Questi figli amatissimi - Teatro de' Servi (Roma)

Scritto da  Sabato, 08 Novembre 2014 

Dal 4 al 23 novembre. Un interno di una famiglia semplice ma più che decorosa, forse borghese, con qualche ambizione, sana e litigiosa come tutte le famiglie del mondo. Testo ben scritto, risate gustose, una finezza di analisi dei comportamenti familiari non scontata. Da premiare l’interpretazione dei due protagonisti, soprattutto la loro mimica. Il Teatro de' Servi conferma la sua vocazione a spettacoli mai volgari, che fanno ridere e sorridere, commuovere come un’occasione di guardarsi dentro e intorno su una società che subiamo inconsapevolmente.

 

Teatro Artigiano presenta
QUESTI FIGLI AMATISSIMI
di Roberta Skerl
con Pietro Longhi, Edy Angelillo, Danilo Celli, Carmen di Marzo
scene Mario Amodio
costumi Lucia Mariani
regia di Silvio Giordani

 

La scena si apre su un interno difficile da definire: l’ambiente potrebbe essere un interno borghese, che si apre sul salotto, le scale in legno che portano alle camere, una dalle stanze dei figli trasformata in studio. L’arredamento ha qualche nota curiosamente anni Settanta, un tocco Ikea che non colloca esattamente il contesto. Forse è voluto come a suggerire che in ambienti sociali diversi e periodi differenti le situazioni familiari si ripetono, di padre in figlio e, se le nuove generazioni appaiono sempre più scapestrate, non è detto che, a loro volta, i figli non abbiano buone ragioni per intentare un ‘processo’ ai genitori. Anche gli abiti non aiutano a decifrare e a rendere riconoscibile di che famiglia si tratti, ma gli accenni all’Europa unita, la precarietà, la tecnologia non lasciano dubbi sull’attualità.

Tutto questo è secondario rispetto al nucleo della vicenda, ad ogni modo: “Ricordati che questa è sempre casa tua”. E se i figli, ormai grandi e armati di sogni e buone intenzioni per una vita propria in totale autonomia, ci prendessero sul serio? Da genitori si va mai in pensione? Sono queste le domande da cui prende spunto la commedia scritta da Roberta Skerl - prolifica autrice di commedie ambientate nell’attualità - diretta da Silvio Giordani e interpretata da Pietro Longhi e Edy Angelillo - nella parte dei genitori - e da Danilo Celli e Carmen Di Marzo. I due genitori costituiscono il perno dello spettacolo perché l’interpretazione e la capacità espressiva insita nei gesti, nel ticchio nervoso, nel viso che si trasforma in pochi istanti, rendono credibile e godibile l’azione, sostenuta peraltro da un bel ritmo. Fa da contorno un gioco attento di luci e la musica, convincente e in certi momenti seducente.

Un quadro non idilliaco di una famiglia ma che alla fine si riconcilia, senza buonismi, e con una battuta sagace e sferzante che comunque ci lascia il buon umore. Niente volgarità - anche se nessuno risparmia colpi bassi e male parole - ma il gusto autentico della commedia nel senso più genuino del termine. E’ semplicemente la vita con i suoi cambi di umore e di prospettiva ad ogni istante. E’ un lavoro sulla famiglia e sulle difficoltà della convivenza, sulla difficoltà di essere genitori, sullo svuotamento che a volte i figli operano nella coppia senza neppure rendersene conto.

“Questi figli amatissimi”, in scena al Teatro de’ Servi dal 4 al 23 novembre, sta dalla parte dei genitori non senza criticità, non per partito preso, ma con tenerezza: guarda con indulgenza l’impotenza e il disorientamento di accompagnare i figli nel volo fuori dal nido, nel trovare un posto nel mondo, nel mantenere la giusta distanza; nel sopportare talora il fallimento dei ragazzi che ormai sono adulti e i loro dolori che diventano anche quelli dei genitori. Lo spettacolo, in agrodolce, mette in luce la difficoltà di un mestiere a tempo pieno, senza pensione e senza contributi nel quale si rischia sempre di ricominciare, soprattutto quando tra capo e collo arrivano due nipoti. I genitori non sono eroi, né santi, né sbagliati, sono semplicemente umani e, sembra dire lo spettacolo, non chiedono niente ai figli, sempre pronti a dare e a darsi; vorrebbero solo essere accettati a loro volte nelle proprie debolezze, nel desiderio di avere le proprie abitudini, i propri spazi e qualche volta i propri desideri e perfino la voglia di un capriccio.

La trama - Anna e Giulio sono una coppia di oggi, Federica e Gabriele i loro figli. La storia quella un po’ di tutti i genitori: quando cominciano a rilassarsi e a credere quasi concluso il proprio compito, si trovano invece a dover affrontare di nuovo una serie di eventi inaspettati. I figli ormai grandi, tanto bramosi di indipendenza, si rivelano in realtà meno autonomi e maturi di quanto ci si aspettasse e mamma e papà, che si immaginavano già “in pensione” da genitori, ormai liberi di pensare un po’ a se stessi, sono di nuovo costretti a rimboccarsi le maniche per risolvere le situazioni complicate e i problemi dei loro figli amatissimi.

Roberta Skerl - Milanese, risiede a Roma. Diplomata in Scrittura Drammaturgica alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano si occupa di scrittura dagli anni Ottanta e ha lavorato in ambito televisivo, cinematografico ed editoriale. Per il teatro ha scritto una dozzina di testi, prevalentemente commedie. Con "Malagueña", rappresentato al Teatro della Visitazione di Roma nel 2010, ha vinto il Premio Mario Tobino per il Teatro 2010 e il Premio Donne&Teatro Inner Wheel 2011. "La villa" - finalista al premio Donne&Teatro Inner Wheel 2002 - è andato in scena al Teatro Manzoni di Roma con Ivana Monti e Pietro Longhi nel 2001 ed è stato poi ripreso in altri allestimenti.

 

Teatro de' Servi - via del Mortaro 22 (angolo via del Tritone), 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6795130, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: platea intero € 20 - ridotto € 16 / galleria intero €17 – ridotto € 14
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Carla Fabi & Barbara Ghinfanti Comunicazioni, Ufficio stampa Teatro de' Servi
Sul web: www.teatroservi.it

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