Ranavuottoli (Le Sorellastre) - Teatro Piccolo Bellini (Napoli)

Scritto da  Sabato, 14 Aprile 2018 

Dal 10 al 15 aprile. Nunzia Schiano, Biagio Musella e Pino L’Abbate sono i protagonisti di un’anti-favola che racconta la storia di Cenerentola da una prospettiva rovesciata. Sono appunto le sorellastre ad essere stavolta le protagoniste della storia, in uno spettacolo comico-grottesco che non rinuncia a far riflettere sul ruolo degli emarginati dalla società.

 

RANAVUOTTOLI
(Le Sorellastre)
di Roberto Russo e Biagio Musella
con Nunzia Schiano (Genoveffa), Biagio Musella (Anastasia), Pino L’Abbate (Idraulico)
e con la partecipazione in video di Giovanni Esposito (Lo Specchio), Niko Mucci (Il Ciambellano), Claudia Puglia (Cenerentola) Carmen Pommella (La Bambinaia) e Sergio Assisi (Il Principe Azzurro)
musiche Niko Mucci e Luca Toller
scenografie Tonino Di Ronza
realizzazione scene Laboratori Flegrei
costumi Anna Zuccarini
grafica e videoproiezioni Salvatore Fiore
aiuto regia Pino L’Abbate
regia Lello Serao
produzione Teatro Bellini in collaborazione con Teatri Associati di Napoli

 

La bellezza, si sa, è una condizione dell’essere sicuramente non imprescindibile per considerarsi persone di successo, ma è quantomeno ritenibile come un valore aggiunto determinante in un gran numero di contesti sociali. Ma brutti si nasce o si diventa? Secondo gli autori dello spettacolo Roberto Russo e Biagio Musella brutti si diventa, essendo la bruttezza conseguenza di un processo di imbruttimento innanzitutto sociale, legato all’ambiente in cui viviamo, e al vissuto che ci si porta dietro.

Ecco che allora gli autori si soffermano sulle due figure per antonomasia reiette, brutte fuori quanto antipatiche nell’indole: Genoveffa e Anastasia. In una pseudo soffitta nella quale sono recluse, destinate alla povertà - stravolgendo di conseguenza la favola originale - le due sorelle vivono un’esistenza di stenti tra l’inconsapevolezza del loro essere e la perenne non accettazione della condizione in cui si trovano.

Un’immensa prova attoriale di Nunzia Schiano e Biagio Musella regala un’ora e dieci minuti di spettacolo ben strutturato, oscillante tra il comico ed il grottesco, tra il lirismo napoletano e l’aspetto drammatico della vicenda. Nunzia Schiano è nei panni di una Genoveffa ormai anziana, che, conscia della realtà che la circonda, affoga le sue amarezze e la repulsione riservatale dalla società nell’alcol e credendosi una cuoca sopraffina pur essendo costretta a cucinare ogni giorno i rimasugli del pasto precedente.

Alla disillusa Genoveffa si contrappone la ben più audace Anastasia, certa che il mondo attorno a lei accetti la sua persona e che prima o poi troverà un uomo disposto a sposarla. Peccato che qualsiasi uomo questa baci si tramuti inesorabilmente in un ranocchio, un ranavuottolo in napoletano, appunto. La sua solitudine arriva al punto tale da costringerla a domandare l’intervento di un idraulico per riparare improbabili guasti nella soffitta pur di sentirsi capace di attrarre uomini al suo seguito. Sarà solo la realtà a mettere spalle al muro questa donna, perennemente vanitosa ma chiaramente brutta, non a caso interpretata magistralmente e con ironia da Biagio Musella. Di Musella assolutamente riusciti sono anche gli intermezzi di improvvisazione col pubblico che rompono il ritmo dello spettacolo ed inseriscono una parentesi festaiola molto divertente ed apprezzata.

Interessanti le proiezioni video con la partecipazione virtuale di Giovanni Esposito, Niko Mucci, Claudia Puglia, Carmen Pommella e Sergio Assisi, seguendo un filone registico molto in voga in questi ultimi anni. Lello Serao firma una regia che garantisce un ritmo sempre sostenuto allo spettacolo, creando però quella giusta attenzione nelle fasi della messa in scena che richiedono una maggiore concentrazione dello spettatore, essendo parti della pièce che cercano di fare leva anche sull’aspetto drammatico di queste due figure, considerate di fatto delle emarginate dalla società per via della loro bruttezza esteriore e della loro antipatia caratteriale. Tonino di Ronza firma una scenografia surreale, molto vicina ad una favola e con tutti gli spazi scenici funzionali all’interpretazione degli attori.

Lo spettacolo convince senza riserve perché, pur essendo evidentemente comico, con echi del teatro grottesco, riesce a portare a galla il male di vivere dei due personaggi, le ombre inquietanti che aleggiano sulle due sorelle: in un mistero di cui loro stesse fanno parte, Anastasia e Genoveffa cercano disperatamente di svelare quelle parole “annascunnute” che nessuno pronuncia pubblicamente, ma sono nella mente di tutti, quel non detto che condanna le due protagoniste a vivere, paradossalmente, da non protagoniste la propria vita, all’ombra di una Cenerentola bella e di successo.

Un’ anti-favola amara che mostra l’aspetto misterioso che aleggia sulle figure dei reietti, una storia dark che fa riflettere su quanto la vita a volte, in circostanze a tutti ignote, possa condannare gli individui ad esistenze vuote e senza speranza.

 

Teatro Bellini - via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10.30 alle 13; tutti i giorni un'ora prima dello spettacolo
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21.15, sabato ore 18 e 21.15, domenica ore 18.30
Biglietti: 18€ intero, 15€ ridotto, 10€ Under29
Durata spettacolo: 70 minuti

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

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