Qui - Teatro Arcobaleno (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 09 Ottobre 2013 

Dalla penna di Michael Frayn, celebre drammaturgo inglese noto soprattutto per quel capolavoro teatrale quale è “Rumori fuori scena”, non poteva che nascere una commedia così ben congegnata, con ritmo dinamico, dialoghi incalzanti, e situazioni esilaranti tipiche dello “humour” inglese. Questo è “Qui”, spettacolo reduce dal debutto all’VIII Festival dell’Incanto e dal clamoroso successo riscosso nell’ambito della rassegna FontanonEstate, che resterà in scena al Teatro Arcobaleno fino al 13 ottobre.

 

 

 

 

 

 



QUI
di Michael Frayn
regia di Andrea Trovato
con Anna Cianca, Alessia Sorbello, Andrea Trovato

 

 

La regia è di Andrea Trovato, attore versatile con esperienze significative anche nel cinema e nella televisione. Ha fatto parte del cast del film “Itaker”, film pluripremiato (ha vinto come miglior film e migliore sceneggiatura il Golden Spike Award e l’XI edizione del Busto Arsizio Film Festival) per la regia di Toni Trupia, dove interpreta un personaggio nel quale dichiara di essersi sentito perfettamente a suo agio, un siciliano emigrato in Germania.
Un passato con esperienze teatrali importanti che ricorda con grande emozione, come quella di “Molto rumore per nulla” per la regia di Gabriele Lavia. “Una bella emozione aver lavorato con Lavia” - dichiara in un’intervista rilasciata al quotidiano “Leggo”.
Regista e protagonista di questo spettacolo, in scena insieme ad Alessia Sorbello ed Anna Cianca.
Si scandaglia l’universo coppia visto attraverso gli occhi di un “lui” e di una “lei” qualsiasi, con le incursioni di saggezza di una simpatica signora, proprietaria dell’appartamento dove i due stanno per andare a vivere. La vivace, e un po’ invadente, signora - essendo stata per anni testimone delle coppie che si sono avvicendate in quel monolocale - racconta di dinamiche conflittuali e di scarsa sopportazione di cui è stata spettatrice o protagonista, lasciando prevedere le parabole comportamentali e psicologiche che disegnano il ciclo della vita a due.
Si comincia con l’entusiasmo per il nuovo appartamento, luogo-rifugio dove ogni decisione da prendere genera, contemporaneamente, la voglia di uniformarsi all’altro e il bisogno di imporre il proprio punto di vista.
Dialoghi a ritmo serrato, divertenti, surreali nella loro logicità disarmante (ricordano persino, a tratti, i dialoghi ripetitivi e senza un senso apparente del teatro dell’assurdo), arricchiscono di dettagli consequenziali l’eloquio incalzante dei due protagonisti e ne impreziosiscono linguaggio e ragionamento.
Seguendo il dettato drammaturgico tutto appare logico e coerente, ma è sufficiente spostare il punto di vista da lui a lei, o viceversa, che ad apparire logico è invece il suo contrario.
Nevrosi, insicurezze, bisogni inappagati emergono nitidi seppure celati nelle semplici e naturali circostanze, apparentemente irrilevanti, come quella di dover prendere una decisione relativa al posto dove collocare una pianta. Desideri repressi che sfociano in una quotidianità indolente e anonima, sempre alla ricerca di una, forse “irraggiungibile”, identità di coppia.
Costumi dai colori spenti, e un triste pigiama – rigorosamente uguale per entrambi – di colore celeste, rappresentano l’uniformità convenzionale e lo sforzo di adattarsi l’uno all’altra fino a rinfacciarsi reciprocamente l’ “inautenticità” del proprio dire e del proprio sentire.
L’appartamento è un territorio dove ciascuno cerca il proprio spazio vitale, ma il territorio prevede dei confini. Da qui il bisogno di “sconfinare”, di trovare altri spazi, che non sono solo propriamente “fisici” ma anche e soprattutto “mentali”, un altrove dove poter collocare i passaggi importanti della vita. In una parola, il futuro.
