Questi figli amatissimi… - Teatro Manzoni (Roma)

Scritto da  Sabato, 06 Giugno 2015 

Al teatro Manzoni è in scena fino al 17 giugno «Questi figli amatissimi…», una piacevole commedia sul rapporto genitori-figli. All’autrice, Roberta Skerl, va il merito di aver trattato in modo intelligente e divertente un tema così delicato ed attuale. Ottima l’interpretazione di Edy Angelillo e Pietro Longhi.

 

QUESTI FIGLI AMATISSIMI…
di Roberta Skerl
con Edy Angelillo, Pietro Longhi, Danilo Celli, Carmen Di Marzo
scene Mario Amodio
costumi Lucia Mariani
regia Silvio Giordani

 

Divertente, simpatica, allegra, spassosa. E, nei panni della mamma demoralizzata dagli insuccessi dei suoi due ragazzi, è assolutamente credibile. Queste, in sintesi, le caratteristiche della performance di Edy Angelillo, un’attrice competente e preparata, che nel suo ultimo impegno teatrale riesce a personalizzare in modo unico il ruolo, sicuramente ben scritto, riservatole dal copione. Affiancata da un ottimo Pietro Longhi, l’attrice veneta si esibisce in questi giorni sul palco del Manzoni con «Questi figli amatissimi…», la commedia brillante e quanto mai realistica uscita dalla penna di Roberta Skerl. La precisa linea registica di Silvio Giordani riesce a rendere verosimili le dinamiche interpersonali che si sviluppano tra i quattro parenti in scena, richiamando in modo più o meno immediato le situazioni familiari di cui siamo spesso testimoni, se non proprio protagonisti.

Ecco, allora, che la struttura romana chiude la stagione 2014-2015 con un testo dotato di una comicità deliziosa ed intelligente, nel rispetto della sua vocazione di palcoscenico volto ad allestire spettacoli caratterizzati da una cifra umoristica, pur sempre nel rispetto di una arguta analisi della realtà contemporanea.

Pietro Longhi ed Edy Angelillo, dunque, danno volto e voce a Giulio ed Anna, due coniugi convinti, quanto meno in apparenza, di aver assolto il proprio ruolo genitoriale e di aver avviato la prole verso un futuro che procede su binari ben tracciati: lo studio all’estero per la femmina, il matrimonio e l’attività economica in campagna per il maschio. La realtà però, come sempre succede, è molto più complicata. Federica, infatti, la figlia ventiseienne, decide di lasciare Londra dove sta da un anno e mezzo a carico dei genitori che la mantengono a suon di versamenti di duemila euro al mese. Dopo aver accantonato la facoltà di medicina, per passare a quella di filosofia e, poi, a quella di scienze della comunicazione, la ragazza capisce che la propria passione si trova nel cinema, e decide di frequentare un costosissimo master in «antropologia visiva» nella capitale britannica, salvo poi accorgersi di vivere un’esperienza al di sotto delle proprie aspettative. La situazione, già di per sé deprimente, è peggiorata dal disastroso epilogo del rapporto col giovane finlandese Ian. Federica, interpretata dalla brava Carmen Di Marzo, è viziata, mutevole, e rende scontenti i genitori che le rimproverano un certo approccio sterile alle sue infatuazioni.

Poco più di un anno di matrimonio e l’avvilente prospettiva di un imminente divorzio, è la situazione in cui versa Gabriele (un valido Danilo Celli), il figlio maschio di Giulio ed Anna. Il ragazzo avrebbe le carte in regola per un futuro radioso, con la sua laurea in fisica molecolare ed una vita coniugale avviata, ma il giovane pensa bene di rendere il tutto più movimentato innamorandosi della vita bucolica dei terreni umbri e alimentando la propria vocazione di neo-contadino eco-ambientalista volto alla coltivazione delle zucchine biologiche. Una scelta di vita che sarà la causa della rottura del suo rapporto con la moglie Francesca, snervata da una vita tanto monotona.

I quattro, fra litigi e psicosi familiari, si muovono in una scenografia che riproduce l’interno di un appartamento semplice ed elegante, curato nei dettagli da Mario Amodio finanche alla riproduzione della tromba delle scale intravista nel gioco di apertura e di chiusura delle porte.

Anna e Giulio si trovano a così a fare i conti con dei figli insoddisfatti, un po’ egocentrici, privi di un tetto e, più in generale, di solide prospettive: i due genitori si rendono conto di dover continuare a svolgere il ruolo che pensavano di aver assolto in modo pressoché definitivo. I ragazzi non vogliono crescere, ma loro cosa fanno? Li spingono a cambiare o, più passivamente, continuano a coccolarli? Li incoraggiano verso nuove strade o li viziano?

L’argomento sviluppato in «Questi figli amatissimi…» è indubbiamente noto e quanto mai attuale, soprattutto in una società come quella odierna che sembra certificare il prolungamento dell’adolescenza. Il rischio della pièce, dunque, potrebbe essere quello di cadere in qualche cliché trito e ritrito che vanificherebbe il senso dell’operazione. Ma il testo riesce nel tentativo di portare in scena qualcosa di originale, anche grazie alla precisa scrittura della Skerl che, oltre ad affrontare in modo costitutivo l’argomento, delinea con accuratezza i personaggi, li arricchisce di sfaccettature, li dota di quelle piccole contraddizioni che consentono loro di essere plausibili. E poi, l’autrice stimola la nascita di quel processo d’identificazione che lo spettatore ama trovare nei lavori contemporanei, un fattore che lo mette nella condizione di poter ridere soddisfatto delle situazioni tragicomiche in cui si specchia.

Gradevole il personaggio di Giulio, che il bravissimo Pietro Longhi porta in scena con delicatezza e padronanza. Splendida l’interpretazione di Edy Angelillo, elegante ed armoniosa, che diverte con i suoi scatti d’ira e provoca risate a scena aperta con la sua simpaticissima mimica. Repliche fino al 17 giugno.


Teatro Manzoni - via Monte Zebio 14/c, 00195 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/3223634 - 06/3223538, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato ore 10.00-20.00 - domenica ore 11.00-13.00 e 15.00-20.00
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo, terzo giovedì di rappresentazione ore 17
Biglietti: intero euro 23, ridotto euro 20 (prevendita 1 euro)

Articolo di: Simona Rubeis
Sul web: www.teatromanzoni.info

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