Radice di 2 - Teatro De’ Servi (Roma)

Scritto da  Lunedì, 07 Dicembre 2009 
radice di 2

Dal 24 novembre al 13 dicembre. L’estrazione della radice quadrata di due rappresenta l’emblema stesso dell’irrazionalità, ingrediente basilare della delicata vicenda esistenziale di Tommaso e Geraldina, nonché del travolgente sentimento d’amore che, crescendo con loro, ha accompagnato e scandito le tappe più salienti delle loro vite. Due anime sincere ed affascinanti alle quali Edy Angelillo e Michele La Ginestra conferiscono passione, intensità ed un brillante palpito di emozione.

 

Politeama Srl e Associazione Culturale Michele La Ginestra presentano

RADICE DI 2

scritto da Adriano Bennicelli

con Edy Angelillo e Michele La Ginestra

regia di Enrico Maria Lamanna

testo vincitore della II edizione del Premio Scrittura Teatrale Diego Fabbri e del Premio Nazionale di Drammaturgia Oltreparola 2008

 

Torna in scena al Teatro De’ Servi, dopo lo sbalorditivo successo riscosso nelle scorse stagioni al Teatro della Cometa e al Teatro Italia, una delle pièce teatrali più amate e richieste dalle platee capitoline negli ultimi anni: lo spettacolo “Radice di 2” ha saputo difatti conquistare senza riserve gli spettatori romani con la sua preziosa, suggestiva ed appassionante miscela di sentimento, umorismo e raffinata scrittura teatrale. Il testo di Adriano Bennicelli, vincitore della seconda edizione del prestigioso Premio Diego Fabbri, dipinge con pennellate lievi e luminose l’acquerello della vita dei due protagonisti, accompagnandone la crescita e la maturazione attraverso le diverse fasi dell’esistenza, dall’infanzia sino alla vecchiaia: da un lato troviamo Tommaso (Michele La Ginestra), spontaneo, semplice, introverso, forse addirittura insicuro (specialmente nel relazionarsi con il gentil sesso) e caratterizzato da una disarmante ingenuità, dall’altro gli fa da contraltare il ciclone inarrestabile della frizzante, libera ed imprevedibile Geraldina (Edy Angelillo), capace di alternare momenti di assoluto entusiasmo ad altri di smarrimento e depressione. Sulla sua personalità così decisa ed accattivante grava difatti lo spettro di una malattia rara, misteriosa e così grave da insinuarsi nelle pieghe della sua anima, rendendo ogni attimo dell’esistenza degno di essere vissuto con la massima intensità ed assaporato fino in fondo.

Nel corso dello spettacolo assistiamo al loro primo incontro, nel giardinetto dietro le loro rispettive case, dove da bambini si ritrovavano per trascorrere il pomeriggio giocando spensieratamente: la sintonia è immediata, Tom e Gerry (loro stessi si paragonano ironicamente ai famigerati eroi dei cartoni animati) comprendono che il legame che sta nascendo sarà qualcosa di importante e duraturo; dopo l’allontanamento repentino della bambina, recatasi in Svizzera per sottoporsi a cure che possano ostacolare l’avanzata del fantomatico morbo di Muller che le causa svenimenti continui e pone un freno alla sua naturale vitalità, queste due anime gemelle avranno modo di rincontrarsi per brevi istanti nell’adolescenza ed infine alla soglia dei trent’anni, questa volta però senza mai più separarsi. Raggiunta la consapevolezza emotiva dell’età adulta, i due ragazzi si abbandonano con gioia alla scoperta della sensualità, riscoprendo più vivo che mai in loro stessi il desiderio di trascorrere assieme la propria esistenza. Li accompagneremo con discrezione fino alla vecchiaia, quando i giorni del loro amore volgono ormai al termine ed è lecito per loro domandarsi cosa accadrà nel futuro, se ci sarà l’opportunità di una vita eterna da condividere stando sempre, rigorosamente, vicini l’un l’altro.

Questo emozionante percorso di vita fatto di sguardi, abbracci, esilaranti scambi di battute ed amabili battibecchi, viene declinato in questo originalissimo testo teatrale attraverso il coinvolgente file-rouge delle metafore matematiche. La potenza del sentimento d’amore e della passione che lega indissolubilmente due anime viene paragonata, sin dall’azzeccatissimo titolo dello spettacolo, all’irrazionalità della radice di due, emblema di grandezza incommensurabile e non pienamente comprensibile dalla mente umana. I due protagonisti, nel corso della narrazione, più volte si descrivono, in virtù delle loro profonde differenze caratteriali, come due rette parallele destinate a non raggiungere mai un punto di incontro; il loro profondo legame rappresenterà però il piano che, come geometria euclidea insegna, contiene queste due rette parallele consentendo loro di convivere, confrontarsi e raggiungere una cristallina armonia. Cosa accadrà dopo la morte non è dato saperlo, ma i protagonisti sono convinti che, anche quando il foglio a quadretti destinato ad ospitare le loro vite raggiungerà l’inevitabile termine, l’infinita marcia di queste inarrestabili – ed inseparabili – rette continuerà con immutato affetto ed intensità.

Nel tempio romano della commedia brillante d’autore scoviamo in questa occasione un testo meno impetuosamente comico del consueto: la cifra distintiva di “Radice di 2” non è tanto il desiderio di intrattenere con leggerezza lo spettatore facendolo divertire con spassose battute, quanto quello di accarezzarne il cuore con il racconto, semplice, diretto ed appassionante, di un percorso umano che è al contempo assolutamente personale ma anche condivisibile dalla sensibilità di chiunque. La scenografia che fa da cornice alla rappresentazione risulta assolutamente minimalista, essendo costituita esclusivamente da due alti divani bianchi che di volta in volta divengono muretti su cui giocare, treni sui quali improvvisare danze sfrenate, letti su cui amarsi o poltrone dove riposarsi nei grigi anni della vecchiaia; ampio spazio concesso alla fantasia dunque, agevolata nel suo fervido viaggio da sofisticati giochi di luce e da un efficace e mai invasivo accompagnamento musicale che fa egregiamente da sottofondo ai continui salti avanti e indietro nel tempo attraverso i quali vengono percorse le tappe più salienti nella vita dei due protagonisti. La sapiente direzione registica di Enrico Maria Lamanna, estremamente attenta ai dettagli ed al contempo asciutta e diretta, raggiunge l’obiettivo di porre in evidenza l’intenso lirismo del testo teatrale e l’eccezionale talento e sensibilità dei due attori che, da soli sul palcoscenico, riescono a catalizzare e catturare l’attenzione dello spettatore. Michele La Ginestra, accantonato il lato istrionico, ammiccante e instancabilmente spiritoso con cui abbiamo avuto modo di apprezzarlo in numerose altre occasioni, ci presenta in questa pièce teatrale una sfaccettatura decisamente più complessa, emozionante e matura del suo universo recitativo, che scopriamo con piacere essere notevolmente più variegato e ricco di quanto avevamo sinora avuto modo di constatare; altrettanto appassionante e coinvolgente anche l’interpretazione della protagonista femminile Edy Angelillo, che affronta il caleidoscopico personaggio di Gerry, con le sue luci sfavillanti e i suoi improvvisi momenti umbratili, con notevole eleganza e tutta la classe che scaturisce dal connubio tra consolidata esperienza recitativa e talento naturale.

Questi gli ingredienti del successo di una commedia delicata, romantica ed estremamente poetica, che consigliamo assolutamente di non lasciarsi sfuggire. Per una serata a metà strada tra sentimento ed intelligente comicità, alla riscoperta del reale significato dell’amore, quello fatto per durare un’intera esistenza.

 

Teatro De’ Servi – via del Mortaro, 22 (via del Tritone)

Informazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17.30 e 21.00,

domenica ore 17.30, lunedì riposo

Biglietti: Platea Intero 20€ - Ridotto 16€ / Galleria Intero 17€ - Ridotto 14€

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa FabiGhinfanti

Sul web: www.teatroservi.it

 

TOP