Ragazzi di vita - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 18 Novembre 2015 

Fabrizio Gifuni torna al Teatro Franco Parenti leggendo e interpretando con la sua consueta intensità "Ragazzi di Vita". Dopo il successo dell'anno scorso con 'Na specie de cadavere lunghissimo e dopo il grande seguito di Siamo tutti in pericolo, un nuovo appuntamento al Franco Parenti di Milano con Pasolini, per non dimenticare il grande genio che ci ha lasciati da 40 lunghissimi anni.

 

Produzione Solares delle Arti presenta
RAGAZZI DI VITA
dal romanzo di Pier Paolo Pasolini
lettura e interpretazione Fabrizio Gifuni

 

Carlo Bo sosteneva che Ragazzi di vita fosse un libro ricco di valori religiosi "perché spinge alla pietà verso i poveri e i diseredati", andando con queste parole contro tanta parte della critica che, molto più comodamente, si accodava alla lunga pletora di urlatori allo scandalo, alla pornografia di un testo come questo. Oggi più che nel 1955 (anno di uscita del romanzo) le parole di Bo risultano tanto essenziali quanto veritiere: "Ragazzi di vita" è un testo che sconcerta e che grida pietà come la più disperata delle preghiere e Fabrizio Gifuni è l'officiante perfetto, il sacerdote migliore che si potrebbe immaginare nel portare in scena questo testo.

Come siamo abituati a conoscerlo, Gifuni incarna in scena questo testo senza il ben che minimo cedimento nel leggere e interpretare, da solo, per più di un'ora le drammatiche vicende di Riccetto e dei suoi compagni di vita: spazia dal romanesco al napoletano con la maestria dialettale, la mimica facciale e la gestualità di chi sembra aver vissuto da sempre nella pelle dei personaggi che interpreta; alla grevità di questi personaggi sottoproletari alterna con estrema naturalezza un atteggiamento quasi sacerdotale nella gravità e nell'intensità con cui racconta, dall'esterno, i paesaggi, i contesti, gli atteggiamenti di questi personaggi descritti con quelle parole che rendono le descrizioni di Pasolini sempre così perfettamente materiche.

La lettura interpretativa di Gifuni non indugia sui risvolti "borghesi" della vita di Riccetto così come si evince dal romanzo; non vuole essere una lettura che sottolinea quanto il consumismo cambi Riccetto da delinquentello borgataro generoso a lavoratore in regola ma vigliacco; in questa interpretazione accorata Gifuni rende a pieno le parole di Carlo Bo: da una parte riesce ad omaggiare - con la propria carica interpretativa - la bellezza dello stile schietto di Pasolini e dall'altra intensifica il senso di pietà e di preghiera che si nasconde in questo testo: una rassegnata preghiera che benedice il sottoproletariato mentre sta officiando il funerale di questa classe sociale ormai sempre più votata alla crudeltà e sempre più dimentica della generosità, della coesione tra poveri; sempre più aspirante al consumismo e sempre meno vigile sui valori della famiglia e della dignità umana.

Uno spettacolo che colpisce allo stomaco e che esalta la mente, un binomio davvero raro nel teatro commemorativo (soprattutto nel ramo "pasoliniano") che spesso indugia su autocompiacimenti e finte lacrime da cerimonia borghese utile solo a lavarsi la coscienza.

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: mercoledì e venerdì ore 19.30 - giovedì ore 21 - sabato ore 20.30 - domenica ore 15.30
Biglietti: poltronissima 40€; intero I e II settore 32€; III settore 25€; under26/over60 18€; convenzionati 22,50€ (prevendita 1,50 €)

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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