Raccogliere & Bruciare - Teatro Nuovo (Napoli)

Scritto da  Domenica, 25 Marzo 2018 

Dal 21 al 25 marzo. Dopo il debutto nella scorsa stagione estiva in occasione del Napoli Teatro Festival, Enzo Moscato torna a rievocare le atmosfere di Edgar Lee Masters con un’Antologia di Spoon River in chiave partenopea, un numeroso cast ed un adattamento sperimentale del capolavoro letterario americano.

 

RACCOGLIERE & BRUCIARE
(Ingresso a Spentaluce)
testi e regia Enzo Moscato
con Giuseppe Affinito, Massimo Andrei, Benedetto Casillo, Salvatore Chiantone, Gino Curcione, Enza Di Blasio, Caterina Di Matteo, Cristina Donadio, Tina Femiano, Gino Grossi, Amelia Longobardi, Ivana Maione, Vincenza Modica, Rita Montes, Anita Mosca, Enzo Moscato, Francesco Moscato, Luca Trezza, Imma Villa
e con la partecipazione di Maria Pia Affinito, Oscar e Isabel Guitto, Isabella Mosca Lamounier
installazioni Mimmo Paladino
assistente alla regia Angelo Laurino
luci Cesare Accetta
musiche originali di scena Enza Di Blasio
ricerche musicali Teresa Di Monaco
costumi Daniela Salernitano
trucco Vincenzo Cucchiara
organizzazione Claudio Affinito

 

Enzo Moscato torna sulle scene di Napoli, dopo aver debuttato alla Galleria Toledo in occasione del Napoli Teatro Festival Italia nella scorsa estate, con la sua ultima fatica teatrale che lo vede impegnato nella triplice veste di interprete, autore e regista, ovvero “Raccogliere & Buciare (Ingresso a Spentaluce)”, una personale e ampiamente rivisitata Antologia di Spoon River, proposta in una traduzione dall’inglese al napoletano tanto audace quanto rischiosa.

Rischiosa, poiché il testo di Edgar Lee Masters si presenta, già nella sua versione integrale, come un’opera complessa, articolata, ed immensamente frammentata al suo interno, con innumerevoli intrecci o rimandi ad altri personaggi occasionali, particolarmente difficili da comprendere all’istante. Audace, poiché la traduzione al napoletano rischia di spersonalizzare il testo originale, e di renderlo privo di un’anima fedele alle sue radici americane.

Moscato porta in scena un cospicuo numero di attori (Giuseppe Affinito, Massimo Andrei, Benedetto Casillo, Salvatore Chiantone, Gino Curcione, Enza Di Blasio, Caterina Di Matteo, Cristina Donadio, Tina Femiano, Gino Grossi, Amelia Longobardi, Ivana Maione, Vincenza Modica, Rita Montes, Anita Mosca, Francesco Moscato, Luca Trezza e Imma Villa, con la partecipazione di Maria Pia Affinito, Oscar e Isabel Guitto e Isabella Mosca Lamounier) con egli stesso nei panni del narratore, burattinaio di un limbo incastrato tra cielo e terra, in cui le anime dei personaggi provano a mettersi a nudo e a raccontare il proprio vissuto.

L’operazione risulta però quasi subito complessa, andando ad incespicare in una messinscena che sacrifica notevolmente il ritmo dello spettacolo, immobilizzando quasi totalmente tutti gli interpreti, i quali solo quando è il loro momento di recitato sono liberi di muoversi sulla scena, altrimenti condannati a rimanere seduti ad ascoltare i racconti delle altre anime.

Se Moscato all’interno delle note di regia tende a giustificare la sua scelta, quest’ultima pare comunque una decisione azzardata, condannando la rappresentazione ad una sostanziale stasi e ad una lentezza nel recitato, che si trascinano affannosamente per due ore senza particolari cambi di ritmo scenico o di registro interpretativo, ed in assenza di sussulti narrativi che riescano a riafferrare le redini dello spettacolo.

In questo eterno ritmo di quattro quarti teatrale, lo spettacolo si perde e l’attenzione man mano scema, soprattutto a causa dell’inserimento di filastrocche o canzoncine, che conferiscono alla rappresentazione un carattere talora decisamente paradossale. L’operazione risulta dunque nel complesso poco riuscita, con scelte di regia poco illuminanti. Anche l’idea di recitare a basso tono (soprattutto nel caso dello stesso Moscato), con dei prepotenti sottofondi musicali, sortisce l’effetto che lo spettatore ascolti la musica e riesca soltanto a leggere il labiale di talune battute, perdendo il senso di ciò che sta accadendo.

In conclusione, il lavoro sembra essere interessante, anche se sicuramente sacrifica gran parte dell’originalità del testo di Edgar Lee Masters; la mise en scene però, per come viene presentata, non riesce a convincere totalmente il pubblico, che progressivamente si perde seguendo l’andamento dello spettacolo.

 

Teatro Nuovo - Via Montecalvario 16, 80134 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0814976267, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: ore 21 (mercoledì, giovedì e sabato), ore 18.30 (venerdì e domenica)
Durata: 110’ circa, senza intervallo

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Ufficio stampa Napoli Teatro Festival
Sul web: www.teatronuovonapoli.it

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