Dalle sagge considerazioni della signora proprietaria dell’appartamento (un’ottima e appassionata Anna Cianca) sui meccanismi ineluttabili del vivere in due, si arriva alle considerazioni della giovane coppia – ormai in procinto di lasciare l’appartamento – sulle dinamiche di cui diverrà protagonista, allo stesso modo, la prossima coppia che abiterà lo stesso appartamento. La complessità dell’amore e della vita a due osservate prima volgendo lo sguardo al passato, e poi proiettandolo verso il futuro.
Quello che conta – allora - è il “Qui”, il presente, l’attimo carpito, vissuto. Vissuto ora. Perché se appena ti soffermi ad osservare la lancetta dei secondi, essa già non è più lì, quello che conta è cogliere l’attimo, l’attimo del “Qui” e “Ora”.
Ce lo indica un eloquente oggetto di scena che nel finale diventa significativa metafora, una bizzarra e stravagante grande sveglia di colore rosa acceso, posta in proscenio a “ticchettare” inesorabilmente il tempo che scorre.
Lo spettacolo affronta l’universo di due identità, divise e diverse, con sottigliezza e con spiccata ironia. E dall’ironia, si sa, nasce il sorriso che può essere anche amaro.
Si ride ma, come in tutti i testi comici di un certo spessore il riso nasce da un modo diverso di interpretare la realtà, esattamente come la tragedia, ma da un altro punto di vista, all’altra faccia della stessa medaglia” dichiara il regista.
La regia di Andrea Trovato è pura ed essenziale. Perfettamente calibrata al testo, lascia scorrere in evidenza - evitando inutili orpelli scenografici - il vero significato drammaturgico che trova nei dialoghi serrati la cifra stilistica del testo, e asseconda vivamente il talento, davvero notevole, dei tre attori in scena. Personaggi ben caratterizzati, ognuno con le proprie nevrosi, a cui fa da perfetto contraltare un personaggio-oggetto, un simpatico cane di peluche, che diventa bersaglio o alleato di ognuno per canalizzare, all’occorrenza, istinti aggressivi o impulsi di solidarietà.
Gli oggetti di scena acquisiscono, con una regia così puntuale ed essenziale, evidente valenza scenica e drammaturgica. Il battito di mani che, all’occorrenza, fa apparire o scomparire abiti ed accessori sta probabilmente ad indicare un divario, la difficoltà ad ottenere dall’altro ciò di cui necessitiamo e che non può così facilmente appalesarsi. La ricerca di un equilibrio a due passa anche attraverso l’accettazione dei limiti che l’identità coppia - la signora interpretata con maestria da Anna Cianca ce lo fa ben comprendere - porta inevitabilmente con sé.
Lo spettacolo cattura l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine grazie al perfetto calibro interpretativo di Andrea Trovato (Lui), Alessia Sorbello (Lei), e Anna Cianca (la Signora), e ad uno stile registico che asseconda fedelmente il testo lasciando prevalere il senso ironico e pungente dei personaggi e delle interazioni di attrazione e opposizione che vengono a crearsi tra loro.
“Qui” è uno spettacolo che riguarda tutti, che diverte e che fa riflettere.

 

 

Teatro Arcobaleno - via Francesco Redi 1a, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4402719, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì a sabato alle 21, domenica alle 17.30
Biglietti: intero € 18 + € 1 di prevendita; ridotto Over65, Metrebus, Bibliocard, CartaxDue, Cral € 15,00 + € 1 di prevendita; universitari euro 12 + € 1 di prevendita; bambini da 6 a 11 anni € 7,00 - bambini sotto i 6 anni € 2,00

 

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Ufficio stampa Vita Ragaglia
Sul web: www.teatroarcobaleno.it

 

 

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