio Semeraro, Lorenzo Grilli, Donato Altomare, Ezio Domenico Ferraro, Alfonso Capalbo, Giovanni Mocchi, Filippo Grande, Alessandra Ruina, Martina Gabbrielli, Maria Chiara Centorami, Vanessa Innocenti, Eleonora Peluso
musiche originali Davide Magnabosco, Alex Procacci, Paolo Barillari
costumi Francesca Grossi,
disegno luci di Alessandro Velletrani
suono Maurizio Capitini
effetti di magia Erix Logan
effetti speciali aerei Max Martinelli
direzione musicale e arrangiamenti Davide Magnabosco
coreografie Rita Pivano
regia Maurizio Colombi

Alla presenza di un parterre ricco di volti noti, giovedì 18 dicembre al Teatro Brancaccio è andato in scena in prima Nazionale lo spettacolo "Rapunzel, il musical", le cui repliche sono in programmazione fino al 25 gennaio. Regina della scena Lorella Cuccarini, che per l’occasione ha vestito i panni della cattivissima Madre Gothel. Pur essendo un ruolo per lei inconsueto, la più amata dagli italiani ha superato la prova dando voce ed aspetto ad un personaggio insensibile e crudele ma, come vuole la migliore tradizione fiabesca, anche tanto buffo e, a tratti, spassoso.

Benché l’impalcatura dello spettacolo regga in buona parte sulle spalle della Cuccarini, cui è stato affidato un ruolo di primo piano, il buon esito della pièce deve molto ai giovani talentuosi presenti in scena, che mostrano di potersi muovere tra il canto, il ballo e la recitazione, con quella disinvoltura che solo la preparazione tecnica consente di ottenere. Cosa, quest’ultima, che permette loro di interpretare due o tre ruoli, con cambi di abito la cui rapidità si può solo intuire. Alessandra Ferrari si distingue nel ruolo di Rapunzel e, benché gravata nei movimenti dall’ingombrante treccia, manifesta un’ottima padronanza scenica ed ha modo di palesare le sue indubbie doti vocali. Bravissimo anche Giulio Corso, lo scaltro Phil, che passa in poche ore dalla professione di simpatico ladruncolo a quella di amabile principe.

Lo spettacolo, per la prima volta in versione teatrale, è una sfida per il produttore Alessandro Longobardi, direttore artistico del Brancaccio da tre anni. E nell’affrontarla è andato sul sicuro, affidandosi alla regia di Maurizio Colombi, noto per il grande successo ottenuto nelle passate stagioni con il musical "Peter Pan".

Quando tutto è pronto, con il ritardo che è tipico delle prime teatrali, le luci della platea si accendono sul narratore che introduce la vicenda anticipando la variazione della conclusione rispetto alla storia originale perché “mescolando il libro, la storia cambia”. E così è. Il finale, infatti, viene addolcito cosicché, tutto sommato, può essere ricordata con simpatia anche Madre Gothel (Lorella Cuccarini), sin dall’inizio incoronata “perfida per eccellenza”, come evoca il brano che intona le parole “Gothel, go to hell”. Lei, l’antagonista della storia, è una donna resa cattiva dalla vita che l’ha vista confinata ad un ruolo di secondo piano rispetto alla sorella, la regina. Gothel scopre il raperonzolo che, con i suoi poteri magici, le consente di essere sempre bella e giovane. Questo fiore tanto speciale le permette anche di aiutare i reali che, impossibilitati a generare un erede, vengono colti nella loro umanità. Di lì a poco, nasce una bella principessina, ma a causa del patto non mantenuto da parte del re, Gothel decide di rapire la bimba nel giorno del suo primo compleanno. Passano gli anni, ed entra in scena Phil (Giulio Corso) che, per sfuggire alle guardie, si infila nella torre in cui Rapunzel (Alessandra Ferrari) è rinchiusa da diciassette anni, dando l’opportunità alla ragazza di cogliere l’occasione per coronare il suo sogno: uscire dalla gabbia dorata ed andare a conoscere il mondo. Rapunzel, dolce ed ingenua, rivela un carattere determinato e tenace che riesce ad avere la meglio anche sullo scaltro ladruncolo, che in un primo momento sembra poco propenso a portare con sé la giovane, apparentemente toccata. Di qui un dipanare di avvenimenti che vedono alternarsi i momenti divertenti a quelli romantici, scene ballate a quelle cantate, fino ad arrivare all’inevitabile happy ending.

Un plauso speciale va ad Alessandro Chiti che ha ideato una scenografia veramente singolare caratterizzata da un’inclinazione cinematografica. Molto originale, per esempio, è l’idea di presentare all’inizio dello spettacolo tutti i personaggi proiettando la loro immagine, in versione cartoon, su un enorme schermo. Bellissimo l’impianto scenico che prevede una serie di quadri in continuo movimento: la locanda del lupo, la torre della principessa sperduta, la prigione del ladro Phil, il castello dei reali. I cambi di scena, poi, sono intervallati dall’inserimento di alcuni video che giocano con le immagini dei protagonisti, prendendo spunto dal reale per proiettarli in una dimensione prossima al cartone. Questa commistione fra vero e virtuale è stata resa possibile anche grazie all’intervento di Alessandro Velletrani, autore di un suggestivo disegno luci, e Maurizio Capitini, ideatore del sound design. In questa pièce, poi, non mancano certamente gli effetti speciali, come l’illuminazione della portentosa lunga treccia della principessa o il volo delle lanterne luminose che celebrano il compleanno della protagonista.

L’assoluta innovazione del musical ispirato alla fiaba dei fratelli Grimm sta anche nella tessitura musicale, caratterizzata dall’intreccio dei diversi stili dei tre autori - Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari -, amalgamati dall’arrangiamento dello stesso Magnabosco, presente in scena alle tastiere per sottolineare, sera dopo sera, i passaggi con rumori e sottofondi.
Molto carina anche l’idea di caratterizzare i due fiori parlanti Rosa e Spina, interpretati rispettivamente da Alessandra Ruina e Martina Gabbrielli.
Splendidi i costumi, in primis quello della cattivissima Cuccarini, realizzati da Francesca Grossi. I movimenti e le coreografie sono di Rita Pivano, attiva da anni in varie produzioni televisive e cinematografiche. I testi delle canzoni, studiati appositamente per questo lavoro, sono di Maurizio Colombi, Giulio Nannini e Federico del Vecchio. Gli effetti speciali sono di Erix Logan e Max Martinelli. La direzione di produzione è curata da Carlo Buttò.


Teatro Brancaccio - via Merulana 244, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/80687231-2
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, sabato e domenica ore 17
Biglietti: da € 24,00 a € 46,00


Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Ufficio stampa Silvia Signorelli
Sul web: www.teatrobrancaccio.it

TOP