Questi Fantasmi! - Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Sabato, 20 Gennaio 2018 

Dal 9 al 21 gennaio. In scena nella città natale di De Filippo uno dei suoi testi più celebri, “Questi Fantasmi!”, capolavoro eduardiano che mette in luce con amarezza e disinganno i misteriosi intrecci dell’animo umano, in un testo senza tempo. Una regia attenta e con una forte lettura al femminile di Marco Tullio Giordana, con in scena la compagnia di Luca De Filippo, che restituisce uno spettacolo dalle forti emozioni e con un ritmo serratissimo.

 

QUESTI FANTASMI!
di Eduardo De Filippo
con (in ordine di apparizione) Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Francesca Livia Sartori
musiche Andrea Farri
regia Marco Tullio Giordana
produzione Elledieffe - La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

 

Ogni volta che va in scena un testo di Eduardo a Napoli, cospicue folle di spettatori accorrono per valutare, con spirito critico misto a quel sentimento di affetto spropositato proprio dell’animo partenopeo, la messinscena in questione. Tra chi conosce Eduardo (forse erroneamente) solo per il suo spirito comico della “Cantata dei giorni pari”, e ne ride per ogni battuta che in realtà cela dietro un sarcasmo inquantificabile, e chi invece conosce a memoria scene intere come il monologo del caffè nello spettacolo in questione o l’emozionante monologo di “Filumena Marturano” dell’omonima partitura, si potrebbe dire che Eduardo a Napoli gode di una critica teatrale di matrice popolare che solo pochissimi artisti possono vantare nel panorama internazionale.

La Compagnia di Luca De Filippo torna in scena con “Questi Fantasmi!”, per la regia di Marco Tullio Giordana. “Questi Fantasmi!” è la prima produzione Elledieffe che non vede alla sua prima rappresentazione Luca De Filippo, scomparso tre anni fa, andando a delegare - come accaduto sin dall’allestimento precedente (“Non ti pago!”) - il ruolo di protagonista maschile ad un altro attore partenopeo di razza quale Gianfelice Imparato e nominando Carolina Rosi, vedova di Luca, direttrice di questa compagnia.

Imparato e Rosi portano avanti il filone della tradizione eduardiana e, dopo averlo onorato con il successo luminoso di “Non ti Pago!”, tornano in scena questa volta diretti da uno dei registi teatrali e cinematografici più validi sul panorama italiano. La lettura di Marco Tullio Giordana cerca di attenersi molto alle dettagliatissime note che la drammaturgia di Eduardo presenta, calibrando attentamente quel sottile equilibrio che intercorre tra la comicità del testo, specie nella parte iniziale, e la successiva drammaticità che questo assume in seguito all’apparizione dei presunti fantasmi.

Le scene e le luci di Gianni Carluccio ricreano un tradizionale attico partenopeo, appena ristrutturato, con il famoso balcone dal quale Pasquale Lojacono, definito nella drammaturgia anima in pena, disquisirà a riguardo del caffè con l’anima utile del professore Santanna. Ed è appunto questo professore l’occhio invisibile nello spettacolo, figura onnipresente, simpaticamente dipinta da Eduardo come un personaggio perennemente affacciato al suo balcone dirimpetto all’infestata casa di Lojacono, parte di quello spirito che tutto vede e tutto sa, ma non parla, non compare, non si pronuncia e non dà giudizi. Per Eduardo sta allo spettatore giudicare nei suoi spettacoli dov’è il torto e dove la ragione, cucendo personaggi con due volti, bifronti, oscillando drammaticamente ed ostinatamente tra la ragione collettiva e l’interesse personale.

La lettura di Tullio Giordana, poi, restituisce una forte connotazione al femminile, incentrata sulla figura di Maria, anima perduta per Eduardo, logorata dal desiderio di uscire dalla messinscena allestita solo per abbindolare il povero protagonista, ma tentata dal continuare a vivere così pur di incontrare il suo amante, l’anima irrequieta di un magistrale Massimo di Matteo nei panni di Alfredo Marigliano. In questo allestimento, che lascia spazio ad un’approfondita analisi della moglie Maria, intensamente interpretata da una Carolina Rosi che recita con la passione che solo un membro della famiglia De Filippo riesce a regalare, si affianca un Gianfelice Imparato che fornisce un’interessante connotazione al personaggio di Pasquale. Lojacono è infatti perdutamente innamorato di sua moglie, ma anche viziosamente dipendente dalle ormai consuete “mazzette” che è abituato a ricevere dagli spiriti che infestano la casa.

Ed è proprio nella scena finale che si palesa il dramma: fino a che punto Pasquale è innamorato della moglie tanto da non vederla scappare davanti ai suoi occhi? Pasquale cerca realmente altro denaro solo per accontentare Maria, o quei soldi li pretende per altri progetti? Le relazioni umane possono logorarsi anche solo per una scarsezza economica? Le grandi questioni di questo testo restano materia di pertinenza del singolo spettatore, che giudica e valuta i comportamenti dei singoli personaggi.

Bravi tutti gli interpreti, dimostrazione di un teatro fatto di sudore, di impegno e di emozioni che vivono in palcoscenico, e che comunicano parole di un testo senza tempo. Massimo De Matteo, poi, regala un’interpretazione magistrale, testimone di una tradizione attoriale partenopea d’altri tempi, di una dedizione e di un amore per le scene che sono incarnazione di un’arte senza età.

Uno spettacolo emozionante, una perla di Eduardo che si erge a faro della drammaturgia novecentesca (forse uno tra gli innumerevoli “fari” della drammaturgia di De Filippo), in cui a farla da padrona è l’emozione, il sorriso di una battuta finale con in scena contemporaneamente la commozione di un addio senza parole. È questo Eduardo, è piangere ridendo e ridere piangendo di quell’insondabile e inspiegabile materia umana che rappresentiamo e che ci circonda.

 

Teatro Bellini - Via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10.30 alle 13; tutti i giorni un'ora prima dello spettacolo
Orario spettacoli: feriali ore 21, mercoledì 10 gennaio e sabato 13 gennaio ore 17.30, domenica ore 18
Biglietti: da euro 14 a euro 32, Under 29 euro 15
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti, escluso intervallo

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP