Qui e ora - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Domenica, 19 Marzo 2017 

Torna sul palco del Franco Parenti il disastro di lamiere ancora fumanti di Qui e Ora, o meglio, la pungente comicità di Mattia Torre di cui già ci siamo nutriti con la serie tv Boris. Nutriti, ma non saziati: ecco perché Paolo Calabresi e Valerio Aprea, il più egocentrico degli chef e il più normale degli uomini, continuano a far ridere ancora, senza sosta. Lo fanno Qui e Ora; a essere precisi, lo fanno dopo un incidente stradale, in attesa dei soccorsi che non arriveranno mai.

 

QUI E ORA
scritto e diretto da Mattia Torre
con Paolo Calabresi e Valerio Aprea
disegno luci Luca Barbati
assistente alla regia Annagaia Marchioro
costumi Antonella D’Orsi
scene Beatrice Scarpato
suono Cristiano Paliotto
testo originale commissionato da BAM Teatro
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

 

Il fenomeno che pretende di sentirsi dire <<Sì chef>>, come insegna la tv (e proprio come adesso in radio sta cantando Fabri Fibra, senza neanche farlo apposta), questa volta è interpretato da un nevrotico, spocchioso e presuntuoso Paolo Calabresi, come vuole il copione. Il ruolo è pungente e difficile, già portato sullo stesso palco da Valerio Mastandrea, cafone quanto basta, ma Calabresi, in questi giorni al Parenti, gli conferisce un fascino retrò che di certo non guasta. Sembra di guardare un vecchio film in bianco e nero, di quelli che fanno ridere di gusto, magari con Alberto Sordi (lo stesso Calabresi ha un qualcosa di preciso ma inspiegabile che in un certo senso ricorda proprio l’attore di Un americano a Roma).

Nel momento in cui si apre il sipario, le lamiere di due motorini sono accartocciate e sparse in mezzo al nulla della periferia romana più scomoda e lontana, in un giorno di festa. Il primo uomo riprende i sensi, l’altro forse no, il primo è uno chef che ci crede tantissimo, l’unico, il solo, come lui nessuno mai, il secondo è un semplice nessuno che forse sta morendo. E mentre i soccorsi non arrivano c’è un piccolo particolare: lo chef deve andare in onda con la sua trasmissione radiofonica, dal titolo Qui e Ora, perché sta per cominciare la diretta, perché non importa niente, perché, come si suol dire (che terribile espressione) the show must go on.

Comincia così una partita di ping pong, ora tra le luci della ribalta e ora la vita crudele, anzi cruda, come un piatto scadente senza troppe epifrasi nel nome. Partita che mette a confronto l’innovatore della cucina e un semplice e stremato uno di noi, verso il quale deve abbassarsi dall’alto della sua superbia.

Pungente e divertentissimo, mai come ora così attuale, il dialogo tra i due è cinico, graffiante, geniale, popolare, televisivo, scorrevolissimo. Insulto dopo insulto (ai volontari del 118, ai vecchi, ai vecchi che fanno i volontari del 118, al compagno di sciagura, agli ascoltatori del programma e persino alla rucola) va avanti lo spettacolo nello spettacolo, fino a quando la comicità non si trasforma in arma crudele e in parole spietate (dal forte accento romano) pronte a far riflettere su ciò che ci circonda. Chi siamo, cosa vogliamo o perché mai uno dovrebbe fare la carbonara ma senza il guanciale. E poi ancora la nostra cultura, la nostra formazione, quello che ci influenza. I nostri miti, come quelli della televisione, e le nostre certezze che, guarda un po’, non sono più certezze, anzi, finiscono a brandelli e ci lasciano da soli. Tante risate e tantissimi applausi a scena aperta. Da vedere.

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì e sabato ore 20.30; mercoledì e venerdì ore 19.45; giovedì ore 21; domenica ore 16.00
Biglietti: intero: prime file 40€ / II e III settore 32€ / IV settore 25€; over65/under26: II, III, IV settore 18€; convenzioni: II, III settore 22,50€ / IV settore 18€

Articolo di: Andrea Dispenza
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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